«Ogni fine è semplicemente un nuovo inizio travestito.»
— T. S. Eliot
Erano trascorsi sei mesi dall'incendio del laboratorio.
Sei mesi in cui la mia vita aveva finalmente trovato una parvenza di equilibrio.
La mattina continuavo a lavorare alla casa editrice.
La sera, invece, apparteneva a un altro mondo.
Un mondo che, fino a pochi mesi prima, ignoravo completamente.
Camminai lungo il corridoio della grande villa che gli Anziani avevano destinato agli incontri tra le varie congreghe.
Ormai non ero più vista come una semplice vampira appena trasformata.
Ero la purosangue.
Quella di cui tutti parlavano.
Una condizione che, sinceramente, continuava a mettermi a disagio.
«Ti nascondi ancora?» domandò Angie raggiungendomi.
Sorrisi.
«Sto solo cercando di evitare che qualcuno mi chieda un altro discorso.»
Lei scoppiò a ridere.
«Dovrai farci l'abitudine. Sei diventata una figura importante.»
Scossi la testa.
«Preferivo correggere manoscritti.»
«Troppo tardi.»
Entrammo insieme nella grande sala.
Vampiri provenienti da ogni parte del Paese parlavano tra loro senza più quell'ostilità che avevo percepito la prima volta.
Persino alcune streghe erano presenti.
Non si fidavano ancora completamente di noi.
Ma almeno avevano accettato di sedersi allo stesso tavolo.
Era già un enorme passo avanti.
«Eve.»
Mi voltai.
Jake.
Indossava l'immancabile completo scuro e quell'aria sicura che sembrava accompagnarlo ovunque.
Mi raggiunse.
«Gli Anziani vogliono parlarti.»
«Di nuovo?»
«Questa volta non per rimproverarti.»
Sorrisi.
«Allora mi sento già più tranquilla.»
Jake intrecciò la sua mano alla mia.
Un gesto semplice.
Eppure ogni volta riusciva a trasmettermi la stessa serenità.
Entrammo nella sala del consiglio.
I tre Anziani erano già seduti.
La donna dai capelli ramati mi osservò con un'espressione molto più dolce rispetto al passato.
«Eve Roberts.»
Mi fermai davanti a loro.
«Negli ultimi mesi hai dimostrato qualcosa che da secoli nessuno era riuscito a fare.»
Abbassai leggermente lo sguardo.
«Non ho fatto nulla di speciale.»
«Al contrario.»
L'uomo seduto alla sua destra sorrise.
«Hai dimostrato che la paura può essere sostituita dalla fiducia.»
Nella sala calò il silenzio.
«Per questo motivo il Consiglio ha preso una decisione.»
Mi irrigidii.
«Da oggi sarai ambasciatrice tra la comunità dei vampiri e quella delle streghe.»
Rimasi senza parole.
«Io?»
«Proprio tu.»
Istintivamente cercai lo sguardo di Jake.
Lui mi sorrise.
Quel sorriso bastò a calmare ogni dubbio.
Inspirai profondamente.
«Accetto.»
Gli Anziani annuirono soddisfatti.
Quando uscimmo dalla sala, Jake mi prese per mano.
«Sei preoccupata?»
«Terribilmente.»
«Bene.»
Lo guardai male.
«Perché sarebbe una bella notizia?»
Rise.
«Perché significa che hai capito quanto sia importante ciò che farai.»
Passeggiammo lentamente nel giardino della villa.
Il sole stava tramontando.
«Sai...» dissi.
«Mmh?»
«Per tutta la vita ho cercato di capire chi fossi.»
Jake rimase in silenzio.
«Pensavo che trovare delle risposte mi avrebbe resa felice.»
Mi voltai verso di lui.
«Invece ho capito una cosa.»
«Quale?»
Sorrisi.
«Non conta quello che siamo.»
Mi avvicinai.
«Conta chi scegliamo di diventare.»
Jake posò una mano sulla mia guancia.
«Ed è proprio per questo che mi sono innamorato di te.»
Lo baciai.
Non c'erano battaglie.
Non c'erano cacciatori.
Non c'erano profezie.
Solo il rumore del vento tra gli alberi.
Per la prima volta dopo tanto tempo, il futuro non mi faceva paura.
Perché avevo finalmente trovato il mio posto.
E qualunque cosa ci avesse riservato il destino...
L'avremmo affrontata insieme.
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IL RICHIAMO DELLA ROSA
RomanceTra passato e immortalità, il destino non concede seconde possibilità. Eve Roberts conduce una vita apparentemente ordinaria. Lavora come editor in una prestigiosa casa editrice e cerca di lasciarsi alle spalle il dolore per la morte del padre e il...
