Ci cercheremo

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«Molto piacere, sono Ginevra Lambruschi. Purtroppo l'ultima volta che ci siamo viste non siamo riuscite a presentarci.» affermò la bionda con aria provocante.
Mi porse la mano e io, molto educatamente, l'afferrai.
«Federica Carta.» risposi secca.
Riccardo mi fissava imbambolato. Non fiatava.
«Ehm, io vado.» dissi poco dopo.
Stavo per andarmene quando mi sentì afferrare dal polso. Quando mi voltai vidi Riccardo.
«Lasciami il polso.» dissi nervosa.
«Non andartene, sei appena arrivata.» ribatté lui supplicante.
«Lasciami.» continuai io.
«Ti prego, rimani qui.» affermò lui.
«Tu sei rimasto quando io te l'ho chiesto?» gli domandai sapendo già la risposta.
Ci guardammo profondamente negli occhi.
Di scatto Ginevra tolse la mano di Riki dal mio polso.
«Cosa fai?!» chiese nervosa la bionda.
Riki ed il continuavamo a guardarci.
«Che schifo.» affermai poco dopo guardandoli insieme poi me ne andai a casa.
Corsi in doccia ed iniziai a piangere. Ci rimasi dentro quasi due ore. Avevo bisogno di stare sola, di pensare, di capire cosa meritavo e cosa volevo veramente. Avevo un malessere interno che mi opprimeva. Tantissimo.
Quando uscì dalla doccia mi asciugai per bene, infilai gli slip, misi dei leggins neri ed una felpa grigia.
Appena entrai in camera mia sussultai.
«Chiudi la porta a chiave.» disse Riccardo calmo. Feci come aveva detto.
Lui si alzò e si diresse verso di me. Mi guardò un po' come per studiarmi.
«Ti sei tagliata i capelli?» chiese serio.
«Così pare.» risposi secca.
«Ce li avevi lunghi quando stavi con me.» affermò lui.
«Lo so.» dissi scocciata.
«Sei bellissima.» affermò prendendomi la mano e accarezzandola.
«Non dovresti dirmelo, sono la tua ex.» dissi ritirando la mano.
«Posso dirtelo. Ti ho amato.» ribatté.
Feci un sorriso nervoso e scossi la testa.
«"Ti ho amato", non "ti amo".» dissi scuotendo la testa.
«Sai perché ti ho amato? Perché era impossibile non farlo. Eri qualcosa che non riuscivo a capire e quando ci provavo mi perdevo. Ma quando mi perdevo trovavo i tuoi occhi e loro mi guardavano sempre con un amore sconfinato.» disse facendosi gonfiare la vena sul suo collo. Mi era così tanto mancata.
«Ti amo.» affermò poco dopo.
«Se me lo avessi detto prima non mi sarei arresa.» ribattei con aria di sfida.
Lui fece una piccola risata amara e poi mi guardò.
«Sai che succederà a noi due? Ci cercheremo ancora. Nelle canzoni, nelle citazioni, nei libri.
Ci cercheremo tra gli sguardi della gente. Magari la sera, che ci frega sempre. Avremo voglia di stare insieme, ancora. Ci penseremo, di nascosto, e fingeremo. Il mattino seguente fingeremo di aver pensato ad altro. Ma ci mancheremo e sarà questa la nostra punizione. La punizione di non aver provato a tenerci.» disse lui con gli occhi pieni di lacrime.

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