Erano passati due giorni. Era l'ultimo giorno di gita. La mia voglia di vivere era sprofondata.
«Auguri!» urlarono Shady e Vittoria svegliandomi. Ero nel letto, sommersa dalle coperte. Sorrisi alle mie migliori amiche e mi alzai.
«Grazie!» dissi sorridendo. Andai in bagno per farmi la doccia e prepararmi.
Quando fui pronta uscì dal bagno ma non credetti a chi avevo davanti.
«No! Non è vero!» urlai mettendo le mani sulla bocca. Riccardo sorrise.
Gli corsi incontro e lo strinsi forte forte a me.
«Non potevo farti festeggiare qui mentre io ero in Italia.» disse dandomi dei baci sul collo.
Sorrisi e iniziai a piangere dalla gioia.
Ci staccammo e lui sorrise.
«Non ci credo.» dissi accarezzandogli la guancia. Aveva gli occhi pieni di gioia e per poco non piangeva anche lui.
«Andiamo?» mi chiese prendendomi per mano.
«Ma non posso! Sono in gita con la scuola.» dissi fermandolo.
«Tuo papà ha parlato con la preside. È tutto ok, puoi venire con me.» disse rassicurandomi.
Annuì e lo seguì.
Andammo al Louvre, a Notre-Dame e ovviamente alla Tourre Eiffel. Era diventato magico quel posto solo grazie alla presenza di Riccardo. Tutto era ripreso a piacermi e ad avere un'aria romantica.
Poi, dopo qualche ora, prendemmo l'aereo e tornammo in Italia.
«Vieni a casa mia?» chiese Riccardo appena arrivammo fuori casa. Annuì.
Uscimmo dalla macchina ed entrammo a casa sua. Appena entrammo però trovammo Nanci sul divano che piangeva. Riccardo ed io le accorremmo subito.
«Hey piccola, che c'è che non va?» chiese Riccardo sedendosi accanto a lei.
«Oggi ho visto il ragazzo che mi piaceva, baciarsi con una ragazza.» disse scuotendo la testa e piangendo a singhiozzi.
Le accarezzai i capelli e feci un piccolo sorriso.
«Come hai capito di amare Fede?» chiese lei tutta addolorata.
Lui abbassò la testa e fece un sorriso.
«Non è stato facile capirlo. Quando ti piace qualcuno sei pronto a dire la verità ma non è così facile. Ricordati che c'è differenza tra "piacere una persona" e "amare una persona".» disse lui prendendole le mani.
«Ho capito di amarla quando sono riuscito a superare tutte le mie paure, le mie debolezze, quando ormai non ero più timido nel parlarle.» continuò lui parlando con voce rauca.
«L'ho capito quando tremavo mentre ero con lei ma allo stesso tempo mi sentivo a casa.» disse guardandomi. Feci un sorriso e iniziai a piangere.
«Come se la conoscessi da una vita. Non so come l'ho capito, so soltanto che quando c'era lei mi batteva forte il cuore e quando non c'era mi sentivo solo. Anche magari quando dovevamo salutarci per andare a casa, ero triste perché già mi mancava.» disse sorridendomi.
«È strano ma l'amore è così. Hai presente quando sei così incazzato con lei, così incalzato che l'unica cosa che vorresti fare e mandarla a fanculo?» le chiese guardandola in viso.
«Sì.» rispose Nanci estasiata da queste parole così belle. Lui alzò lo sguardo, mi guardò dritto negli occhi e fece scendere delle lacrime.
«Capisci di essere innamorato quando la guardi negli occhi e l'unica cosa che ti viene da fare è ridere e baciarla per sempre.»
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Fanfiction[COMPLETATA] Riccardo: "Non c'è bisogno di dediche. Non c'è bisogno di grandi parole, non c'è bisogno di ripeterti in continuazione quanto io ti ami. Lo sai. Lo sai bene. Tu sei uguale a me, io sono uguale a te. Io mi rivedo in te, tu ti rivedi in m...
