Capitolo 60

2.6K 65 2
                                        

«L'amore non domina; coltiva.»
— Johann Wolfgang von Goethe

Balzai giù dal letto come una molla e gli puntai contro l'indice con uno sguardo omicida.

«Tu mi hai stancata! Da quando ci siamo conosciuti non fai altro che prendermi in giro e sfottermi. Bene, sai una cosa? Se dovessi mettere a confronto la tua poca virilità con quella del mio ex, vincerebbe lui a mani basse. Non sei così potente come credi. Se non fosse stato per me, saresti ancora legato a quella barella come un salame mentre ti prosciugavano il sangue.» sbraitai.

I suoi occhi si spalancarono per lo stupore.

Quando l'adrenalina iniziò a svanire, realizzai l'enorme sciocchezza che avevo appena fatto.

Si alzò senza dire una parola.

Avanzò lentamente verso di me.

Deglutii.

«Ripeti quello che hai detto.» mormorò a denti stretti. «Se ne hai il coraggio.»

Rimasi intrappolata nel suo sguardo.

Strinsi i pugni mentre sentivo la bile salire e scendere nello stomaco.

Quanto ero stata stupida.

«Io... io...» balbettai. «Sai una cosa? Non mi rimangio niente di quello che ho detto.»

Mentalmente mi diedi dell'idiota.

Se c'era un modo per peggiorare la situazione, lo avevo appena trovato.

Mi sfiorò una ciocca di capelli, costringendomi a interrompere il flusso dei miei pensieri.

«A quanto pare, oltre ai poteri, lì dentro hai acquisito anche un bel po' di coraggio.» disse con un ghigno.

Voltai il viso per sottrarmi ai suoi occhi.

Lui, però, mi prese delicatamente il mento tra le dita e mi costrinse a guardarlo.

Il sorriso scomparve.

Il suo sguardo si fece improvvisamente serio.

La distanza tra noi diminuì poco alla volta.

Sentivo il suo respiro sfiorare le mie labbra.

«Che cosa stai facendo?» sussurrai.

Non rispose.

Si avvicinò ancora.

Poi annullò del tutto la distanza.

Le sue labbra trovarono le mie.

Per un istante rimasi immobile.

Poi ricambiai quel bacio senza più opporre alcuna resistenza.

Le sue mani salirono fino al mio viso, quasi temesse che potessi allontanarmi.

Il bacio, inizialmente lento e incerto, divenne sempre più intenso.

Le mie braccia si intrecciarono attorno al suo collo quasi senza che me ne accorgessi.

Il mondo intorno a noi sembrò dissolversi.

Esistevano soltanto il battito dei nostri cuori e quel momento sospeso.

Jake mi attirò lentamente a sé.

Perdemmo ogni cognizione del tempo.

Tra carezze, sorrisi appena accennati e baci rubati, ogni distanza costruita fino a quel momento finì per crollare.

Quando finalmente i nostri sguardi tornarono a incrociarsi, non c'era più traccia della provocazione che aveva acceso quella discussione.

Solo un'intimità nuova.

Più profonda.

Più sincera.

Sentivo la sua mente sfiorare la mia come se tra noi esistesse un filo invisibile.

Ogni gesto aveva la delicatezza di una promessa.

Ogni carezza sembrava chiedere il permesso di restare.

In quell'istante capii che non si trattava soltanto di passione.

C'era qualcosa di molto più grande.

Qualcosa che nessuno dei due avrebbe più potuto ignorare.

Forse Jake non ricordava il nostro passato.

Io, invece...

Ricordavo ancora la sua anima.

IL RICHIAMO DELLA ROSALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora