Capitolo 48

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«Il sacrificio più grande non è morire per qualcuno, ma vivere senza essere ricordati.»

«Pùlyennèrgo et memòryam lòci remòveo.»

Le voci degli Anziani si unirono all'unisono, solenni e profonde.

Inspirai lentamente.

Tra pochi istanti sarei tornata alla mia vita.

Una vita senza Jake.

Ero un vampiro.

Un dannato vampiro destinato a vivere senza la persona che aveva cambiato la mia esistenza.

«Pùlyennèrgo et memòryam lòci remòveo.»

Il mio corpo giaceva immobile all'interno di una bara di pietra.

Era freddo.

Pesante.

Gli Anziani continuavano a camminare in cerchio attorno a me, nascosti sotto lunghi mantelli neri che celavano completamente i loro volti.

La luce della luna filtrava tra gli alberi.

Mi feriva gli occhi.

Provai a muovere le dita.

Niente.

«Pùlyennèrgo et memòryam lòci remòveo.»

La mia mente iniziò lentamente a svuotarsi.

I ricordi divennero confusi.

Le emozioni si fecero sempre più lontane.

Mi sentii incredibilmente leggera.

Poi...

una voce.

«Cosa state facendo?»

Jake.

Lo riconobbi immediatamente.

Tentai di aprire gli occhi.

Di parlare.

Di chiamarlo.

Ma era troppo tardi.

Il mio corpo non mi apparteneva più.

Le palpebre si fecero pesanti.

Il buio mi avvolse.

Stavo tornando a casa.

L'ultima cosa che udii furono le parole degli Anziani, sempre più lontane, fino a dissolversi completamente.

Era tutto perduto.

Capisci davvero di aver toccato il fondo quando rinunci alla tua felicità pur di salvare qualcuno.

Quando scegli di essere dimenticata.

Non seppi dire quanto tempo fosse trascorso.

IL RICHIAMO DELLA ROSALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora