«La disciplina pesa grammi. Il rimpianto pesa tonnellate.»
— Jim Rohn
«Come si uccide un vampiro?» squittii.
Mi fermai dall'allenamento incessante a cui Jake mi stava sottoponendo. Essere nel bel mezzo di un bosco a combattere con lui usando lunghi bastoni di legno era molto più estenuante di quanto avessi immaginato.
Jake posò il bastone accanto a sé e si sedette su un enorme masso. Frugò nella tasca dei pantaloni sportivi ed estrasse un piccolo coltello.
La lama era corta, affilatissima e decorata da eleganti incisioni dai riflessi bluastri.
«Questa lama è in grado di uccidere un vampiro.» Esclamò rigirandosela tra le dita. «È stata forgiata con una sostanza chiamata volium. Chiunque impugni quest'arma può uccidere uno della nostra specie.»
La osservai incuriosita.
«Ti starai chiedendo perché tu non ne possieda una...» continuò, riponendo il coltello nella tasca. «...perché viene consegnata solo ai vampiri che dimostrano un autocontrollo impeccabile sulla sete e sull'aggressività.»
Si alzò lentamente.
«Il fatto che io abbia ucciso Ashton non mi rende un assassino. Ho eliminato una minaccia per la nostra società.»
Rimase qualche secondo in silenzio prima di continuare.
«Esistono regole precise. Per quanto i nostri istinti siano violenti, ci è proibito nutrirci degli esseri umani e soggiogarli, a meno che non riceviamo l'autorizzazione degli Anziani.»
Riprese il bastone.
«Adesso ricominciamo.»
Sbuffai contrariata e strinsi con più forza l'impugnatura del mio bastone.
Ripensai al giorno in cui avevo conosciuto Jake.
La mia vita era cambiata completamente.
Ero diventata una creatura sovrannaturale.
E, nonostante tutto, continuavo a provare qualcosa per lui.
Un sentimento che, ne ero certa, prima o poi mi avrebbe distrutta.
I miei pensieri vennero interrotti quando sentii il suo bastone premere contro la mia carotide.
«Mai abbassare la guardia.» sussurrò al mio orecchio. «In uno scontro corpo a corpo basta una distrazione per morire.»
Strinsi i denti.
Con uno scatto mi liberai dalla sua presa e sorrisi soddisfatta.
Tentai di colpirlo allo sterno.
Jake schivò il colpo con estrema agilità e, un istante dopo, mi immobilizzò contro il terreno con il peso del suo corpo.
«Stai usando soltanto le braccia.» spiegò con calma. «La forza deve partire dalle gambe, attraversare il busto e arrivare fino al polso. Solo così riuscirai davvero a colpire il tuo avversario.»
Si rialzò e mi porse una mano.
«Forza.»
Rimasi seduta sulla terra umida, scuotendo la testa.
«È tutto inutile.» borbottai.
Jake tornò ad accovacciarsi davanti a me.
Con due dita mi sollevò delicatamente il mento.
I miei occhi si persero nei suoi.
«Per oggi può bastare.» disse con un tono sorprendentemente dolce. «Ma domani ti voglio molto più motivata.»
Fece una breve pausa.
«E ti conviene sbrigarti.»
Spalancai gli occhi.
Guardai l'orologio al polso.
Le otto e mezza.
«Cazzo!»
Balzai in piedi e recuperai la borsa.
«Grazie per l'allenamento, Jake.»
Prima ancora di rendermene conto mi sporsi verso di lui e gli lasciai un rapido bacio sulla guancia.
Mi irrigidii all'istante.
«Oddio... scusa.»
Jake rimase immobile.
Sul suo volto non comparve alcuna emozione, ma i suoi occhi tradirono un attimo di sorpresa.
Io, invece, scappai via prima che potesse dire qualunque cosa.
Arrivai nel mio appartamento e mi preparai in pochi minuti.
Essere un vampiro aveva almeno un vantaggio.
La velocità.
Quando raggiunsi l'ufficio trovai Greice seduta alla reception con lo sguardo perso nel vuoto.
Mi avvicinai.
«Greice, tutto bene?»
Lei sospirò.
«Ashton non si è più fatto sentire.»
Abbassò lo sguardo.
«Non è tornato al lavoro e non risponde alle chiamate. Credo che abbia lasciato la città.»
Sentii una stretta allo stomaco.
Io sapevo perfettamente che fine avesse fatto.
E proprio per questo non potevo dirle la verità.
«Magari aveva semplicemente bisogno di cambiare aria.» provai a scherzare. «Non pensarci troppo. Il mare è pieno di pesci.»
Greice abbozzò un sorriso appena accennato.
«Forse.»
Compresi che desiderava rimanere da sola.
Le rivolsi un ultimo sorriso ed entrai nel mio ufficio.
Accesi il computer.
Le pratiche da esaminare non mancavano.
Inspirai profondamente.
Essere diventata un vampiro non avrebbe cambiato ciò che ero.
Avevo costruito quella vita con le mie forze.
E non avevo alcuna intenzione di perderla.
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IL RICHIAMO DELLA ROSA
RomanceTra passato e immortalità, il destino non concede seconde possibilità. Eve Roberts conduce una vita apparentemente ordinaria. Lavora come editor in una prestigiosa casa editrice e cerca di lasciarsi alle spalle il dolore per la morte del padre e il...
