«Il fuoco è la prova dell'oro; l'avversità è la prova degli uomini forti.»
— Seneca
«Questo posto deve bruciare.» dichiarai.
Jake mi afferrò un braccio.
«Eve, dobbiamo andarcene. Angie è troppo debole.»
Mi liberai dalla sua presa e gli rivolsi uno sguardo deciso.
«Se non lo facciamo adesso che ne abbiamo l'occasione, continueranno a darci la caccia.»
Jake sospirò.
Capì immediatamente che non mi avrebbe fatta cambiare idea.
Senza aggiungere altro mi seguì attraverso i corridoi alla ricerca del laboratorio.
Dopo pochi minuti raggiunsi una porta più grande delle altre.
La spalancai.
Era il laboratorio.
Gli scaffali erano colmi di provette, reagenti, flaconi e strumenti di ogni genere.
Iniziai a rovesciare tutto ciò che trovavo.
Le fiale di vetro si infrangevano sul pavimento.
Le sostanze chimiche si mescolavano formando pozze dai colori innaturali.
Ribaltai anche gli scaffali più piccoli.
Poi infilai una mano nella tasca della giacca.
L'accendino.
Lo osservai per un istante.
Un sorriso soddisfatto mi sfuggì dalle labbra.
Mi fermai sulla soglia.
Accesi la fiamma.
«Game over, bitches.»
Lasciai cadere l'accendino.
Le fiamme attecchirono quasi subito.
In pochi secondi iniziarono ad arrampicarsi sui liquidi infiammabili e sulle tende del laboratorio.
«Abbiamo poco tempo prima che il fuoco raggiunga tutto il resto!» gridai. «Muoviamoci!»
Corremmo fuori dall'edificio.
Alle nostre spalle si levarono urla concitate.
Infermieri, guardie e ricercatori cercavano disperatamente una via di fuga.
Continuammo a correre finché non raggiungemmo una distanza di sicurezza.
Solo allora mi voltai.
Le fiamme divoravano ormai l'intera struttura.
Il cielo notturno si colorò d'arancione.
Rimasi immobile.
Nel giro di pochi giorni avevo affrontato cose che, fino a poco tempo prima, avrei creduto possibili solo nei romanzi.
Avevo ucciso.
Avevo combattuto.
Avevo rischiato di morire.
La ragazza insicura che cercava sempre di accontentare tutti sembrava appartenere a un'altra vita.
Per la prima volta mi resi conto di essere cambiata.
Profondamente.
«È finita.» mormorai.
Osservai il laboratorio crollare tra le fiamme.
Una mano si posò sulla mia spalla.
Mi voltai.
Jake.
«Direi proprio di sì.» rispose con un sorriso appena accennato.
Un attimo dopo Angie ci raggiunse.
Aveva ancora il respiro affannoso, ma sul suo volto era tornata un'espressione serena.
Mi sorrise.
Ricambiai.
«Credi che un giorno vampiri e streghe riusciranno davvero a convivere?» domandai.
Angie rimase in silenzio qualche secondo.
Poi sorrise.
«Tu ne sei la prova.»
Quelle parole mi colpirono più di quanto avrei immaginato.
Guardai ancora una volta l'edificio ridotto a un inferno di fuoco.
Forse quel rogo non stava soltanto cancellando un laboratorio.
Forse stava mettendo fine a un pezzo del nostro passato.
«Tutto è bene quel che finisce bene.» dissi con un sorriso.
Angie scoppiò a ridere.
La seguii.
Jake scosse la testa divertito e mi cinse le spalle con un braccio.
Un brivido mi percorse la schiena.
Per la prima volta, dopo tanto tempo, ebbi davvero la sensazione che il peggio fosse alle nostre spalle.
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IL RICHIAMO DELLA ROSA
Storie d'AmoreTra passato e immortalità, il destino non concede seconde possibilità. Eve Roberts conduce una vita apparentemente ordinaria. Lavora come editor in una prestigiosa casa editrice e cerca di lasciarsi alle spalle il dolore per la morte del padre e il...
