-Hai tutto?- Michele uscì dalla rotatoria.
-Per la quinta volta, Verdi, sì- esalò Ella rassegnata.
-Stai bene? Com'è andata con lo psicologo del tribunale?- domandò Michele iniziando il gioco di pedali a cui era costretto in prossimità della coda di macchine di fronte a lui.
-Isabella?-
-Non mi chiami per nome-
-Perché?-
-Perché lei non è un mio amico. Mi faccia le domande che deve, analizzi le mie risposte come le pare, ma non mi tratti da amica; se non ricordo male, non è assolutamente raccomandato agli analisti-
-Poteva andare meglio- sospirò Cenere al finestrino.
-Sabe?- la richiamò il ragazzo ricevendo un mugugno in risposta.
-Hai pensato a parlarne con qualcuno?- domandò Michael immettendosi nella stradina che portava al cancello di casa Shaw -Di quel che è successo, intendo-
≠
Darrel si svegliò nel matrimoniale degli ospiti, l'immagine di Ella che gli baciava la fronte tra le lacrime davanti gli occhi.
S'alzò sul braccio sano e cercò a tentoni l'interruttore della lampada sul comodino.
Mise i piedi per terra e socchiuse piano la porta affacciata sulla cucina.
Sabe era lì. Era viva.
La raggiunse, vedendola fare una piccola smorfia nell'alzare il braccio.
Le tolse il filtro della tisana dalla mano con mignolo e anulare steccate.
-Ne vuoi una anche tu?- domandò Cinder.
Darrel annuì senza riuscire a staccare gli occhi dalla mano martoriata.
Mentre la ragazza si voltava a cercare una tazza pulita, lui trovò un filo di voce: -Era la tua paura più grande-
Ella posò la tazza appena trovata sul ripiano della cucina, dandogli le spalle: -La è ancora-
Si voltò verso Darrel per guardarlo negli occhi: -Ma se tornassi indietro, sceglierei la stessa cosa. Tutto pur di non vederti nella stessa stanza con lui-
Il bambino deglutì mentre Sabe gli apriva la scatola delle tisane perché potesse sceglierne una: -Darrel, non ti ho ancora ringraziato per avermi ascoltato-
-Ti ho lasciato da sola- si fregò una lacrima dal viso con rabbia lui -e lui ti ha quasi uccisa. Io lo ammazzerò, lo farò fuori!-
Cenere si sedette sulla sedia accanto a quella del fratello per essere alla sua stessa altezza. Gli accarezzò i capelli, il viso: -Capisco come ti senti: se ti avesse anche solo guardato, lo avrei ucciso io, probabilmente. Ma, ti prego, Rel, lascia che se ne occupino i grandi: faremo in modo di avere giustizia, te lo prometto-
-E se non ci riuscite?-
-Ci riusciamo- Cinder lo abbracciò, lo sguardo indurito oltre alle spalle del corpicino -Ci riusciamo-
≠
-Perché Royal non è rimasto a dormire qui, ieri sera?- la voce di Cade riscosse Cenere dallo stato di trance in cui era sprofondata a metà dell'atto d'imburrare una fetta di pane.
-Perché glielo chiesto io- esalò prendendo dalla sedia il completo per il tribunale prima che Alice gli si sedette sopra -Voglio riuscire a dormire da sola-
Michele trattenne un sorriso sbuffato, scuotendo la testa, il biscotto in una mano e il manuale di psicologia nellaltra: -Forza, ragazzi: dobbiamo muoverci-
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Cinder
RomantizmIsabella Cenere sa di pioggia, fuoco di camino, pericolo nascosto e quel qualcosa che a prima vista può sembrare philofobia. Royal di caramello, temporale intrinseco e leone in gabbia. Ely di battute irriverenti, cioccolato al latte e confusione. Mi...
