-Problemi in Paradiso?- domandò Michael salendo in macchina con i ragazzi al seguito.
-Non sono sicuro che sia una litigata- mormorò Caes con in mano le chiavi della sua macchina -Ma spero risolvano in fretta-
-Non possono lasciarsi- scosse la testa Michele, incredulo -Non loro, non dopo tutto quel che hanno già passato-
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-Tempo fa ti ho rinfacciato il fatto di non parlarmi- sospirò Cinder dopo aver fissato la tazza che Royal le aveva messo davanti quando aveva intuito il suo estremo bisogno della bevanda calda per non crollare di fronte a quella conversazione.
Il ragazzo annuì in silenzio, tenendosi i suoi tarli: gli avrebbe risposto, una buona volta?
-E sappiamo com'è finita: mi sono resa conto che sono io quella che non parla- Ella prese un respiro, alzando i suoi soli lucidi sulle lune dell'ex-stuntman -Mai-
Lui inarcò un sopracciglio, facendola sorridere per un istante nel riconoscere quel gesto così proprio.
Senza neanche accorgersene, Ella si tirò indietro la criniera leonina, imitando la tipica mossa del giovane uomo a fianco a lei: -Quando ci siamo conosciuti, ho pensato che mi avresti portato un mucchio di problemi, ho creduto che non saresti mai stato in grado di capirmi... invece è tutto il contrario, vero?-
Lo stava lasciando? Non lo stava lasciando, vero?
-E che cè da capire?- le domandò Roy con gli occhi lucidi -Io ti amo-
-Lo so- sussurrò lei, sforzandosi per non far sentire l'incrinatura nella sua voce -Lo so-
Santo cielo, le stava esplodendo la testa...
-Quando ti ho visto con i ragazzi- inspirò per poi rilasciare l'aria -Mi sono detta che dovevo buttarti fuori da casa mia alla svelta-
-Ero così terribile?- si sforzò di deglutire il ragazzo.
Sabe scosse la testa: -No, eri assolutamente perfetto-
-Els, ti prego, arriva al punto: mi stai uccidendo- una lacrima si affacciò sul viso del gladiatore.
Stava facendo danni, constatò lei e tutto perché non riusciva a esprimersi.
Aveva iniziato per poi abbandonare tre discorsi diversi che dovevano finire in un unico punto ma che si erano scontrati con la dura realtà nonostante fossero partiti con la premessa di fare il meno male possibile.
Cenere si chiese come fosse possibile amare qualcuno quando era quello il dolore che generava.
-Io credo- Ella deglutì, sperando di fare la cosa giusta nello strappare il cerotto -che dovremmo imparare a litigare-
Royal sbatté le palpebre: -Come?-
Sabe aprì la bocca per ripetere ma lui la fermò in tempo: -Aspetta! Me lo fai un caffè?-
Cinder richiuse la bocca per alzarsi e annuire, felice: la richiesta di una bevanda calda era una promessa di rimanere ad ascoltare, di non scappare come aveva fatto lei fino a quel momento.
Preparò la caffettiera con gesti meccanici e accese il fornello tenendo d'occhio il suo gladiatore ferito.
-Stai bene?- si sentì chiedere dalla montagna d'uomo che occupava una sedia della sua cucina.
-No, finché ti faccio del male- confessò mentre la bevanda si scaldava sopra la fiammella del gas.
-Stiamo discutendo, impiastro- sussurrò lui alzandosi per tirarla a sé -È normale, farsi del male, a volte-
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Cinder
RomanceIsabella Cenere sa di pioggia, fuoco di camino, pericolo nascosto e quel qualcosa che a prima vista può sembrare philofobia. Royal di caramello, temporale intrinseco e leone in gabbia. Ely di battute irriverenti, cioccolato al latte e confusione. Mi...
