Ella abbassò il pugno chiuso, davanti alla porta della stanza assegnata a Royal.
-Emi, stai bene?- domandò entrando nella stanza accanto.
La ragazzina accese il paralume affianco al letto: -Scusa... scusami-
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Royal uscì dalla stanza di Ella con le dita sporche d'inchiostro; un biglietto lasciato in cima a una pila di magliette sul letto della ragazza, una scritta in blu persiano a rivelare un'altra debolezza, una promessa sottintesa a una richiesta.
Chiedimi di restare
Erano tre parole talmente piccole che quasi non credeva che avrebbero potuto cambiare tutto. Forse.
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-Perché non mi hai detto nulla?- Emily si strinse alla sorella che, in maglione e pantaloncini, ringraziò la pioggia per aver portato un po' di fresco -Per gli acidi, intendo. Non mi hai mai neanche rimproverato-
-Perché ti conosco, Emi- la strinse Ella -Quando ti viene fatto notare un errore, ti fustighi da sola finché non capisci come rimediare. Ti aveva già aperto gli occhi Caesar, non avevo motivo di ripeterti le stesse cose quando avevi capito tutto, no?-
-Pensavo fossi incazzata con me-
-La ero. Ero arrabbiata e spaventata. Tantissimo... Cielo, quel che non ho passato quella sera, Emi! Potevano molestarti, stuprarti, rapirti, magari addirittura ucciderti... Cielo- la voce di Sabe si perse nei singulti della ragazza.
Cenere fece scivolare le dita tra le ciocche scure della sorella: -Hai capito. Quella sera ti abbiamo trovata, Emily, forse non in condizioni stupende ma ti abbiamo trovata viva. Viva... ti sei ripresa e poi hai scoperto di White; forse io e Caes avremmo dovuto capire chi era la famiglia del tuo ragazzo per poterti dire prima certe cose. Forse avremmo dovuto dirvi tutto quando è successo a Leen, non lo so... so solo che questa cosa si aggiunta alla colpa degli acidi e che io non mi sono accorta di nulla finché il tuo rendimento scolastico non è esploso. Dovevo tenerti d'occhio e non l'ho fatto, dovevo esserci e non sono stata troppo presente... mi dispiace, Emi-
"Io non ti ho detto nulla" ammise la ragazzina solo a sé stessa.
-Non è che vuoi rimanere in questo albergo insieme ai nonni rimbecilliti, vero?- riuscì solo a dire tra le lacrime -Perché è sufficiente che la nostra estate faccia schifo non serve che anche la tua sia così-
Ella alzò un sopracciglio.
-Hai detto a tutti che saresti andata in America lasciandoci a tua nonna per essere sicura che andasse tutto bene. L'abbiamo accettato anche se non tutti con gioia. In estate funziona così da anni, ormai: ci lasci a Renata e ti riposi un po'. È giusto così- Emily si tirò a sedere, guardando sua sorella negli occhi -Stanno anche arrivando Michael e Caes... Vai con Roy-
-E dov'è che hai imparato a parlare così?- domandò Cinder con un groppo in gola, uno di quelli da sorriso in viso e cuore gonfio d'amore.
-Ho una sorella scrittrice- alzò le spalle l'altra.
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Cenere si lasciò cadere sul letto nel buio completo della stanza, la stanchezza nelle membra, le palpebre pesanti, il pensiero di vedere Royal prima del giorno dopo rintanato in un angolo della mente.
Allungò una mano sul cellulare: l'una del mattino.
Impostò una sveglia per le sette e mezza con l'intenzione di raccontare tutto a Roy prima di partire. Con che parole, ancora non lo sapeva, ma in qualche modo avrebbe fatto.
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Cinder
RomanceIsabella Cenere sa di pioggia, fuoco di camino, pericolo nascosto e quel qualcosa che a prima vista può sembrare philofobia. Royal di caramello, temporale intrinseco e leone in gabbia. Ely di battute irriverenti, cioccolato al latte e confusione. Mi...
