Capitolo 54

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«L'amore vero è quello che sa sacrificarsi.»
— Lev Tolstoy

54

«Isabel, che cosa stai facendo?»

La scena davanti ai miei occhi prese vita all'improvviso.

Rimasi senza fiato.

«Mamma...» sussurrai.

Lei non si voltò.

I suoi occhi, scuri e profondi, erano fissi su mio padre con una determinazione che non avevo mai visto.

Tra le mani stringeva un vecchio taccuino dalla copertina marrone.

«Sto facendo ciò che è giusto per nostra figlia.»

Mio padre lasciò sfuggire una risata amara.

Si lasciò cadere su una poltrona dagli inserti dorati e dalla solida struttura in legno, senza mai distogliere lo sguardo da lei.

«Se lo farai, ti uccideranno.» disse con voce tesa. «Il tuo potere deve restare nell'ombra. Se qualcuno dovesse sospettare ciò che sei... verrai condannata a morte.»

Indicò Isabel con rabbia.

Lei, però, non abbassò mai lo sguardo.

Anzi, sollevò appena il mento.

«È necessario proteggerla.» rispose con fermezza. «Alla nascita di Eve ogni vampiro e ogni stregone percepirà il battito del suo cuore. Non possiamo permettere che una delle due fazioni la recluti.»

Abbassò gli occhi sul taccuino.

«Essere a capo della congrega delle streghe non significa potermi fidare di tutti.»

Mio padre si passò entrambe le mani sul volto.

Sembrava distrutto.

Mi avvicinai istintivamente e tentai di sfiorargli una spalla.

Lui alzò di colpo lo sguardo.

Il cuore mi balzò in gola.

Per un istante credetti che potesse vedermi.

Ma subito dopo tornò a fissare mia madre.

«Se cambierai il destino di Eve...» disse con voce spezzata, «non sarà in grado di difendersi.»

Inspirò profondamente.

«E io non potrò proteggerla.»

Abbassò il capo.

«Sono soltanto un essere umano, Isabel...»

La sua voce si incrinò.

«Se dovesse succederti qualcosa... non saprei come salvarla.»

Sentii gli occhi riempirsi di lacrime.

Mia madre serrò le labbra.

«È giusto che Eve possa vivere un'infanzia normale.» dichiarò. «Con il tempo recupererà ogni ricordo, ma non permetterò che venga inseguita dalle creature sovrannaturali mentre è ancora una bambina.»

Scosse lentamente il capo.

«No.»

La sua voce divenne più dura.

«Non lo permetterò.»

Il mondo iniziò a dissolversi.

Le pareti si deformarono.

IL RICHIAMO DELLA ROSALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora