Capitolo 45.3

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«L'amore non nasce all'improvviso; cresce nel silenzio dei piccoli gesti.»
— Victor Hugo

Il sole stava tramontando quando Joséphine bussò delicatamente alla porta.

«Milady.»

Posai il libro che stavo sfogliando distrattamente.

«Avanti.»

Entrò con il solito portamento impeccabile.

«Sua Signoria desidera sapere se questa sera gradireste accompagnarlo al villaggio.»

Aggrottai la fronte.

«Per quale motivo?»

«Ogni primo venerdì del mese il Conte è solito visitare gli abitanti della contea.»

Rimasi sorpresa.

Per qualche motivo avevo sempre immaginato Tristan come un uomo distante dai propri sudditi.

«Digli che verrò.»

La carrozza avanzava lentamente lungo la strada sterrata.

Io e Tristan sedevamo uno di fronte all'altra.

Il silenzio tra noi non era più imbarazzante come i primi giorni.

Anzi.

Aveva qualcosa di... rassicurante.

«State meglio?» domandò.

Annuii.

«Inizio ad abituarmi.»

Lui sorrise appena.

«È un buon segno.»

Osservai il paesaggio fuori dal finestrino.

«Non pensavo che un conte si occupasse personalmente dei suoi abitanti.»

«Molti non lo fanno.»

«E voi?»

Abbassò lo sguardo.

«Se pretendessi rispetto senza conoscere le persone che vivono nelle mie terre, non lo meriterebbero né loro... né io.»

Rimasi in silenzio.

Non era l'uomo arrogante che avevo immaginato.

Il villaggio era piccolo ma pieno di vita.

Appena la carrozza si fermò, alcuni bambini corsero incontro a Tristan.

«Milord!»

Uno di loro gli saltò praticamente addosso.

Tristan rise.

Lo prese in braccio con una naturalezza che non mi aspettavo.

«Come sta tua madre, Thomas?»

«Molto meglio!»

«E tuo padre?»

«Dice che il raccolto quest'anno sarà migliore.»

Tristan gli scompigliò i capelli.

«Ne sono felice.»

Rimasi a osservarlo.

Era completamente diverso.

Non il conte freddo.

Non l'uomo severo.

Sembrava... semplicemente Jake.

Passeggiammo tra le bancarelle.

IL RICHIAMO DELLA ROSALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora