Isabella tamburellò con le dita sul ripiano del tavolo, il cellulare sotto gli occhi.
Strinse i pugni sul desco e in un sospirò rassegnato sbloccò il cellulare per far partire l'intercontinentale che le avrebbe scombussolato ulteriormente la vita.
Non attese neanche la risposta: come sentì la cornetta darle il via libera aprì la bocca prima di cambiare idea.
-Accetto-
Dall'altra parte ci fu solo silenzio.
-... ma secondo i miei termini- mise le mani avanti, sperando di non tirare troppo la corda, considerando le posizioni di chi era implicato in tutta quella maledetta storia.
-D'accordo- sorrise Acosta dall'altra parte.
≠
L'aveva chiamato.
L'aveva chiamato...
Royal fissò la notifica sul cellulare e non ci pensò due volte.
Risponde la segreteria telefonica di...
-Cazzo- masticò tra i denti.
Calcolò il fuso orario, confermando l'ipotesi di un'ora ragionevole.
Decise di aspettare dieci minuti prima di richiamare.
≠
Isabella spense il cellulare e lo abbandonò sul tavolo.
-Ella?- Cade fece capolino dalla porta della sua stanza -Posso prendere le tempere?-
-Sì, ma se vuoi fare quel che penso devi prima dare il bianco. È in soffitta nello scaffale a destra, in basso-
-Grazie... tutto bene?- il fratello studiò il suo corpo provato, le occhiaie, la criniera di capelli stremati.
Isabella annuì: -Faccio una doccia, okay?-
≠
Risponde...
Royal si rassegnò: era la terza volta che la chiamava in un'ora, probabilmente non voleva parlargli.
Fece per posare il cellulare ma quello si mise a squillare; una videochiamata lo implorò di dargli retta e lui non poté fare a meno di accettarla.
Sabe, i soli spalancati, la chioma fradicia e le guance rosse dalla doccia calda lo fissò con la sua aria di bambina, non sapendo se parlare o lasciargli spiegare.
Il ragazzo la fissò come se non fosse vera: -Non pensavo ci mettesse così poco ad arrivare, il pacco-
Lei sbatté le palpebre: -Che pacco?-
Roy scosse la testa: -Nulla. Perché mi hai chiamato, ieri?-
Isabella abbassò le palpebre: -Non non volevo, in realtà. Non sapevo se avessi capito, se avessi capito e conseguentemente deciso che non ne vale la pena o...-
-La vale-
La ragazza rialzò gli occhi su di lui: -Sì?-
Lo stuntman annuì, un breve sorriso: -Però, Els...-
-Sì- tornò seria lei -Per tutti e due-
-Vogliamo riprendere i motivi?- sussurrò lui appoggiandosi al muro, seduto sul letto -E smontarli?-
Sabe si morse il labbro, annuendo: -La distanza...-
Royal sorrise: -Non è un per sempre: troveremo il modo di tenere tutto in equilibrio. Ci possiamo chiamare, mandare lettere sdolcinate imparare a conoscerci così, senza mettere il contatto fisico a complicarci la vita, no?-
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Cinder
Roman d'amourIsabella Cenere sa di pioggia, fuoco di camino, pericolo nascosto e quel qualcosa che a prima vista può sembrare philofobia. Royal di caramello, temporale intrinseco e leone in gabbia. Ely di battute irriverenti, cioccolato al latte e confusione. Mi...
