«Le persone sono solitamente sincere quando sono colte alla sprovvista.»
— Harper Lee
Jake mi strattonò per un braccio e continuò a farsi largo tra la massa di persone, che aveva già ripreso a ballare come se, cinque minuti prima, non stessi danzando mezza nuda sopra un tavolino.
Ridacchiai al pensiero, troppo brilla per rendermi conto dell'enorme cazzata che avevo fatto.
Sentendomi ridere, Jake si voltò appena verso di me, per poi riprendere a camminare con la sua solita andatura sicura e con quel dannato cappotto nero che gli conferiva un'aria proibita, seducente e...
Interruppi i miei pensieri quando mi ritrovai spinta delicatamente dentro un'auto.
Riconobbi subito che era la sua.
«Dove mi porti, principe azzurro?» sogghignai.
Maledizione... domani mi sarei pentita di tutto questo.
«Al parco giochi, nel mondo dei sogni.» rispose senza nemmeno guardarmi.
Mise in moto e la mia schiena si incollò al sedile per la sua guida tutt'altro che delicata.
Mi aggrappai con una mano alla portiera.
«Puoi andare più piano?» borbottai, sentendo un conato di vomito risalire.
Mi lanciò una rapida occhiata e mormorò qualcosa di incomprensibile.
Evitai di chiedere cosa avesse detto.
Probabilmente fu l'unica cosa sensata che feci da quando avevo iniziato a bere.
L'auto rallentò leggermente e sorrisi di nascosto al pensiero che mi avesse dato ascolto.
«Allora, principe azzurro...» esclamai, appoggiando comodamente i piedi sul cruscotto. Un gesto che, ovviamente, non sfuggì a Jake.
Colsi l'occasione per sfilarmi anche quei fastidiosi tacchi.
«...sei venuto a prendermi perché mi odi? Dio, non voglio nemmeno sapere cosa faremo a casa tua. Perché stiamo andando a casa tua, vero?» farfugliai.
Per la prima volta lo sentii ridere di gusto.
Mi persi in quel sorriso.
Quanto sono patetica, pensai.
«Eve, non faremo nulla di tutto ciò che sta immaginando la tua testolina.» rispose sorridendo, senza però distogliere lo sguardo dalla strada.
«Ti sto portando a casa mia perché non sei nelle condizioni di rimanere da sola.»
Forse avrei dovuto offendermi.
Mi aveva indirettamente dato della bambina che aveva bisogno di una balia.
Ma chi se ne fregava.
Io, quella balia, la volevo eccome.
Parcheggiò, dopo un tempo che mi sembrò infinito, davanti a una villa indipendente e spense il motore.
Mi guardò rapidamente, scese dall'auto e mi aiutò a fare altrettanto, visto che in quel momento la portiera mi sembrava grande quanto un dinosauro.
Entrammo e, appena accese la luce, rimasi abbagliata da tutto quello splendore.
«Santo cielo...» sussurrai con gli occhi sognanti.
«Ma tu sei ricco sfondato!» esclamai con tutta la delicatezza tipica di una persona ubriaca.
Lo guardai per un istante.
Jake sospirò, come se la cosa non gli interessasse minimamente, e appoggiò il cappotto sul divano.
Entrò in cucina e lo vidi armeggiare con alcuni ingredienti.
«Mi vuoi drogare?» ridacchiai.
Sbuffò sonoramente e si voltò di scatto verso di me.
Il mio sorriso si spense leggermente davanti alla sua espressione tutt'altro che divertita.
«Eve, mi stai facendo esplodere la testa da quando abbiamo lasciato quel fottuto locale. Ti chiedo gentilmente di stenderti su quel divano del ricco sfondato, mettere una museruola e aspettare che ti porti un po' d'acqua.» disse con tono esasperato.
Inspirò profondamente.
«Ti ci devo accompagnare io?» aggiunse, vedendo che ero ancora immobile.
Quel poco di lucidità che mi era rimasta mi convinse a sedermi sul divano.
Mi guardai intorno e una cornice attirò subito la mia attenzione.
Nella fotografia c'era Jake insieme a una donna.
Bella era dir poco.
Storsi il naso, mi alzai di scatto e presi la cornice, osservando meglio quella ragazza dai capelli ramati.
«È mia sorella.» disse Jake all'improvviso.
Mi voltai verso di lui e l'alcol mi spinse a sorridere con aria maliziosa.
Portai una ciocca di capelli dietro l'orecchio e tornai a sedermi sul divano.
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IL RICHIAMO DELLA ROSA
RomanceTra passato e immortalità, il destino non concede seconde possibilità. Eve Roberts conduce una vita apparentemente ordinaria. Lavora come editor in una prestigiosa casa editrice e cerca di lasciarsi alle spalle il dolore per la morte del padre e il...
