-Hai litigato con la megera?- Caes le tolse di mano i piatti sporchi con un'espressione troppo pacifica per un avvocato reduce da una giornata di lavoro e una festa di tante persone.
Sabe alzò un sopracciglio, eloquente.
Caesar iniziò a raccogliere le posate da dolce: -Scusa. Volevo solo capire se fosse successo qualcosa: non ti ho praticamente vista, oggi, e sei bianca come un cadavere-
Lei abbozzò un sorriso: -Solo una giornata stancante-
-Posso chiederti se c'entra anche Royal?- domandò cauto l'avvocato.
Isabella sospirò lasciando cadere a terra il sacco nero, gli occhi chiusi e le spalle afflosciate: -Non lo so-
-In che sens...?- iniziò a domandare l'avvocato mezzo millesimo di secondo prima che Cenere si lasciasse cadere su una sediolina imbottita.
-Non lo so, Caes. Non lo so- sospirò Cinder -Io... non lo so-
-Anni di avvocatura mi hanno insegnato a riconoscere le bugie anche senza gli studi di Michael, Ella- affilò lo sguardo lui con un sorriso.
-Credevo te l'avessero insegnato i bambini- sorrise mestamente la ragazza, esausta.
L'uomo le porse un bicchiere ancora pulito e lo riempì di succo: -I ragazzi sono un osso duro peggiore dei clienti. È allo studio che ho fatto la gavetta-
Sabe chiuse le dita rovinate sul calice mentre l'altro insisteva: -Allora?-
-Johnson non ha aiutato- ammise Ella -E io non sono certa di aver messo veramente in chiaro le cose-
-Cos'avresti voluto dirgli?- chiese, stando attento ad evitare che il suo bicchiere traboccasse.
Isabella chiuse gli occhi appoggiandosi allo schienale a righe, massaggiandosi il ponte nasale: -Che non lo voglio più vedere, Caes. Che non lo voglio più vedere-
-Ed è vero?- gli occhi dell'uomo la scrutarono.
Sabe chinò il capo, in silenzio.
-Ella?- la richiamò lui capendo di dover finire di calcare la mano.
La ragazza alzò lo sguardo su di lui, il bicchiere stretto tra le dita che tintinnò contro quello di Caesar quando lo incontrò a mezz'aria: -Alla famiglia-
-Alla famiglia- sorrise l'avvocato portando alla bocca il vino mentre Isabella lo imitava col suo succo.
-Brava, Ella- posò il bicchiere l'uomo -Irritante, precisina, testarda, esasperante ragazzina-
-Bravo Caes- ghignò Ella -Allucinante, egocentrico, arrogante, facile vegliardo-
L'avvocato le scompigliò i capelli: -Una volta all'anno è quasi bello farsi insultare da te: dà l'idea di aver fatto tutto bene-
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-Aspetti qualcuno?- domandò Caes sentendo il campanello risuonare per tutta la casa.
-Alle sei di sera? No- inarcò il sopracciglio Ella voltandosi per guardare, attraverso la porta, dall'altra parte delle grandi finestre.
Per poco non si lasciò di nuovo cadere sulla sedia: -Questa è una dannata persecuzione!-
-In che senso?- si alzò l'avvocato pronto a sostituire la camicia sgualcita e i pantaloni comodi con il completo.
-Rimani con me- lo implorò Cinder attraversando il corridoio per aprire il cancello.
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-Non s'azzardi!- il tono imperioso di Cenere fece immediatamente Acosta.
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Cinder
RomansaIsabella Cenere sa di pioggia, fuoco di camino, pericolo nascosto e quel qualcosa che a prima vista può sembrare philofobia. Royal di caramello, temporale intrinseco e leone in gabbia. Ely di battute irriverenti, cioccolato al latte e confusione. Mi...
