Confusione

718 33 0
                                        

Era estremamente imbarazzante quelle situazione.
Riki da un lato e Giulia dall'altro.
Io in mezzo.
Cosa dovevo fare? Ero super tesa.
Trovai il coraggio nel profondo di me.
«Perché non provate a chiarire?» chiesi tremando. Avevo paura che Giulia mi tirasse uno schiaffo.
«Perché lui è solo uno stronzo che mi vuole mettere le corna!» disse lei imbronciata.
Aveva un accento molto toscano. Di certo era nata nelle zone di Firenze ma si era trasferita qui.
«Ma stai scherzando? Stavo abbracciando la mia migliore amica!» disse riko facendosi gonfiare la vena sul collo e diventando rosso in faccia.
«Basta! Adesso fate pace!» urlai esasperata.
Mi avevano invaso la casa.
Riki dopo la sua fuga era andato a casa e mi aveva chiamato piangendo.
Lo avevo un po' rassicurato ma poi mi avvisò dell'arrivo di Giulia a casa sua.
Non avrei immaginato che sarebbero venuti qui a casa mia a chiarirsi.
Ero io l'avvocato che doveva mediare.
Cercavo di aiutarti eppure dentro di me speravo tutt'altro. Perché ero così egoista?
Riki sbuffò e si alzò.
Prese Giulia e la fece alzare, l'avvolse tra le sue braccia e poi iniziarono a scambiarsi dei baci.
Mi si riempirono gli occhi di lacrime.
Non resistevo più.
Si staccarono e mi sorrisero.
Riki andò un attimo in bagno e io rimasi sola con Giulia.
«Volevo chiederti scusa.» disse lei dal nulla.
«Ero troppo gelosa di te sbagliando perché è evidente che riki non ti ama!» continuò sorridendomi.
Quelle parole furono una grandissima frustata al cuore. Aveva ragione. Il problema era che io soffrivo di una cosa che sapevo anche io.
Non feci tempo a rispondere che ero avvolta tra le sue braccia.
Stava piangendo.
Forse Giulia non era così cattiva come sembrava. Voleva semplicemente il suo ragazzo tutto per se e ne aveva tutti i diritti.
«Siamo amiche?» mi chiese asciugandosi il mascara.
Annuì.
Ci ristringemmo forte quando d'un tratto fummo interrotte da un colpo di tosse.
Sorridemmo a riki che si unì al nostro abbraccio.
Dopo circa dieci minuti Giulia se ne andò e io rimasi sola con lui.
«Quindi non è vero.» dissi con occhi bassi.
«Cosa non è vero?» mi chiese guardandomi.
«Non è vero quello che hai detto ieri. Tu la ami ancora.» affermai quasi dispiaciuta.
«Fede, quando sono arrabbiato dico cose che non penso. Io...»
«Non devi giustificarti. Capisco pienamente.» poi mi alzai.
«Forse è meglio se vai. Io vado a riposarmi un po'.» dissi con le braccia incrociate.
«Ho fatto qualcosa che...»
«No, tranquillo. Voglio solo che tu vada.» dissi trattenendo le lacrime.
«Ok.» si alzò e si diresse verso di me.
Mi diede un bacio sulla fronte e poi mi guardò.
«Se hai bisogno chiama. Quando ti riprendi fammi un fischio.» poi uscì e se ne andò.
Stavo troppo male e non capivo il perché.
Sentivo una sofferenza dentro che soffocava e mi offuscava tutto.
Ero troppo confusa e sarei finita per far soffrire tutti quelli che mi erano intorno.

You are worth it allLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora