-Alice Shaw! Vieni qua, piccola peste!- la voce di Emily risuonò per tutto il primo piano.
Cinder ignorò le urla nella stanza accanto e infornò la terza teglia di lasagne gettando un'occhiataccia a distratta ai gemelli intenti a fare i compiti sul tavolo della cucina.
-Questo non mi viene- annunciò Cecily posando la matita.
Cade si sporse verso di lei e le spiegò i passaggi dell'esercizio sotto lo sguardo sereno di Michael che si stava godendo una birra appoggiato al muro.
Ella indicò il forno all'amico che annuì rassicurante e corse in giardino dove il biondino ossigenato del pianterreno le consegnò due scatoloni di cartone che la fecero arrancare fino all'atrio dove qualcuno glieli tolse di mano.
-Dove?- Royal la guardò dall'alto dei suoi trenta centimetri in più.
La ragazza si riscosse e gli accennò la figura che li stava raggiungendo: -Segui lui, se vuoi, ma non è assolutamente necessario-
-Salvarti da una pila di scatole di cartone dovrebbe darmi punti, no?- sorrise lui -Comunque, il tuo elenco non ha richieste inumane. Da come ci parli, pensavo peggio-
-Mi inventerò qualcosa, allora- fece lei senza dar importanza alle sue parole.
Il ragazzo la guardò serio: -Posso sapere che cosa ho fatto, Ella?-
La ragazza s'irrigidì: -Tu nulla, Royal-
Girò sui tacchi e si diresse alla macchina per recuperare una cassa di vino. Quando entrò nell'ingresso, trovò il ragazzo ad aspettarla, le scatole tenute come se non pesassero: -Perché odi tanto mio fratello?-
Ella si fermò, stupita dal peso di quella domanda: -È questo che pensi? Che lo odi?-
Royal la fissò in quelle pozze vuote e colorate che erano gli occhi della ragazza, un invito a saltarci dentro. Senza paracadute.
-Questa è l'impressione, se non altro- la voce secca arrivò dritta al cervello della ragazza che prese un profondo respiro.
-C'è una profonda differenza, Royal, tra l'odiare una persona e il cercare di evitarla- sussurrò Cenere guardandolo negli occhi.
All'uomo venne da sorridere per l'enfasi messa in quella frase: -Io non la vedo, questa differenza, Isabella-
Fece per girarsi ma un braccio sottile, coperto dal gomito in su da una camicia da uomo dalle maniche arrotolate, gli sbarrò la strada.
Lui si voltò stupito verso la ragazza che continuò: -A una persona che odi augureresti di tutto. Se eviti qualcuno...-
-Cosa cambia?-
Ella alzò lo sguardo su di lui: -... auguri solo a te stesso di non incontrarla. Non vuoi necessariamente il suo male, Royal. L'odio, è qualcosa che prego di non provare mai. Qualcosa che non augurerei mai a nessuno-
-Quanto buon cuore- fece lui sarcastico -Peccato che avresti potuto dire di no anziché portarti in casa qualcuno da cui vuoi stare lontana-
Ella sorrise incredula: -Pensi lo abbia fatto per voi? Se fosse dipeso solo da me, vi avrei aiutati a cercare un posto altrove! Di certo non vi avrei fatti entrare in casa mia! Me l'ha chiesto Caesar, Royal. Non mi ha chiesto assolutamente nulla del genere da quando ci conosciamo, per cui doveva essere veramente disperato. Inoltre, ne deduco che non siete accusati di qualcosa che potrebbe metterlo in una posizione piuttosto scomoda qualora dovessi venirlo a sapere o non vi avrebbe neanche fatto avvicinare ai ragazzi...-
Royal sentì un brivido lungo la schiena: lei non sapeva nulla.
Era a conoscenza del fatto che Lewis prendeva sul serio il segreto professionale ma mai avrebbe scommesso su una dedizione alla regola del genere; gettò alla ragazza un veloce sguardo confuso mentre lei continuava a parlare. Se non sapeva perché li trattava così?
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Cinder
RomansaIsabella Cenere sa di pioggia, fuoco di camino, pericolo nascosto e quel qualcosa che a prima vista può sembrare philofobia. Royal di caramello, temporale intrinseco e leone in gabbia. Ely di battute irriverenti, cioccolato al latte e confusione. Mi...
