Capitolo 47.2

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«Ci sono ricordi che la mente dimentica, ma il cuore continua a custodire.» — Nicholas Sparks

Il lavoro avrebbe dovuto distrarmi.

Invece ogni fascicolo che prendevo tra le mani finiva per rimanere aperto sulla stessa pagina.

«Jake.»

Il richiamo del collega lo fece uscire dai propri pensieri.

«Hai sentito quello che ti ho detto?»

Jake alzò lentamente lo sguardo.

«No.»

L'agente sospirò.

«È la terza volta oggi.»

Jake si massaggiò le tempie.

«Scusa.»

Il collega lo osservò qualche secondo.

«Ultimamente sei strano.»

Jake non rispose.

Era vero.

Da qualche settimana qualcosa non andava.

Dormiva poco.

Aveva continui mal di testa.

E, soprattutto...

continuava a sognare una ragazza di cui non riusciva mai a vedere bene il volto.

Quella sera rientrò nel proprio appartamento.

Posò la pistola di servizio sul tavolo e si slacciò lentamente la cravatta.

Silenzio.

Troppo silenzio.

Accese la televisione solo per avere un rumore di sottofondo.

Dopo pochi minuti la spense.

Gli dava fastidio.

Aprì il frigorifero.

Lo richiuse senza prendere nulla.

Si passò una mano sul volto.

«Che diavolo mi prende...»

Decise di uscire.

Camminò senza una meta precisa.

Attraversò il centro.

Superò il parco.

Quando rialzò lo sguardo si accorse di trovarsi davanti a un piccolo café.

Corrugò la fronte.

«Perché sono venuto qui?»

Sentiva di conoscere quel posto.

Eppure era certo di non esserci mai stato.

Entrò.

Una cameriera sorrise.

«Bentornato, detective.»

Jake rimase interdetto.

«Ci conosciamo?»

La ragazza sembrò sorpresa.

«Pensavo fosse uno scherzo.»

Scosse la testa.

«Veniva spesso qui.»

Jake rimase immobile.

«Da solo?»

Lei esitò.

«No.»

Jake sentì un nodo stringergli lo stomaco.

«Con chi?»

La ragazza sembrò riflettere.

«Non ricordo il nome...»

«Una ragazza.»

Il cuore iniziò a battergli più forte.

«Com'era?»

«Capelli castani.»

Sorrise.

«Ridevate sempre.»

Jake rimase in silenzio.

Perché quella descrizione gli faceva male?

Quella notte il sonno arrivò tardi.

Quando finalmente si addormentò...

iniziò il sogno.

Una risata.

Una ragazza che correva.

«Jake!»

Quella voce.

Così familiare.

Lei si voltò.

Il vento le spostò i capelli.

Lui provò a raggiungerla.

«Aspetta!»

La ragazza sorrise.

Poi tutto diventò nero.

Jake si svegliò di colpo.

Respirava affannosamente.

Si passò una mano tra i capelli.

«Chi sei...?»

Sussurrò nel buio.

Non ricordava il suo volto.

Non ricordava il suo nome.

Eppure...

era la prima volta, dopo oltre due secoli di vita, che il cuore gli faceva male per qualcuno che la sua mente non conosceva.

Qualcosa gli era stato portato via.

E, anche senza ricordarlo...

la sua anima aveva già iniziato a cercarlo.

IL RICHIAMO DELLA ROSALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora