«Tutti abbiamo una parte di oscurità dentro di noi. Ciò che conta è come scegliamo di conviverci.»
— Carl Jung
La mia testa pulsava dal dolore e strinsi gli occhi nel disperato tentativo di alleviare quell'atroce agonia.
Li riaprii lentamente, cercando di mettere a fuoco l'ambiente intorno a me, ma una fitta ancora più intensa delle altre mi fece gemere e richiudere le palpebre.
«Finalmente sei sveglia.»
Una voce calma e melodiosa riuscì a distrarmi dal dolore.
Mi tirai a sedere di scatto sul letto.
Il cuore mi sprofondò nel petto per poi riprendere a battere all'impazzata quando vidi Jake, a petto nudo, con le braccia incrociate e un sorriso divertito dipinto sul volto.
«Non di nuovo...» mormorai, più come una supplica che come una protesta.
Il suo petto fu scosso da una risata roca e profonda.
Per un momento dimenticai persino l'emicrania e osservai il suo fisico tonico mentre si avvicinava e prendeva posto sul bordo del letto.
«Dopo quello spiacevole episodio sei svenuta e non ho potuto fare altro che portarti qui.» disse senza smettere di fissarmi.
Fece una breve pausa.
«Prima che tu scappi, oggi è giovedì, quindi non lavori. Ti starai chiedendo come faccio a saperlo... ma, nel dubbio, non chiedermelo.»
«Tu...» ringhiai.
Una fitta improvvisa mi trafisse la testa e fui costretta a portarmi una mano sulla tempia.
«...non è possibile che ogni volta mi ritrovi nel tuo letto. Mi seguivi?»
Jake roteò gli occhi e si alzò, andando a sedersi sulla poltrona accanto al letto.
«Ma grazie, Jake. Non c'è di che, Eve. Oh, non preoccuparti di ringraziarmi.» disse, imitandomi con tono teatrale e alzando una mano.
«Dopotutto ogni sera esco a salvare giovani ragazze dagli squilibrati che girano per la città.»
Incrociai anch'io le braccia al petto e lo fulminai con lo sguardo.
Ero dolorante, stanca, ancora confusa per la notte appena trascorsa.
Lui, invece, sembrava perfettamente tranquillo.
«Hai sempre voglia di scherzare?»
Si alzò all'improvviso.
Istintivamente indietreggiai sul letto.
Lo osservai avvicinarsi lentamente finché posò le mani ai lati del mio corpo e inclinò appena il viso verso il mio.
«A dire il vero...» sussurrò.
«Con te ho sempre voglia di scherzare.»
Per la prima volta, però, quel sorriso svanì quasi del tutto.
«Sai...» disse con voce più bassa.
«A volte ho la sensazione che tutto quello che faccio non sia mai abbastanza.»
Abbassò lo sguardo.
«Le persone vedono solo il poliziotto duro. Quello che non concede repliche. Quello che sembra non provare nulla.»
Si allontanò di qualche passo, prese dal comodino un bicchiere di whisky e rimase qualche secondo in silenzio.
«Senza volerlo ho guardato nell'abisso della mia anima...»
Fece roteare lentamente il liquido ambrato nel bicchiere.
«...e sai qual è la cosa che mi ha sconvolto di più?»
I suoi occhi tornarono nei miei.
«Vederla sporca d'inchiostro.»
Inspirò profondamente.
«Un inchiostro che si è radicato fin dall'infanzia.»
Scosse appena la testa.
«Maledizione... non so nemmeno perché ti sto dicendo tutto questo.»
Accennò un sorriso amaro.
«Forse avevo solo bisogno di parlare.»
I nostri sguardi rimasero incastrati.
Per la prima volta vidi davvero Jake.
Dietro quell'uomo controllato, arrogante e apparentemente imperturbabile, si nascondeva qualcuno che combatteva ogni giorno con i propri demoni.
La notte precedente avevo visto la rabbia nei suoi occhi mentre teneva Baron contro il muro.
Adesso vedevo la stanchezza.
La fragilità.
La solitudine.
«Jake... io devo andare.» balbettai.
Non volevo lasciarmi trascinare nell'oscurità che sembrava avvolgerlo.
Finalmente la mia vita stava prendendo la direzione giusta.
Non trovavo alcun motivo per restare accanto a lui e cercare di salvarlo.
«Certo...» disse con un sorriso appena accennato.
«Piccola e indifesa Eve.»
Abbassò lo sguardo.
«Forse... è giusto così.»
Accennò una breve risata, priva di qualsiasi allegria.
Poi uscì dalla stanza, richiudendosi lentamente la porta alle spalle.
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IL RICHIAMO DELLA ROSA
RomansTra passato e immortalità, il destino non concede seconde possibilità. Eve Roberts conduce una vita apparentemente ordinaria. Lavora come editor in una prestigiosa casa editrice e cerca di lasciarsi alle spalle il dolore per la morte del padre e il...
