«Le opportunità non capitano. Sei tu che le crei.»
— Chris Grosser
Ero un fascio di nervi. Il mio corpo tremava e sentivo la bile salirmi e scendermi continuamente in gola.
Mi trovavo da una ventina di minuti sulle scale di cemento davanti al maestoso edificio della Jones & Jones Co., costituito da cinquanta piani e dalla caratteristica forma cilindrica.
Mi feci coraggio ed entrai dalla porta scorrevole di vetro. Salii nell'ascensore diretto al ventunesimo piano e, quando arrivai, le porte si aprirono con il solito ding, che riuscì perfino a tranquillizzarmi.
L'ascensore era completamente in vetro e avevo visto dall'alto metà Massachusetts. Per una persona acrofobica era come precipitare nel vuoto da un momento all'altro.
«Salve, come posso aiutarla?»
Una donna alquanto gentile mi rivolse la parola con entusiasmo da dietro un'enorme penisola di legno massiccio.
Il suo aspetto impeccabile mi fece capire subito che si trattava della segretaria.
«Sono qui per l'appuntamento con l'editor. Mi chiamo Eve Roberts.» risposi, ricambiando il sorriso.
Digitò qualcosa al computer, poi si voltò verso di me. Si alzò con compostezza dalla poltrona e si lisciò il tubino nero che fasciava alla perfezione la sua figura esile.
«Prego, mi segua.» esclamò, indicandomi una porta con la mano.
Bussò alla porta di legno massiccio, dipinta di bianco, e la socchiuse appena una voce maschile rispose dall'interno.
«Signor Jones, c'è Eve Roberts, come da appuntamento.»
Intravidi un uomo con un completo gessato seduto dietro un'imponente scrivania.
Rimasi folgorata dal suo aspetto.
I suoi occhi erano di un blu glaciale e i capelli erano perfettamente pettinati all'indietro.
Nonostante seguissi da tempo l'agenzia, non mi era mai venuta la curiosità di cercare l'aspetto del proprietario.
E, devo ammetterlo, fu una piacevole scoperta.
«Certo!»
Si alzò di scatto dalla poltrona e si lisciò rapidamente la giacca del completo con una mano.
«Entri pure.» continuò, osservandomi.
Mi sentii un po' a disagio sotto il suo sguardo ma, con passi piccoli e controllati, avanzai nella stanza e mi sedetti su una delle due poltrone di pelle nera davanti alla scrivania, ritrovandomi faccia a faccia con il signor Jones, che continuava a studiarmi attentamente.
La segretaria se n'era andata e la tensione che aleggiava nella stanza era quasi palpabile.
«Bene, signorina Roberts. Sono rimasto molto colpito dal suo manoscritto. Vorrei che iniziasse a lavorare per la mia azienda come copista.» esclamò, poggiando i gomiti sul bordo della scrivania e intrecciando le mani. Al polso brillava un Rolex d'oro.
«Aspetti... lei sta dicendo sul serio?» dissi, senza riuscire a controllare l'emozione.
La mia mente iniziò a esultare.
Era ancora difficile credere che un'agenzia di tale fama avesse deciso di investire su di me.
«Assolutamente.» rispose sorridendo.
Rimasi catturata dal suo sorriso candido, con i denti perfettamente allineati, proprio come ogni oggetto presente in quella stanza che trasudava ordine e controllo.
Avrei voluto urlare per la felicità ma ritrovai un minimo di lucidità e pensai che, se avessi continuato a sembrare una rimbambita, probabilmente lo avrei spaventato.
«Non la deluderò!» esclamai convinta.
Si alzò dalla poltrona e mi porse la mano.
Imitai il suo gesto e gliela strinsi.
«Bene, adesso devo andare. Dirò a Grace, la mia segretaria, di mostrarti il piano e il tuo ufficio. Spero che non mi deluderai, perché ho grandi aspettative su di te.»
Gli risposi con un cenno del capo e lo ringraziai ancora una volta.
La mia vita, finalmente, stava per avere una svolta importante.
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IL RICHIAMO DELLA ROSA
RomanceTra passato e immortalità, il destino non concede seconde possibilità. Eve Roberts conduce una vita apparentemente ordinaria. Lavora come editor in una prestigiosa casa editrice e cerca di lasciarsi alle spalle il dolore per la morte del padre e il...
