Capitolo 68 - Extra

5.4K 83 14
                                        

«I figli sono gli ancoraggi della vita di una madre.»
— Sophocles

«Jennifer, fila immediatamente in camera tua!» sbottai.

Jennifer, mia figlia, alzò gli occhi al cielo e si staccò svogliatamente dal divano.

«Mamma, non è successo niente. Ho solo provato un po' di quella sostanza. Me l'ha offerta Mike.» protestò.

Per poco non mi venne un infarto.

«Come, scusa?» domandai con una calma fin troppo sospetta.

Jennifer capì immediatamente di aver detto qualcosa che non avrebbe dovuto dire.

«Ascolta bene, signorina...» iniziai puntandole un dito contro. «Da questo momento sei in punizione fino a...»

La porta d'ingresso si aprì.

Jake rientrò dal lavoro, si sfilò con calma il cappotto e osservò la scena con un sopracciglio inarcato.

«Che cosa succede qui?»

Jennifer mi rivolse uno sguardo disperato, pregandomi silenziosamente di non raccontargli nulla.

Troppo tardi.

«La signorina ha deciso che fosse un'ottima idea provare l'erba. Direi che è arrivato il momento di una bella chiacchierata padre-figlia, prima che perda completamente la pazienza.»

Jennifer sbuffò.

«Perfetto...» borbottò.

Jake rimase in silenzio per qualche secondo.

Poi si sedette sulla poltrona di fronte a lei.

Incrociò le mani.

«Jennifer Lilian Jones...» disse con quella calma che faceva molta più paura delle urla. «Hai forse deciso di farti spedire in collegio?»

Jennifer abbassò immediatamente lo sguardo.

Io rimasi accanto a Jake con le braccia incrociate, osservando la scena.

«Per questa volta sarà soltanto un avvertimento.» continuò lui. «La prossima volta ci saranno delle conseguenze. Adesso vai in camera tua... prima che cambi idea.»

Jennifer si alzò senza protestare.

«Sì, papà.»

Salì lentamente le scale e pochi secondi dopo sentimmo la porta della sua stanza chiudersi.

Il silenzio tornò a regnare nel soggiorno.

Sospirai pesantemente.

Mi lasciai cadere sulle gambe di Jake e intrecciai le braccia dietro il suo collo.

«Questa fase dell'adolescenza mi farà impazzire.» mormorai.

Jake sorrise appena.

Mi accarezzò lentamente i capelli.

«Allora direi che è il caso di alleviare un po' questo stress...» disse con un sorriso decisamente poco innocente.

Scoppiai a ridere.

Gli presi la mano.

«Vieni.»

Lo trascinai al piano di sopra.

Arrivati davanti alla nostra camera da letto, chiusi la porta alle nostre spalle.

Prima che potesse dire qualsiasi cosa, lo baciai.

Ripensai, per un attimo, alla ragazza che ero stata anni prima.

Una semplice impiegata in una casa editrice.

Se qualcuno mi avesse detto che un giorno mi sarei ritrovata sposata con un vampiro, con una figlia adolescente da gestire e una vita tutt'altro che normale... gli avrei riso in faccia.

E invece...

Non avrei cambiato nulla.

Nemmeno una singola pagina della mia storia.

IL RICHIAMO DELLA ROSALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora