«Il caso è il modo in cui Dio passeggia in incognito.»
— Albert Einstein
Le strade del Massachusetts erano invase dal polline.
Talmente tanto polline che...
«Achoo!»
Perdindirindina!
Starnutii mentre camminavo in fretta tra le vie affollate da persone sorridenti, il che mi fece venire la nausea.
Con quell'allergia addosso, avrei voluto uccidere qualcuno.
Il telefono iniziò a squillare.
Lo estrassi dalla borsa, tenendo il fazzoletto nell'altra mano.
«Vee! Dove diavolo sei?» tuonò Billy.
Sbuffai, anche se non poteva vedermi.
«Billy, cosa vuoi?»
«Sto andando con Greice in un locale sulla Boylston Street. Ci raggiungi?» esclamò euforico.
Tentennai prima di rispondere.
Non avevo alcuna voglia di imbattermi in ragazzini scalmanati e finire come l'ultima volta...
Nel letto di Jake.
Storsi il naso al pensiero.
«Passo, Billy. Sarà per la prossima volta.» risposi.
Lo sentii borbottare qualcosa di infastidito, poi mi salutò con tono offeso e riattaccò.
Guardai più volte l'orologio al polso e sbuffai.
Forse distrarmi un po' mi avrebbe fatto bene.
Arrivai tra la folla di persone radunate per festeggiare una sagra.
Che manifestazione stupida e insulsa.
La mia coscienza mi rimproverò immediatamente per quel pensiero poco gentile e ripresi a camminare verso il locale.
A un certo punto, però, qualcuno urtò la mia spalla.
«Ehi, vuoi stare più attento?» sbottai, portandomi istintivamente una mano nel punto colpito.
Alzai lo sguardo.
Davanti a me c'era un ragazzo che non poteva avere più di venticinque anni.
I suoi intensi occhi azzurri e i capelli castani, tirati all'indietro con il gel, gli conferivano un'aria da duro.
«Piccola, vedi di non intralciare il mio cammino.» ghignò.
I miei occhi si ridussero a due fessure.
Portai le mani sui fianchi e continuai a fissarlo tra l'inorridito e il disgustato.
«Si dà il caso che sei tu quello che mi è venuto addosso. E "piccola" chiamaci qualcun'altra. Con permesso... coglione.» ringhiai.
Lui alzò le sopracciglia, sorpreso.
Non gli diedi nemmeno il tempo di replicare.
Mi allontanai rapidamente e mi infilai nel locale.
Tra i tavoli individuai Greice e Billy, seduti su due poltrone in pelle con un cocktail in mano.
Mi fecero cenno di raggiungerli.
«Alla fine ti sei decisa!» esclamò Greice, concludendo la frase con un lungo sorso di alcol.
Scrollai le spalle mentre mi accomodavo accanto a loro e ordinavo un Margarita.
«Credo che staccare un po' la spina mi farà bene.» dissi pensierosa.
Greice e Billy si scambiarono uno sguardo d'intesa, ma non dissero nulla, tornando a concentrarsi sui loro cocktail.
«Bene, signori! Tutti in pista con una delle canzoni che sta spopolando in queste settimane!» gridò il DJ.
Lo osservai muoversi a ritmo di musica insieme alle tante persone che già affollavano la pista.
«Eve Roberts... che sorpresa!»
«Ti prego... dimmi che non è lui.» mormorai, stropicciandomi gli occhi.
Mi voltai lentamente.
Il mio incubo si materializzò davanti a me.
Jake.
Quella sera aveva un aspetto meno professionale e decisamente più provocatorio.
La camicia, lasciata aperta sui primi tre bottoni, metteva in risalto parte del petto.
Le maniche arrotolate fino ai gomiti lasciavano scoperti gli avambracci, attraversati da vene ben evidenti.
E, mio Dio...
Quei pantaloni sembravano cuciti addosso.
Sorrisi, anche se in realtà avrei voluto sotterrarmi dietro la console del DJ.
«Ci si rivede...» biascicai, alzando il bicchiere come in un brindisi.
Cercai di fargli capire che mi stavo divertendo.
Perché sentissi il bisogno di dimostrarglielo, però, non lo sapevo nemmeno io.
Il problema era che lui era lì.
Davanti a me.
Con quello sguardo divertito puntato addosso.
«Jake, giusto?» intervenne Greice, spuntando nella conversazione come un fungo.
Si alzò dalla poltrona, si sistemò rapidamente il tailleur e gli porse la mano.
Jake guardò prima lei, poi la mano, quindi gliela strinse, accennando un sorriso.
Sembrava quasi stesse assaporando una delle sue caramelle preferite.
Cosa cavolo sorridi?
Il mio subconscio parlò prima ancora che riuscissi a fermarlo.
Io, invece, continuavo a fissarli con un sorriso a trentadue denti.
Letteralmente.
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IL RICHIAMO DELLA ROSA
RomanceTra passato e immortalità, il destino non concede seconde possibilità. Eve Roberts conduce una vita apparentemente ordinaria. Lavora come editor in una prestigiosa casa editrice e cerca di lasciarsi alle spalle il dolore per la morte del padre e il...
