«Ci sono incontri che sembrano casuali, ma cambiano il corso di un'intera vita.»
— Nicholas Sparks
«Sa... non mi ha convinto con quella storia del caso.» disse, con le mani affondate nelle tasche dei pantaloni scuri. «Lei mi conosce. E non per quello.»
Mi tormentai le dita mentre passeggiavamo lungo il parco cittadino.
Alzai lentamente lo sguardo verso di lui.
Per un istante sperai che ricordasse.
«Per caso ci siamo incontrati in qualche bar?» continuò. «Se fosse così, mi sembra strano non ricordare il suo viso.»
Le mie speranze si sgretolarono una dopo l'altra.
Non ricordava nulla.
L'unica cosa da fare era assecondarlo.
Annuii.
«Mi dispiace averla importunata in quel modo in ufficio.» risposi con un sorriso imbarazzato.
Jake schioccò la lingua e lasciò sfuggire una lieve risata.
Mi domandai cosa trovasse di tanto divertente.
«Qualcosa mi dice che c'è dell'altro...» disse osservandomi con attenzione. «Ma, per il momento, lascerò perdere.»
Accennò un sorriso.
«Le auguro una buona giornata, signorina Roberts.»
Si voltò e si allontanò.
Il cappotto grigio ondeggiava a ogni passo, mettendo ancora più in risalto la sua corporatura imponente.
Rimasi a guardarlo finché non sparì tra la folla.
Solo allora lasciai uscire il respiro che avevo trattenuto.
Avevo paura che capisse la verità.
O forse...
avrei preferito che la ricordasse davvero.
«Eve!»
Mi voltai di scatto.
Tra la folla riconobbi Angie che mi salutava con entusiasmo.
«Angie! Anche tu da queste parti?»
Lei annuì e, senza chiedere il permesso, mi afferrò per un braccio.
«Andiamo a fare un po' di baldoria!»
La fissai confusa.
«Io... Angie... non credo sia una buona idea.»
Lei sbuffò e si fermò all'improvviso.
Mi guardò dritta negli occhi.
«Vuoi sapere qualcosa in più sulla tua famiglia?»
Il cuore accelerò.
Annuii senza esitazione.
Sul suo volto comparve un sorriso soddisfatto.
«Allora muoviti.»
Riprese a trascinarmi lungo la strada.
Camminammo per diversi minuti, finché non ci fermammo davanti a una vecchia casa dall'aspetto lugubre.
La osservai con diffidenza.
Sembrava uscita da uno di quei film horror in cui il protagonista entra in una casa abbandonata e, cinque minuti dopo, viene inseguito da un serial killer armato di ascia.
Scossi la testa.
Che pensieri assurdi per una vampira.
Stavo ancora rimproverandomi mentalmente quando Angie mi spinse all'interno.
«Margaret!» urlò. «Sei in casa?»
Mi guardai attorno.
L'ambiente era sorprendentemente accogliente.
L'unica nota inquietante era rappresentata dalla quantità impressionante di talismani, erbe essiccate, amuleti e strani oggetti disseminati ovunque.
Di fronte a noi si innalzava una scala che conduceva al piano superiore.
Ai lati si aprivano due stanze.
Da una proveniva una debole luce tremolante.
Intravedetti un soggiorno illuminato soltanto da decine di candele.
«Angie! Finalmente sei venuta a trovarmi.»
Una donna sulla sessantina comparve sulla soglia.
Si fermò non appena mi vide.
Ebbi il tempo di osservarla.
Nonostante l'età, conservava due splendidi occhi verde smeraldo.
I capelli completamente bianchi erano raccolti con semplicità sulle spalle.
Indossava un pesante cardigan di lana, decisamente fuori luogo considerando il caldo estivo.
«Margaret, lei è...» iniziò Angie.
La donna la interruppe.
«...Eve.»
Pronunciò il mio nome come se mi conoscesse da sempre.
Corrugai la fronte.
«Come fa a sapere chi sono?»
Persino Angie rimase interdetta.
Margaret continuò a fissarmi.
«Tu sei la figlia di Joséphine e Mike.»
Sentii lo stomaco contrarsi.
Mi torturai le pellicine delle dita.
«Come... come lo sa?»
Per qualche secondo rimase in silenzio.
Poi fece un cenno verso il soggiorno.
«Venite.»
La seguimmo.
Io e Angie ci accomodammo sul divano rosso, mentre Margaret sparì dietro una porta.
Lanciai un'occhiata nervosa ad Angie.
Anche lei sembrava spaesata.
Dopo pochi istanti Margaret tornò con un vassoio.
Lo appoggiò sul tavolino davanti a noi.
C'erano una caraffa di spremuta e un piatto di biscotti appena sfornati.
Si accomodò sulla poltrona di fronte a noi.
Per alcuni istanti nessuno parlò.
Poi incrociò il mio sguardo.
«Conoscevo i tuoi genitori.» disse con voce calma.
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IL RICHIAMO DELLA ROSA
RomanceTra passato e immortalità, il destino non concede seconde possibilità. Eve Roberts conduce una vita apparentemente ordinaria. Lavora come editor in una prestigiosa casa editrice e cerca di lasciarsi alle spalle il dolore per la morte del padre e il...
