Ero scioccata

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Camminavo nel corridoio della scuola.
Avevo in mano molti libri e d'un tratto mi caddero dalle mani.
Ero così sbadata quel giorno.
Mi abbassai subito a raccoglierli quando d'un tratto si fiondò un ragazzo ad aiutarmi.
Raccolse tutti i miei libri.
«Grazie.» affermai sorridendo.
«Figurati Fede.» rispose lui porgendomi i libri.
«Come fai a sapere il mio nome?» gli chiesi incuriosita.
«Mi chiamo Alessio Mininni. Sono un grande amico di Riccardo.» mi disse sorridendo.
Annuì e poi abbassai lo sguardo ricominciando a camminare.
«Ehm, mi domandavo...» continuò lui seguendomi.
«Cosa?» chiesi guardandolo.
«Ti va di venire al ballo con me?» disse tutto d'un tratto.
«Ehm...posso pensarci.» affermai sorridendo.
«Ok. Magari stasera usciamo insieme. Ci dovremmo conoscere meglio.» disse lui appoggiandosi al muro non facendomi più camminare.
«Oh...sì penso sia una bella idea. Vienimi a prendere a casa di Riccardo. Stupiscimi.» poi me ne andai senza dirgli niente.
Adoravo lasciare le persone a bocca aperta.
Le due ore di lezione di italiano furono infinite. Il tempo non passava. Un minuto durava un'eternità.
«Cosa fate?» chiesi a Shady e Vittoria mentre andavamo a pranzo.
«Riguardo cosa?» disse Vittoria sistemando i libri dentro la sua borsa.
«Il ballo. Alessio Mininni mi ha invitato.» affermai di scatto.
«E allora?» chiese Shady curiosa.
«Io ho intenzione di andarci ma mi preoccupa ciò che mi dirà Riccardo.» dissi un po' triste.
«A lui preoccupa quello che tu pensi sul fatto che lui al ballo ci va con Giulia? No! Perciò vacci e fregatene!» dissero agguerrite più che mai.
Forse avevano ragione. Non avevo nemmeno 18 anni e non stavo vivendo le cose più belle della mia vita per colpa sua. Dovevo pensarci a quello.
Quella sera mi misi tutta in tiro per uscire con Alessio. Ero entusiasta e non sapevo il perché.
Mi venne a prendere verso le nove e andammo in un ristorante molto carino e semplice.
«È da quando sono molto piccolo che vengo qui. Sono di casa.» affermò lui sorridendo.
Alessio era un ragazzo semplice, molto dolce e soprattutto umile. Mi era piaciuto stare con lui quella sera. Ero a mio agio.
Passammo una serata bellissima.
«Grazie per questa serata Alessio.» affermai appena spense la macchina davanti al vialetto di casa mia.
«Grazie a te per essere venuta.» disse lui sorridendo. Annuì. Ci guardammo. Lui si avvicinò piano piano a me e io feci lo stesso. Scioccò un bacio che lui cercò di approfondire ma non fece in tempo perché qualcuno aprì la porta della macchina tirandolo fuori.
Ero scioccata.

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