-Buona Vigilia, signora Davies- sorrise Ella con una stella di Natale infilata nell'elastico che le domava la chioma tutta cernecchi.
La donna strinse la presa sulla scatola di biscotti fatti in casa che la ragazza le porgeva: -Entri, mia cara. Il tè è quasi pronto-
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Margaret sorrise inzuppando un biscotto nel suo tè: -Sì, Cecily è un bel tipino, davvero. Ma non mi sorprende poi tanto: in fondo, l'ha educata lei-
Sabe poggiò la tazzina sul piatto: -Signora Davies? Posso chiederle qualcosa per la quale potrebbe non rivolgermi mai più la parola?-
La donna sgranò gli occhi.
-Posso rivedere la foto del suo matrimonio?- domandò Cenere, mordendosi un labbro.
La vecchietta si allungò sull'album e glielo porse senza smettere di guardarla negli occhi: conoscendo la ragazza, doveva sperare che gli occhi da falco pellegrino non funzionassero a dovere, quel giorno...
Isabella sfogliò le pagine fino a trovare quella che ritraeva sposi e invitati, insieme. Fissò i volti sconosciuti uno per uno per poi trovarne uno che, sconosciuto, non lo era poi troppo.
Le sopracciglia corrugate, la bocca fine tirata, scorse le fotografie fino a trovare l'allora giovane sposa immortalata con un ben più giovane uomo che doveva evidentemente conoscere ancora bene.
Sollevò lo sguardo sulla Daviers, le lenti blu a renderla impassibile: -Conosce Aron Acosta. Per questo sapeva dei Johnson-
L'anziana donna annuì.
-Ha finto magistralmente bene, davvero- chiuse il libro fotografico la ragazza sforzandosi di rimanere calma mentre aveva solo voglia di appendere per i capelli Margaret, Aron, Caesar, Royal, Ely e chiunque altro sarebbe saltato in quella storia assurda da qualche parte -Mi stupisco che Acosta non le abbia proposto un qualche ruolo-
Si alzò mascherando il livore con la compostezza e fece un paio di lenti passi avanti e indietro: -Ha intenzione di spiegarmi tutto o devo giocare ancora a fare la detective?-
-Come l'ha capito?- domandò la donna sembrando di colpo molto più vecchia sapendo di dover solo pregare che l'altra l'ascoltasse.
La ragazza le lanciò un'occhiataccia ma rispose comunque: -Lei guarda solo serie d'azione o vecchie commedie romantiche quindi non mi spiegavo come potesse conoscere i due Johnson nonostante il loro viso sia praticamente su qualsiasi giornaletto di cinema... Poi ho conosciuto Acosta e sulle prime mi ha dato sui nervi, molto più di lei quando ci siamo conosciute. Mi dava la sensazione d'averlo già visto ma proprio non ricordavo dove... Mi ha scritto una lettera, sa? Ha la curiosa abitudine di chiamarmi "mia cara", usa parole desuete e stralci di frasi che ho sentito solo in bocca a lei... ne sentivo l'eco ed è una cosa che mi è già successa con una ragazza che consideravo amica. Non è finita bene, ma suppongo che lei riesca a immaginarlo da sé-
Ella si costrinse a respirare, richiamando a sé tutta la sua santa pazienza: -Non capivo perché diamine si fosse attaccato all'idea della musa, non pensavo neanche che una persona normale, mi passi il termine, potesse davvero averne una in un ambito del genere... Ieri notte, andando contro tutti i miei beneamati principi sulla privacy di personaggi pubblici e non, ho fatto una ricerca-
Deglutì, sotto lo sguardo attento della vecchia che si stringeva le mani in grembo: -È curiosamente saltato fuori che quell'uomo abbia fatto le sue stesse scuole, università a parte. Di internet non mi fido fino in fondo ma di una foto da diplomato, sì-
Le mostrò lo schermo crepato del cellulare che ritraeva un giovanissimo Aron Acosta ch'esibiva orgoglioso il suo pezzo di carta e una Margaret fanciulla che l'abbracciava ridendo: -Me l'ha mandata stamattina Ely: gli ho chiesto se sapesse qualcosa di voi due-
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Cinder
RomantizmIsabella Cenere sa di pioggia, fuoco di camino, pericolo nascosto e quel qualcosa che a prima vista può sembrare philofobia. Royal di caramello, temporale intrinseco e leone in gabbia. Ely di battute irriverenti, cioccolato al latte e confusione. Mi...
