«Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce.»
— Blaise Pascal
Dopo la morte di mio papà, la mia vita riprese lentamente il suo ritmo.
Ripresi con lo sport e con il mio allenamento mattutino, segnato dall'immancabile cappuccino del café di Mindy, che mi aspettava ogni mattina con il sorriso e le sue solite battutine sul detective Jones.
Da quando glielo avevo raccontato non faceva altro che assillarmi.
Schiacciai play sul mio brano preferito dal mio iPhone e ripresi la mia corsa mattutina.
Pensai a quanto fosse impenetrabile il detective Jones.
Chissà quante donne aveva ai suoi piedi.
Mi guardai intorno nel parco e osservai le foglie mentre si afflosciavano lentamente, cadendo sul terreno freddo segnato dall'autunno.
I miei pensieri vennero interrotti bruscamente quando andai a sbattere contro qualcosa di solido.
Mormorai un "ahia" per la brusca caduta sul marciapiede.
Il mio sedere, se avesse potuto urlare, l'avrebbe fatto.
«Guardi dove mette i piedi!» sputai inviperita, rialzandomi dolorante.
Appena alzai lo sguardo rimasi pietrificata vedendo il detective Jones in tutta la sua mascolinità davanti a me.
Mi fissò con i suoi occhi di ghiaccio e, senza alcuna vergogna, analizzai il suo corpo, coperto da una maglietta che sembrava esplodergli addosso, nascosta solo in parte dalla felpa e dai pantaloni della tuta che fasciavano alla perfezione le sue gambe lunghe e toniche.
«Hai finito?» esclamò il detective Jones, risvegliandomi dai miei pensieri poco casti.
«Mi hai fatto male e hai pure la faccia tosta di fare ironia?»
Cercai di aggrapparmi alla caduta per evitare il discorso imbarazzante sul fatto che lo stessi praticamente spogliando con gli occhi e incrociai le braccia al petto.
Un gesto che non passò inosservato.
I suoi occhi si posarono con insistenza sul mio seno, messo in risalto dalla posizione che avevo assunto, e in quel momento ringraziai Madre Natura.
«Hai finito?» sogghignai, fiera di me stessa.
Alzò di scatto lo sguardo e lo puntò nei miei occhi con fare annoiato.
«Niente che non abbia già visto.» rispose scrollando le spalle.
Strinsi le labbra per evitare di rispondergli e fargli capire che le sue parole mi avevano infastidita. Non vedendo alcuna mia reazione, si avvicinò con il suo solito sguardo malizioso.
La mia mente iniziò ad andare in blackout e tentai di capire cosa volesse fare ma, appena sentii il suo respiro sfiorare le mie labbra, ogni briciolo di razionalità svanì.
«Se non ti dispiace, avrei di meglio da fare. Tanto per la cronaca, mi chiamo Jake... ma tu puoi continuare a chiamarmi l'irraggiungibile detective Jones.» sussurrò.
Feci appello a tutte le mie forze per resistere al suo fascino e gli lanciai un'occhiata truce.
«Va bene, Jake.» risposi sorridendo.
Me ne andai correndo prima che potesse rispondere o fare qualsiasi altra cosa.
Sorrisi al pensiero che, per la prima volta, ero stata io ad avere l'ultima parola.
Entrai nel café di Mindy e mi sedetti al tavolo, prendendo il mio solito cappuccino.
«Allora, come va con l'irraggiungibile detective Jones?» esclamò Mindy, parandosi davanti a me con il blocchetto delle ordinazioni in mano, una penna e il suo solito sguardo malizioso.
Mi lamentai per la stanchezza.
Perché tutti mi chiedevano del detective, o meglio, Jake, come se fosse chissà chi?
«Mindy, non ti ci mettere pure tu. Portami il solito cappuccino, grazie.» le dissi infastidita.
Alzò le mani in segno di resa, annotò l'ordinazione sul blocchetto e se ne andò con un sorrisetto sulle labbra che non mi passò inosservato.
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IL RICHIAMO DELLA ROSA
RomanceTra passato e immortalità, il destino non concede seconde possibilità. Eve Roberts conduce una vita apparentemente ordinaria. Lavora come editor in una prestigiosa casa editrice e cerca di lasciarsi alle spalle il dolore per la morte del padre e il...
