Sei felice?

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Erano già tre settimane dal mio arrivo. Io e Riki passavamo sempre il tempo insieme: eravamo inseparabili. Stava diventando importante, forse anche di più di Nico e se avessi perso anche lui il mio mondo sarebbe finito. Con lui il rapporto era diverso: per Nico sapevo che il mio sentimento era amore, con Riki invece era una cosa diversa. Sentivo il bisogno di vederlo tutti i giorni, di guardare i suoi occhi blu e di vedere il suo sorriso. Era quasi come un fratello di cui mai avrei potuto fare a meno. Una figura maschile importante ormai per me.
«Ti devo dire una cosa.» disse Riki mentre mangiavo un sacchetto di patatine.
Era quasi ora di cena ed io ero super affamata.
«Dimmi.» risposi tutta impegnata nella mia abbuffata.
«Ho parlato con i tuoi genitori riguardo la scuola: volevo farti venire nel mio stesso istituto per stare sempre insieme.» disse tutto serioso bevendo il suo succo.
Alzai lo sguardo e mi concentrai su di lui, appoggiai il sacchetto e lo fissai preoccupata.
«Allora?» chiesi dopo qualche secondo di silenzio.
Appoggiò il bicchiere con dentro il succo, si leccò le labbra e arricciò il naso.
«Mi spiace Fede.»
«Fanculo.» dissi incrociando le braccia e imbronciandomi.
Mi veniva da piangere. Se ne accorse.
«Mi spiace ma mi dovrai sopportare per un po'.» disse ridendo e sporgendosi verso di me.
Lo guardai malissimo e poi scoppiai in lacrime.
Lui si alzò e si diresse verso di me.
Si accucciò e appoggiò le braccia sulle mie gambe.
«Pensavo che sarebbe stata dura stare con me ma non pensavo fino al punto di piangere.» disse ridendo.
«Sto piangendo per la felicità cretino!» e poi lo abbracciai fortissimo.
«Sei felice?» disse staccandoci.
Annuì.
«Dai vieni con me, ti porto in un posto!» poi mi prese per mano e salimmo nella sua mini grigia.
Andammo in centro, lui parcheggiò e poi mi riprese per mano.
«Dove andiamo?» chiesi curiosa.
«Ti porto da una persona.» poi entrò dentro una pizzeria e mi fece sedere.
Si sedette difronte a me e si nascose dietro il menù.
Arrivò un ragazzo con i capelli molto corti, una maglia bianca e le braccia tutte tatuate.
«Cosa ordinate?» mi chiese sorridendo.
«Io una pizza con le patatine.» dissi sorridendo.
«Il tuo amico?» mi chiese guardando stranito Riki che non mostrava il viso ma lo nascondeva dietro a quel menù.
«Il suo amico è anche il tuo!» disse abbassando il menù e ridendo.
Il ragazzo spalancò gli occhi. Riki si alzò e si abbracciarono.
«Come mai già qui? Non dovevi essere con Giulia a Parigi?» gli chiese quel ragazzo confuso.
Chi era Giulia?! Mi bloccai e guardai male Riki.
Lui guardò quel ragazzo e alzò le sopracciglia.
«Lascia stare, poi ti racconto.» disse lui scuotendo la testa.
«E lei chi è?» gli chiede guardandomi.
«Lei è Federica, una mia cara amica.» disse Riki guardandomi.
Aveva gli occhi illuminati e sorridenti.
«Va bene! Vi faccio fare le pizze e poi torno!» disse il ragazzo andandosene.
«Chi è lui?» chiesi mentre Riccardo si sedeva.
«Lui è Andreas, il mio migliore amico da quando sono nato.» disse lui sorridendo.
Annuì e sorrisi anche io.
«E Giulia invece chi è?» domandai curiosa.
«Una persona.» poi bevve un po' d'acqua.
Era agitato e si vedeva benissimo.
«Non ci sarei mai arrivata!» dissi prendendolo in giro.
Mi alzai innervosita.
«Quando vorrai dire la verità alla tua migliore amica chiamami.» poi cercai di andarmene ma lui mi prese dal polso
«Non vai da nessuna parte.» disse lui serio
«Ascolta prometto che te ne parlerò però adesso godiamoci la serata e divertiamoci.» disse mettendomi le mani sulla vita.
Aggrottai la fronte.
Lui mi diede un bacio sul naso facendomi sorridere.
Mi fece risedere e poi incominciammo a mangiare e a divertirci.
Era tutto perfetto, tutto magico.
E solo perché c'era lui.

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