Royal la tenne d'occhio, inquadrata nel retrovisore, per tutto il periodo del viaggio.
Ella se lo sentì scivolare addosso, quell'argento liquido, sulla pelle percorsa dai brividi. Voltò lo sguardo sul finestrino quasi subito ma le orecchie proprio non poté tapparsele.
-Hai finito di spogliarla con gli occhi? La situazione sta diventando imbarazzante per il terzo incomodo, qui- celiò Ely fermandosi al semaforo illuminato di rosso.
-Non la sto spogliando con gli occhi- bofonchiò Roy strappando lo sguardo dalla ragazza dentro lo specchio.
-Certo e io sono vergine- roteò gli occhi l'attore riprendendo a guidare.
Sabe si appoggiò al finestrino, abbassando le palpebre: "Che cavolo fai, Ely?"
-Non sono sicura vi piaceranno- mormorò a occhi chiusi.
-Che cosa?- Royal cadde in quel cambio di argomento di cui Sabe aveva davvero bisogno.
-Le motivazioni per cui ogni giorno vi accompagnerò a lavoro. O, meglio, voi accompagnerete me: io in America non posso gui...- spalancò gli occhi su Royal capendo cos'era quella sensazione di dimenticanza di quando gli aveva ceduto le chiavi -Oddiamine, io ti ho fatto guidare! Io ti ho fatt...-
-Ho l'intercontinentale- la inchiodò al sedile lui con lo sguardo, tornando al primo cambio d'argomento -Quali sono le motivazioni, Ella?-
-Siamo arrivati?- domandò lei come Ely si fermò.
-Sì, ma tu rispondi- l'attore si volse a guardarla come il fratello.
Cenere trasse un lungo respiro: -Non cambierà niente. Non tornerò a casa, non importa in che modo la prenderete. Ho fatto una promessa...-
Royal aggrottò le sopracciglia senza rendersi conto che l'uomo accanto a lui era sbiancato completamente: -Che pr...?-
-... e non intendo rimangiarmela- le lenti blu di Ella scintillarono di determinazione mentre Acosta in persona si degnava di scendere dal suo personale Olimpo per richiamare all'ordine i suoi investimenti picchiettando sul vetro del finestrino.
Sabe sgusciò rapida fuori dalla macchina, in tempo per evitare di rimanere bloccata dal dito di Ely sul pulsante col lucchetto.
-Si è chiuso dentro, idiota- sospirò Aron alla macchina.
Lo scrittore sollevò lo sguardo su quello furente di Sabe che fece un passo verso di lui proprio mentre Royal ed Ely uscivano dall'auto: -Continui a fuggire, Acosta. Un giorno di questi, noi finiremo quel discorsetto-
L'omino alzò un sopracciglio, gonfio di finta alterigia: -Crede di potermi fare la paternale?-
-No- Cinder indossò la tracolla, superandolo in quella melodrammaticità che le stava stretta, e oltrepassò lo scrittore per dirigersi verso Robert -Credo di poterla costringere ad aprire gli occhi prima che lei sbatta il naso contro un muro... un altro muro-
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-Potete andare- congedò tutti il regista con un sorriso.
Royal sbatté le palpebre, sorpreso e si rivolse al fratello mentre il set si svuotava rapidamente: -Tu lo sapevi?-
-Mi ha chiesto di non dirtelo ma pensavo te lo avrebbe fatto sapere lei- mise le mani avanti Ely.
Il giovane uomo alzò gli occhi a cercare la figura di Cenere che stringeva la mano a una comparsa: -Ho bisogno di un attimo-
-Vai, la recupero io-
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-Dov'è?- gli chiese Ella, uscendo dal set, dimenticando borsa e maglione da qualche parte.
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Cinder
RomantikIsabella Cenere sa di pioggia, fuoco di camino, pericolo nascosto e quel qualcosa che a prima vista può sembrare philofobia. Royal di caramello, temporale intrinseco e leone in gabbia. Ely di battute irriverenti, cioccolato al latte e confusione. Mi...
