-La ami?-
-Sì. Ma non nel modo in cui l'ami tu... non mi metterò mai tra voi due perciò, ti prego, non portarmela via... strappami un braccio, piuttosto. Se non fosse stato per lei, io... ti prego-
-Va bene-
Ella spalancò gli occhi, nel buio: -Dannazione!-
Gettò un'occhiata alla sveglia: le cinque del mattino.
Poggiò i piedi nudi sul pavimento freddo decidendo che tanto valeva alzarsi e farsi uno stramaledettissimo tè.
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Gettò un'occhiata fuori dalla finestra e trattenne il respiro nel vedere un'ombra scivolare nel giardino.
Appoggiò una mano al vetro, cercando di osservare meglio.
Sorrise, riconoscendo Malpelo trotterellare sotto la pioggia di metà marzo.
-Palla di pelo- si passò una mano tra i capelli e spense il microonde, tirandone fuori la sua tazza, facendo le condoglianze alle buone abitudini piene di poesia della sua metà inglese.
Si avvolse nella coperta stesa sullo schienale del divano bianco, la ceramica tra le mani, lo sguardo perso; dal mese precedente gli incubi erano tornati e non aveva certo bisogno di uno psicologo per capirne i motivi.
Sospirò, ripescando il cellulare dalla tasca dei jeans che l'aspettavano sulla sedia vicina alla stufa.
Nessuna notifica da Aileen o da Rose.
In compenso, Olivia invitava Ily a casa sua e il padre di un compagno di classe di Darrel berciava contro il sistema educativo inglese sul gruppo della classe.
Il mondo andava avanti, insomma.
Anche con White che provava ancora ad avvicinare Leen quand'era da sola e la polizia che non poteva far nulla di più di quel che stava già facendo...
Sabe si massaggiò il collo: se non altro, non doveva più stare totalmente in all'erta con Emi.
Caes aveva detto qualcosa ai genitori di Will e da quel momento loro guardavano malissimo sua sorella che, per par condicio, rapiva il suo fidanzato costringendolo a girare per casa Shaw rendendo Ella molto più tranquilla, almeno su quel fronte.
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-Vuole vederlo?- domandò Acosta in videochiamata sul portatile della ragazza.
-Sì che lo vuole!- sbottò la Davies accomodandosi accanto a lei, dimenticando il bollitore sui fornelli spenti.
Lo scrittore girò la telecamera del cellulare su un computer decisamente diverso da quello di Cenere.
Margaret sorrise soddisfatta di fronte al conosciuto sguardo che campeggiava in centro all'apparecchio: -Sarà stupendo. Aron-
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-Ella! Ella, aprì!-
La ragazza si precipitò alla porta che stava per crollare sotto i battiti di Leen.
-Che succede?- schiuse le labbra di fronte alla ragazza bagnata fradicia, col cappuccio della felpa gialla tirato su alla bell'e meglio sui ricci disordinati, le ciglia imperlate di pioggia e lacrime, i palmi dolenti a forza di battere sul portone di casa Shaw.
-White- singhiozzò lei crollandole addosso.
-Cos'ha fatto quel verme?- mormorò Sabe stringendola a sé.
≠
Meredith entrò nel salotto degli Shaw cercando con lo sguardo la sua ragazza.
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Cinder
RomansaIsabella Cenere sa di pioggia, fuoco di camino, pericolo nascosto e quel qualcosa che a prima vista può sembrare philofobia. Royal di caramello, temporale intrinseco e leone in gabbia. Ely di battute irriverenti, cioccolato al latte e confusione. Mi...
