Non poteva essere vero!

849 33 0
                                        

Stavamo camminando. Era una giornata strana. Faceva caldo, quasi estivo ma eravamo a fine ottobre. Non era logicamente possibile.
Il cielo era fitto di nuvole grigie che minacciavano di piovere. C'era afa. Aiuto che schifo di tempo.
Camminavamo in mezzo ad un campo di grano e riki camminava dietro a me lamentandosi.
«Ma dove andiamo? Quanto ci vuole per arrivare? Ho caldo! Fede ho sete. Mi senti?»
Era insopportabile. Sembrava un bimbo di 5 anni.
«Siamo quasi arrivati, abbi ancora un attimo di fede.» dissi innervosita.
Scoppiò a ridere cadendo a terra.
Mi voltai preoccupata pensando gli fosse venuto un malore. Quando lo trovai lì per terra morto dalle risate lo guardai malissimo.
«Cos'hai da ridere cretino? Mi hai fatto spaventare!» dissi incrociando le braccia.
«Hai detto di avere un attimo di te! Ahahah aiuto!»
Che scemo che era. Aveva paragonato la parola fede al mio nome.
«Cretino.»
Mi prese dal braccio e mi trascinò a terra facendomi cadere addosso a lui.
«Ma cosa fai?!» urlai spaventata.
Mise le mani sull'inizio del fondoschiena e mi guardò serio.
«Ora ho un attimo di te!» poi mi diede un bacio sul naso.
Scossi la testa e mi liberai alzandomi.
Continuai a camminare fino a quando trovai un punto che mi piaceva particolarmente.
Era uno grande spazio sotto ad una grande quercia. Isolati da tutto e da tutti.
«Riki mettiti qui.» dissi indicandogli un punto.
Dopo essersi posizionato mi misi difronte a lui.
«Devi mettere le mani sui miei fianchi e dondolare per ora perché penso sarà il massimo che potrai fare data la tua scoordinazione.» dissi ridendo.
Lui scosse la testa e piano piano fece quello che gli aveva detto.
Era particolarmente agitato.
«Aspetta.» dissi fermandolo.
Mi tolsi la maglia rimanendo solo con il mio reggiseno nero.
Mi dava parecchio fastidio quella maglia perché era stretta.
Vidi subito che il suo sguardo finì subito sul mio seno. Deglutì e io risi.
Gli feci segno di mettere le mani sui miei fianchi e lui annuì.
Era imbarazzatissimo.
Incominciammo a dondolare quando d'un tratto la pioggia ci cadde addosso.
Era fortissima e fitta tutti d'un tratto.
«Merda! Cosa facciamo?» mi chiese riki.
«Balliamo.» risposi ridendo.
Anche lui rise e poi ricominciammo.
I nostri occhi erano persi gli uni negli altri.
Eravamo completamente bagnati e ridevamo di gusto perché eravamo insieme e stavamo bene.
«Sai vero che ci prenderemo la febbre.» dissi ridendo.
«Non mi importa finché sono con te.» mi rispose leccandosi poi le labbra.
Feci un piccolo sorriso.
«Sei bellissima Fede.»
«No, non è vero.» dissi abbassando lo sguardo.
«Sì invece, guarda come sei. Io sono dannatamente fortunato ad averti.» affermò stringendo la presa.
«Federica Carta...» continuò avvicinando le nostre labbra.
«...tu sei la cosa più bella della mia vita.» poi ci scambiammo quel bacio tanto atteso, tanto desiderato.
Ci buttammo a terra e cominciammo a baciarci.
Io ero distesa a terra con una coscia che lo stringeva e lui sopra di me, con la mano che mi accarezzava i fianchi.
Eravamo al culmine della passione e avremmo sicuramente fatto l'amore se non l'avessi fermato.
«Tu s-sei fidanzato Riki.» dissi tremando.
Spalancò gli occhi.
«Scusami.» poi si alzò e fece alzare anche me.
Nel tragitto verso casa non parlammo, rimanemmo zitti per tutto il tempo. L'imbarazzo ci opprimeva.
Dovevamo fare finta di niente, come se non fosse succedano niente.
Eppure qualcosa era successo e non era da sottovalutare.
Appena arrivammo davanti alle nostre case io scesi subito, senza salutarlo.
Corsi in casa e chiusi la porta alle mie spalle.
Non poteva essere vero!

You are worth it allLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora