Capitolo 55

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«I mostri sono reali. E anche i fantasmi. Vivono dentro di noi e, a volte, vincono.»
— Stephen King

Lasciammo la casa di Margaret ancora sconvolte.

Le immagini dei miei genitori continuavano a rincorrersi nella mia mente senza concedermi tregua.

Avevo scoperto chi fosse mia madre.

Avevo assistito alla sua morte.

Eppure restava ancora la domanda più importante.

Perché nel mio sangue convivevano due nature opposte?

«Angie...» mormorai rompendo il silenzio. «Tu credi nel destino?»

Lei estrasse una sigaretta dal pacchetto rosso di Marlboro, l'accese e aspirò lentamente il fumo.

Scosse il capo.

«Da quando sono diventata immortale, no.» rispose. «Credo soltanto a ciò che posso vedere con i miei occhi. È buffo sentirlo dire da una vampira, vero?»

Lasciò sfuggire una breve risata.

Abbassai lo sguardo sulle mie mani, tormentando distrattamente le pellicine delle dita.

«Se davvero esiste un destino...» sussurrai, «in questo momento si sta divertendo parecchio alle mie spalle.»

Angie mi rivolse un'occhiata comprensiva, ma non disse altro.

Continuammo a camminare in silenzio.

Intorno a noi la città viveva come se nulla fosse.

Le persone ridevano.

Le auto sfrecciavano.

Gli alberi si piegavano dolcemente al vento.

Era strano vedere il mondo andare avanti mentre il mio sembrava essersi fermato.

Quando arrivammo davanti al mio appartamento, Angie spense la sigaretta con la punta dello stivale.

«Ci vediamo presto.» disse. «Ora devo andare.»

Le sorrisi debolmente.

«Grazie... di tutto.»

Lei annuì e si allontanò.

Rimasi a guardarla finché non sparì dietro l'angolo.

Poi entrai nel palazzo.

Un lungo sospiro mi sfuggì dalle labbra.

Avevo appena iniziato a scoprire la verità.

E già mi sembrava troppo.

Mi lasciai cadere sul letto.

Il sonno arrivò quasi subito.

«Eve...»

Aprii lentamente gli occhi.

Davanti a me c'era mia madre.

IL RICHIAMO DELLA ROSALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora