Capitolo 10

5.8K 134 7
                                        

Uscii dal commissariato e buttai fuori tutto il respiro che avevo trattenuto in quel maledetto ufficio.

Sei riuscita a farti imbrogliare da un detective da strapazzo, brava Eve! ironizzai tra me e me.

«Eve, che sorpresa!»

Una voce molto familiare mi fece voltare di scatto e mi ritrovai Harry davanti con il suo solito sorrisetto impertinente.

«Harry, che non sorpresa!» ribattei con finto entusiasmo.

«Harry, sei arrivato prima del previsto!»

Il detective che avevo insultato fino a pochi secondi prima nella mia mente si presentò davanti a me, ignorandomi completamente poiché tutta la sua attenzione era rivolta a Harry.

«Tu conosci lui?» chiesi al detective, stupita.

Fece un cenno con il capo, come se fosse infastidito dalla mia domanda, e sbuffai. Non avrei mai smesso di stupirmi di quanta antipatia potesse covare quell'uomo dentro di sé.

Mi allontanai senza salutare nessuno.

Perché dovrei?

Mi diressi verso la mia auto e me ne andai alla svelta, fuggendo da quel triangolo scomodo.

Appena arrivai a casa posai le chiavi e il telefono sulla mensola, poi mi sdraiai sul divano, stanca. Non era neanche metà giornata e già mi sentivo esausta. Forse socializzare con certi elementi, detti uomini, mi stancava più del previsto.

Decisi di prepararmi un sughetto all'italiana con pesto all'arrabbiata, spaghetti rigorosamente fini e un calice di vino rosso.

Dopo aver messo la pasta a bollire accesi il mio MacBook Pro e controllai le e-mail, trovando un messaggio proveniente da un indirizzo sconosciuto.

Da: Detective Jones
Oggetto: Maldestra

Testo:

Signorina Roberts, la informo che ha lasciato il suo diario personale nel mio ufficio. Mi dica se posso passare a consegnarglielo.

Scattai giù dal divano e controllai la borsa, constatando che il mio diario era davvero sparito. Mi lamentai, afflitta dal fatto che avrei dovuto rivedere quell'uomo, anche se dentro di me c'era qualcosa che mi attirava, qualcosa che inconsapevolmente si muoveva ogni volta che si avvicinava o parlava con quella sua voce roca e decisa.

Risposi di fretta all'e-mail con un semplice messaggio affermativo, indicandogli il mio indirizzo. Poi chiusi il portatile e riordinai sbrigativamente il salotto e la cucina, mentre il pranzo continuava a cuocere.

Dopo mezz'ora il campanello suonò e saltai in aria per l'ansia, sapendo già chi fosse.

Aprii e mi ritrovai davanti un detective Jones diverso dal solito. Non indossava il tipico cappotto con la cravatta perfettamente annodata e gli occhiali scuri che non lasciavano trapelare nulla. Aveva una semplice camicia bianca aperta sui primi tre bottoni.

Vorrei essere quei bottoni in questo momento...

Scossi la testa, negando ciò che avevo appena pensato.

«Cosa no? Bel modo di salutare.» esclamò divertito.

Mi riscossi dai miei pensieri, rendendomi conto di aver pronunciato quel "no" ad alta voce, e il mio viso diventò di un color porpora acceso.

«Stavo riflettendo... poi cosa le importa!» esclamai in preda al panico.

IL RICHIAMO DELLA ROSALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora