«Le tempeste finiscono sempre. È dopo che impariamo chi siamo diventati.» — Haruki Murakami
Passarono alcune settimane.
Per la prima volta dopo tanto tempo le mie giornate tornarono ad assomigliare a una vita normale.
O almeno...
alla nostra idea di normalità.
Il laboratorio era stato completamente distrutto.
Le autorità avevano trovato ciò che restava dell'edificio, attribuendo tutto a un enorme incendio accidentale.
Nessuno avrebbe mai saputo la verità.
Ed era meglio così.
⸻
«Eve!»
Alzai lo sguardo dal manoscritto.
Greice comparve sulla porta del mio ufficio con due caffè fumanti.
«Pausa.»
Sorrisi.
«Finalmente qualcuno che ragiona.»
Si sedette davanti alla mia scrivania.
Per qualche minuto rimanemmo in silenzio.
Poi parlò.
«Sai...»
Abbassò lo sguardo sul bicchiere.
«Da quando Ashton è sparito continuo ad avere una strana sensazione.»
Il mio sorriso svanì.
«Che genere di sensazione?»
«Come se mi mancasse un pezzo di memoria.»
Sentii il cuore accelerare.
Greice continuò.
«A volte mi sembra di ricordare qualcosa...»
Si portò una mano alla tempia.
«Poi sparisce.»
La osservai senza sapere cosa dire.
«Forse è solo stress.»
Mentii.
Lei annuì.
«Forse sì.»
Ma capii che, nel profondo...
qualcosa dentro di lei aveva resistito al soggiogamento.
⸻
Quella sera raggiunsi la casa di Angie.
Fu Mike ad aprirmi.
«Ehi.»
Mi fece entrare.
«Sta molto meglio.»
Entrai in salotto.
Angie era sdraiata sul divano con una coperta sulle gambe.
Appena mi vide sorrise.
«Guarda chi è venuta a trovarmi.»
Mi sedetti accanto a lei.
«Come ti senti?»
«Affamata.»
Ridacchiò.
«Quindi direi che sto guarendo.»
Ridemmo entrambe.
Mike scosse la testa.
«Ha già ricominciato a fare battute.»
«È un buon segno.»
Risposi.
Angie mi diede una leggera gomitata.
«Grazie.»
La guardai.
«Per cosa?»
«Per essere tornata a prendermi.»
Abbassai lo sguardo.
«Tu l'avresti fatto per me.»
Lei sorrise.
«Assolutamente.»
⸻
Due sere dopo Jake mi portò in un luogo che non avevo mai visto.
Attraversammo un fitto bosco.
Alla fine comparve un enorme edificio in pietra.
Sembrava un antico monastero.
«Dove siamo?»
«Nella sede del Consiglio.»
Mormorò.
Le grandi porte si aprirono lentamente.
All'interno vi erano decine di vampiri.
Alcuni parlavano tra loro.
Altri ci osservavano con curiosità.
Sentii decine di sguardi posarsi su di me.
«È lei?»
«La purosangue...»
«È molto più giovane di quanto immaginassi.»
Le voci si susseguivano.
Jake mi sfiorò appena la mano.
«Ignorali.»
Entrammo nella sala principale.
Tre figure sedevano su un lungo tavolo di marmo.
Li riconobbi immediatamente.
Gli Anziani.
La donna dai capelli ramati mi osservò con un'espressione molto più serena rispetto all'ultima volta.
«Eve Roberts.»
Mi inchinai leggermente.
«Benvenuta.»
disse.
«La comunità ti riconosce ufficialmente come una dei nostri.»
Sentii un peso sciogliersi dentro di me.
Per la prima volta...
non mi sentivo un'estranea.
⸻
Quando uscimmo era ormai notte.
Camminammo lentamente nel bosco.
«Sei stata accettata.»
disse Jake.
«Era importante?»
domandai.
Lui annuì.
«Molto.»
Lo osservai.
«E tu?»
«Io cosa?»
«Sei felice?»
Jake rimase in silenzio.
Poi sorrise appena.
«Da parecchio tempo non lo ero.»
Quelle parole mi bastarono.
Continuammo a camminare.
Quella guerra ci aveva cambiati.
Avevamo perso persone.
Avevamo scoperto verità che avrebbero potuto distruggerci.
Eppure...
per la prima volta da quando avevo incontrato Jake...
non stavamo semplicemente sopravvivendo.
Stavamo finalmente iniziando a vivere.
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IL RICHIAMO DELLA ROSA
RomanceTra passato e immortalità, il destino non concede seconde possibilità. Eve Roberts conduce una vita apparentemente ordinaria. Lavora come editor in una prestigiosa casa editrice e cerca di lasciarsi alle spalle il dolore per la morte del padre e il...
