«Il coraggio è la grazia sotto pressione.»
— Ernest Hemingway
Il telefono vibrò mentre ero immersa nella lettura di un manoscritto al computer.
Lanciai un'occhiata allo schermo e sbuffai infastidita.
Jake.
Risposi.
«Eve, sei da sola? Dobbiamo parlare.»
Alzai gli occhi al cielo.
Per un istante fui tentata di dirgli che ero in compagnia, solo per costringerlo a lasciarmi in pace.
«In teoria sono al lavoro.» ribattei. «Che cosa vuoi, Jake?»
Dall'altra parte della linea calò un breve silenzio.
«Mi hanno riferito che Angie è stata catturata dai cacciatori. Dobbiamo tornare là.»
Il cuore perse un battito.
«E cosa ti fa pensare che io accetterò quel "dobbiamo"?»
Lo sentii sospirare.
«Angie è in grave pericolo, Eve. Tu sai meglio di me cosa succede in quel posto. Se non interveniamo, non tornerà più. Decidi tu. Se non vuoi venire... ci andrò da solo.»
La chiamata si interruppe.
Rimasi a fissare il telefono.
L'idea di rientrare in quel laboratorio mi fece rabbrividire.
Ricordavo perfettamente quelle stanze.
Le flebo.
Le cinghie.
Le urla.
Il sangue.
Ma Angie...
Lei mi aveva aiutata quando nessun altro lo avrebbe fatto.
Non potevo abbandonarla.
Aprii rapidamente la posta elettronica e iniziai a scrivere.
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Da: everoberts1997
A: jakejones93
Oggetto: Sei un grandissimo stronzo.
Dimmi soltanto l'ora e il posto dove ci dobbiamo incontrare.
E, per favore, evita commenti sarcastici.
Grazie.
⸻
Premetti Invia.
La risposta arrivò quasi subito.
⸻
Da: jakejones93
A: everoberts1997
Oggetto: Lusingato di suscitarti così tante emozioni.
Tra un'ora davanti al Café di Mindy.
Prenditi un permesso dal lavoro.
Non accetto obiezioni.
Buon lavoro, Eve. :)
⸻
Chiusi la mail borbottando una serie di insulti decisamente poco eleganti.
Odiavo il suo modo di dare ordini come se tutto il mondo dovesse orbitare attorno a lui.
Il problema, però, era un altro.
Come avrei convinto il nuovo direttore a lasciarmi andare?
Il signor Taylor era tutto ciò che il vecchio capo non era.
Sessantadue anni.
Rigido.
Poco incline al dialogo.
Ancora meno alle emozioni.
Con il signor Jones potevo discutere una copertina o chiedere una seconda revisione di un manoscritto.
Con Taylor, invece, il lavoro doveva essere perfetto al primo colpo.
Niente scuse.
Niente seconde possibilità.
Inspirai profondamente.
Poi mi avviai verso il suo ufficio.
Bussai piano.
«Avanti.»
Entrai.
«Buongiorno, signor Taylor.»
Lui incrociò le mani sulla scrivania e indicò la poltrona davanti a sé.
«Mi dica, signorina Roberts.» disse con tono impassibile. «Spero non sia qui per chiedermi come svolgere il suo lavoro... o quello dei suoi colleghi.»
Tossicchiai imbarazzata e mi sedetti.
«In realtà avrei un favore da chiederle.»
«La ascolto.»
Inspirai.
«Tra circa un'ora dovrei assentarmi per andare in ospedale. Mia zia...» esitai un istante cercando disperatamente un nome.
Lo sguardo cadde su una statuetta di una donna indiana appoggiata su uno scaffale.
«...Joséphine ha avuto un malore e avrei bisogno di accompagnarla a casa.»
Naturalmente quella zia non esisteva.
Taylor rimase a fissarmi.
Tamburellò lentamente una penna sulla scrivania.
«Mi sta chiedendo un permesso per fare da tassista a sua zia?» domandò con assoluta serietà. «Vuole anche che le metta a disposizione una limousine con autista?»
Abbassai lo sguardo.
Mi torturai le dita per il nervosismo.
«No, signor Taylor.» dissi piano. «Le prometto che sarà un caso eccezionale. Le chiedo soltanto questa cortesia.»
Rimase qualche secondo in silenzio.
Poi schioccò la lingua.
«Solo per oggi.»
Sentii il fiato tornarmi nei polmoni.
«Non mi faccia pentire della fiducia che ho riposto nel suo curriculum e nella sua esperienza.»
«Non succederà.» risposi con un sorriso sincero.
«Buona giornata, signorina Roberts.»
Mi alzai immediatamente.
In quel momento, nonostante il suo carattere impossibile, avrei quasi avuto voglia di abbracciarlo.
«Grazie. Buona giornata anche a lei, signor Taylor.»
Uscii dall'ufficio a passo svelto.
Meglio andarsene prima che cambiasse idea.
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IL RICHIAMO DELLA ROSA
RomanceTra passato e immortalità, il destino non concede seconde possibilità. Eve Roberts conduce una vita apparentemente ordinaria. Lavora come editor in una prestigiosa casa editrice e cerca di lasciarsi alle spalle il dolore per la morte del padre e il...
