«L'orgoglio ci costa più della fame, della sete e del freddo.»
— Thomas Jefferson
«Io sono Greice, l'amica e collega di Eve, mentre lui è Billy.» continuò Greice, indicando Billy con un cenno del capo.
Billy lo salutò con una breve alzata di mano.
«Se non vi dispiace, andrò a bere qualcosa al bancone. È stato un piacere conoscervi.» esclamò Jake, interrompendo il silenzio imbarazzante.
Greice tornò a sedersi, mentre Jake continuò a fissarmi.
Il che mi costrinse a portare il bicchiere alle labbra e bere, facendo finta di ignorare il suo sguardo che sembrava bruciarmi la pelle.
Dopo averci salutati si accomodò su uno sgabello al bancone.
Io continuai a lanciargli occhiate di nascosto mentre Greice raccontava una delle sue solite disavventure.
«Eve, mi stai ascoltando?» disse Greice ridacchiando.
Distolsi immediatamente lo sguardo da Jake e lo puntai su di lei e su Billy.
Dalle loro espressioni capii che stavano trattenendo a fatica una risata.
«Certo, Greice!» mi difesi, accavallando una gamba sull'altra.
«Niente male quel Jake. Non mi avevi detto che fosse così sexy.» disse con aria maliziosa.
Le lanciai un'occhiata di disapprovazione e bevvi un sorso del mio cocktail.
«Perché non è un dettaglio rilevante.» risposi.
Una punta di gelosia trasparì dalla mia voce e Greice se ne accorse subito, tanto da cambiare argomento.
Continuai a bere e a divertirmi, fingendo di ignorare la presenza fastidiosa...
E terribilmente eccitante...
Di Jake.
Ero giovane.
Cavolo, se lo ero.
Eppure mi sentivo la nonnina del gruppo, seduta comodamente in poltrona mentre Billy e Greice ballavano in pista.
Anche se Billy, più che ballare, sembrava stesse prendendo la scossa.
Ridacchiai tra me e me continuando a osservare i suoi movimenti scoordinati.
«Il drink sta iniziando a fare effetto, Ms. Roberts?»
Sputacchiai involontariamente il cocktail che stavo bevendo e spalancai gli occhi.
Jake si era seduto proprio al posto di Greice.
«Si può sapere cosa vuoi da me?» sbottai infastidita.
Posai il bicchiere sul tavolino con tanta forza che, per un attimo, temetti di romperlo.
Alzai di nuovo lo sguardo verso di lui.
I suoi pettorali, messi in risalto dalle braccia incrociate sul petto, non passarono certo inosservati.
«Vorrei rimediare. Prima sono stato poco gentile.» disse.
Fece una breve pausa.
«Ti andrebbe di ballare con me?»
Le palpitazioni iniziarono a farsi sentire.
Le mani diventarono improvvisamente sudate e fui costretta a strofinarle sul vestito.
Ballare con Jake avrebbe significato morire lentamente sotto quello sguardo malizioso.
Avrei potuto sentire il suo petto contro il mio.
Guardare da vicino quelle pagliuzze azzurre nei suoi occhi.
Per questo risposi...
«No.»
Lo vidi irrigidirsi appena.
Il suo sguardo vacillò per un istante.
Le braccia si sciolsero lentamente e le mani si strinsero ai braccioli della poltrona con tale forza da far sbiancare le nocche.
Perfino il suo respiro sembrò cambiare ritmo.
«No?» chiese con una calma sorprendente.
Sbattei le ciglia e deglutii.
Mi limitai ad annuire, intrecciando le dita sulle ginocchia.
La sua reazione mi destabilizzò.
Per un attimo vidi la rabbia attraversargli il volto.
Poi, all'improvviso, scoppiò a ridere.
Una risata piena, tanto da portarsi perfino una mano sulla pancia.
Lo fissai sbalordita.
Forse stavo avendo un'allucinazione.
«Sai... sei divertente.» disse, tornando composto, senza però perdere quel sorriso impertinente.
«È esilarante vedere quanto ti sforzi di sembrarmi indifferente. Hai una grande dote da attrice...» continuò, accompagnando le parole con un gesto delle mani.
«...peccato che faresti schifo come attrice.»
Sorrise ancora.
«Però ci hai provato. Io, invece, non ho tempo da perdere con le bambine. Hai fatto male a rifiutare il mio invito.»
Si alzò con la sua solita eleganza.
«Buona serata, Vee.»
«Il mio nome è Eve, hai capito?» gli urlai dietro.
Lui continuò ad allontanarsi senza voltarsi.
«È Eve!» ripetei con tutta la voce che avevo, mentre la sua figura spariva lentamente tra la folla.
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IL RICHIAMO DELLA ROSA
RomansaTra passato e immortalità, il destino non concede seconde possibilità. Eve Roberts conduce una vita apparentemente ordinaria. Lavora come editor in una prestigiosa casa editrice e cerca di lasciarsi alle spalle il dolore per la morte del padre e il...
