78. E il suo cuore tremò...

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Ella si dette un'occhiata nello specchio del bagno, prima di spogliarsi dei vestiti di Roy: non le stavano neanche male... non peggio del solito, comunque.

Si sfiorò lo zigomo viola: "Aron, benedici tutte le guerre che hai scritto o non ce la saremmo mai cavata senza chili di trucco"

Armeggiò con il cordoncino dei pantaloncini e li lasciò scivolare fino alle caviglie, lungo quelle gambe bianche da statua di marmo chiaro.

La porta si spalancò in quel momento e Royal, rispettoso, andò a posare lo sguardo altrove: -Scusa. È l'abitud...-

Sabe non riuscì ad impedirsi un sorrisino, nonostante il velo rosa che le copriva le gote: -Stai tranquillo-

-Sì- Roy uscì dal bagno per accasciarsi contro il legno scuro, sospirando: era un caso perso.

Cinder socchiuse la porta, trovandolo ancora lì: -Royal, va tutto bene: mi hai vista in condizioni peggiori, no? La tua maglia copriva tutto!-

Lui le posò lo sguardo sul rosa, deglutendo: -Io non so cosa fare: ti ti vorrei anche in quel modo ma ho p...-

-Lo so, Royal- Ella si mise di fronte a lui nella sua maglia turchese -Va tutto bene: prima o poi, capirai anche tu che non sei il mostro che temi-

-Non è solo questo, Els: io...- il ragazzo abbassò lo sguardo -Non l'ho mai fatto-

Alzò gli occhi, in attesa di un giudizio che chiunque gli avrebbe dato.

Ma Sabe non sarebbe mai stata "tutti". Sì, forse era figlia di una società talmente idiota da massificare qualsiasi cosa, ma non le sarebbe mai importato: Cinder sapeva, Cinder comprendeva, guardava al di là.

-Questo lo sospettavo ma... a chi importa? Non c'è un'età, Royal, ci sono delle storie. E le storie contano. Contano sempre. Ci sono dei perché, per noi due: io non ho incontrato una persona della quale fidarmi abbastanza per spogliarmi di tutto e tu magari avresti voluto ma...- Ella tirò su un angolo della bocca, indecisa su come calibrare dolcezza e decisione -Tu hai tutte le armi che ti servono per farmi del male, Royal, e scegli di non farlo... Permettimi di poter fare la stessa scelta: che razza di persona sarei, a pontificare su una cosa del genere? Ipocrisia a parte, non c'è nulla da giustificare-

Le guance le s'imporporarono nuovamente e lei abbassò un istante il capo: -Possiamo andare a piccoli passi. Piccoli piccoli... su misura per noi-

Ritornò su di lui, guance di fragola ed occhi di bosco.

-A piccoli passi- si chinò su di lei, Royal divertito e serio come mai -Possiamo provare-

Ella tirò un angolò delle labbra verso l'altro, un istante prima di sentire le mani di Royal afferrarla dalla vita e tirarla su, in linea con lui.

Lei si mosse senza neanche pensarci. Con le gambe strette intorno al busto del ragazzo, lo guardò, le iridi di un caos incerto.

Roy avvicinò il viso al suo, facendo di due respiri un fiato solo: -Tutto bene?-

Sabe annuì lentamente, la pelle d'oca sulle braccia e il cuore da qualche parte ma non certo al suo posto. Fece scorrere i polpastrelli in timidi, pigri, cerchi sulla maglietta e la pelle del collo del ragazzo, gli occhi in quelle nuvole che aveva imparato a guardare: -E tu? Tutto bene?-

Royal imitò il mezzo sorriso mostratogli un paio di secondi prima: -Direi di sì-

Cenere abbassò le palpebre orlate di pizzo nero sulla pelle di seta bianca: -Allora, forse...-

S'irrigidì, portando istintivamente il petto contro il suo, nella presa del ragazzo che la fissò attento mentre spostava una mano sulla sua coscia: -Va ancora tutto bene?-

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