Capitolo 38

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«Il mostro più pericoloso è quello che crediamo di conoscere.»
— Stephen King

Il mio corpo era un fascio di nervi al pensiero che stavo per tornare nello stesso posto dove avrei rivisto Ashton.

Mi osservai allo specchio del mio appartamento e ritoccai il rossetto rosso.

«Non lo so, Jake...»

Ripensai alla conversazione avuta con lui in ospedale.

Avevo evitato di raccontargli ciò che Ashton mi aveva rivelato. Non mi avrebbe mai creduta.

Probabilmente mi avrebbe presa per pazza.

"E se fosse qualcosa di cui ignoriamo l'esistenza?"

"Eddai, Eve. Credi davvero a queste sciocchezze?"

La sua risata mi fece capire che non mi avrebbe creduta.

Davanti a lui ero rimasta in silenzio.

Scossi la testa, cercando di allontanare quei pensieri, e mi diressi al lavoro.

«Eve!»

Sobbalzai.

Ero talmente concentrata sul computer che Billy era riuscito a spaventarmi.

Da quando condividevo lo stesso edificio con Ashton vivevo in costante tensione. Ormai avevo paura perfino della mia ombra.

«Billy, potresti anche bussare, ogni tanto, come una persona normale?»

Scrollò le spalle ed entrò nel mio ufficio, porgendomi una cartella.

«Questo è il nuovo progetto. Il signor Jones ha stipulato un accordo con questa autrice e qui entri in gioco tu. Dovrai...»

Alzai gli occhi al cielo e lo interruppi.

«Studiare il manoscritto nei minimi dettagli.»

Billy sorrise e annuì.

«Esatto.»

«Scusate l'interruzione.»

Una voce alle sue spalle mi fece gelare il sangue.

«Eve, potrei parlarti?»

Deglutii.

Ashton era fermo sulla soglia del mio ufficio.

Billy, completamente ignaro della tensione che aleggiava nella stanza, si alzò dalla poltrona.

«Certo. Io vi lascio soli.»

Sgattaiolò fuori prima che potessi fermarlo.

Rimasi sola con Ashton.

Entrò con calma e si sedette davanti a me.

Inspirai profondamente.

Dovevo fingere.

Dovevo fare finta di non ricordare nulla.

«Risparmiati la recita.»

La sua voce era calma.

«So benissimo che ricordi tutto.»

Fece una breve pausa.

«Non so come tu ci sia riuscita... ma lo so.»

Il cuore iniziò a battermi all'impazzata.

Provai a balbettare qualcosa, ma non uscì alcuna frase di senso compiuto.

Lui tossicchiò divertito e avvicinò lentamente la sedia alla mia scrivania.

IL RICHIAMO DELLA ROSALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora