La mattina seguente Royal salì le scale dopo il consueto giretto mattutino e si trovò in mezzo al caos primordiale: bambini che schizzavano da una parte all'altra della casa, zaini e borse disseminati per il pavimento, sciarpe e cappotti buttati sul divano bianco a fianco a quello su cui aveva dormito.
-Che succede?- chiese a Dorian, l'unico che con il solito aplomb si stava spalmando mezzo barattolo di marmellata alle more su una fetta di pane.
-È lunedì- posò il coltello il ragazzino.
-E quindi?- chiese avvicinandosi al tavolo per prendersi un bicchiere d'acqua.
-Quindi noi dobbiamo andare a scuola- fece lui come se stesse parlando ad un bambino non particolarmente sveglio.
Royal annuì: -C'è un bagno libero?-
Il ragazzino alzò le spalle: -Prima porta a sinistra, suppongo-
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Roy abbassò la maniglia del bagno indicatogli da Dorian e spalancò la porta del bagno senza curarsi di bussare.
Cenere si voltò verso di lui con la mascella contratta e una lente a contatto blu tra le dita.
Il ragazzo si pietrificò di fronte a quello sguardo bicolore.
"Dio" non poté fare a meno di pensare guardando l'inquietante ragazza, un occhio di freddo vetro blu e l'altro...
Cinder sorrise. Una smorfia di una sorta d'acido e forse divertito disprezzo a spezzare l'armoniosa curva delle labbra fini e screpolate.
In un battito di ciglia si voltò verso lo specchio sistemandosi il piccolo incriminante sull'iride.
Sbatté un paio di volte le palpebre e poi gli passò accanto sussurrando: -Eccolo, il tuo angelo dagli occhi blu-
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-Isabella? Hai un minuto?- domandò Ely accanto ai divani.
Lei irrigidì le spalle senza voltarsi: -Ora decisamente no. Devo portare i ragazzi a scuola-
-Possiamo parlare, quando torni-
Ella afferrò la borsa di jeans, girandosi per una sola occhiata allusiva: -Se vuoi solo parlare...-
Della voce dolce che usava con i bambini, di quella gentile che sfiorava ammaliante le orecchie degli inquilini o di quella educata che sussurrava le risposte alle domande degli insegnanti del liceo non era rimasta la minima traccia. Il suo tono era stalagmite ghiacciata, freddo e duro, più ancora di come lo sentiva quando si rivolgeva normalmente a lui.
Ely strinse i pugni sapendo di meritarla, quella voce, ma annuì: -Ti aspetterò-
"Faresti meglio a non farlo, Johnson" si ritrovò a pensare Isabella scendendo le scale dietro ai suoi fratelli.
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Caesar parcheggiò di fronte alla scuola e si voltò verso i sedili posteriori: -Principe Nicholas, spero vi siate divertito, ieri sera. Ora la carrozza è arrivata-
Il bambino puntò fuori dal finestrino i grandi occhi marroni e sorrise: -Grazie Caesar. Puoi dire a Sabe che era bellissima, ieri? Però la preferisco quando gioca a basket. Anche se non riesce a fare neanche un canestro-
L'avvocato annuì, sforzandosi di non mettere a ridere vedendo l'espressione disgustata di Cade.
-Cecily, va tutto bene? Non hai detto una parola da quando siamo usciti di casa- chiese alla bambina quando i due maschietti furono usciti.
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Cinder
RomanceIsabella Cenere sa di pioggia, fuoco di camino, pericolo nascosto e quel qualcosa che a prima vista può sembrare philofobia. Royal di caramello, temporale intrinseco e leone in gabbia. Ely di battute irriverenti, cioccolato al latte e confusione. Mi...
