"Pensi mai al futuro?"
Sdraiati sul letto, nel bel mezzo della notte di un venerdì sera come tanti, io e Gus stavamo facendo l'amore, fino a quando la sua voce non risuonò leggiadra nella stanza.
Il futuro, quel frammento di tempo imprevedibile e oscuro, ove tutti i nostri sogni o incubi non vedevano l'ora di realizzarsi: ognuno di noi, nel profondo, almeno una volta, aveva pensato al futuro e io, certamente, non ero da meno. Anzi, per tutta una vita avevo sprecato il mio presente a cercare un futuro diverso dal passato, lo stesso in cui avevo nascosto una parte di me fino a farla esplodere.
"Perché questa domanda?" ricambiai, avvicinandomi al suo corpo ancora nudo.
Da quando Gus Butler era entrato nella mia vita, a dire il vero, avevo ancora più paura del futuro, paura di un futuro senza di lui, l'ancora grazie alla quale mi ero aggrappata con tutta me stessa al presente ed ero rinata.
"Sai, di solito dopo aver fatto l'amore si parla, si scherza, ma non ci si pongono domande simili..." aggiunsi, impaurita da quella domanda che come un fulmine a ciel sereno era balenata nella mia mente.
Sin da bambina, pensando al mio futuro, avevo immaginato una vita felice, piena di realizzazioni lavorative e di amore da parte dal mio sempre futuro marito. In fondo questo è tutto ciò che pensano e in cui sperano le bambine: un lavoro, l'amore e i figli.
Ma nel momento in cui credi di aver trovato l'amore tutte queste certezze svaniscono e cominci a chiederti: ci sarà lui nel mio futuro?
Questo sostanzialmente era il mio pensiero dal momento in cui i nostri occhi così simili si erano incontrati e le nostre anime congiunte.
"Le coppie che fanno l'amore non si pongono queste domande perché hanno paura dell'angoscia che quest'ultime portano, ma, Bella, io sono stanco di avere paura, stanco di fuggire dai pensieri della mia stessa mente." ammise, stringendomi forte a sé.
Immediatamente, fra le sue braccia, mi sentii a casa, protetta e riparata da tutte quelle spaventose domande.
Che poi casa non è altro che un luogo dove c'è amore, ma allora perché solo al suo fianco mi sentivo amata e felice?
"Ho sempre desiderato fare la scrittrice, avere un ufficio tutto mio, pieno di scartoffie e appunti, sai, abbastanza incasinato come la mia personalità. Un'ufficio enorme, con vetrate da cui osservare tutta New York, dove passare la maggior parte della giornata sorseggiando caffè e raccontando tutte le storie sognate dal mio cuore. Il mio sogno, da quando ho sei anni, è pubblicare un libro, un libro attraverso il quale far trasparire tutte le mie emozioni e paure, un libro attraverso il quale sentirmi capita e apprezzata per quello che sono." raccontai, svelando per la prima volta in vita mia il mio modo di vedere il futuro.
"E poi?" chiese e nel buio potei vedere un piccolo grande sorriso.
"E poi mi immagino con dei bambini..." provai a spiegare, ma, ovviamente, venni interrotta.
"Cioè con dei bambini ma senza marito?"
Mi era mancato Gus sono un'idiota Butler...
"No, scemo, certo che mi immagino anche con un marito!" sbuffai, per poi continuare a immaginare il futuro.
Passammo più di un'ora a bisticciare e organizzare i dettagli di un'ipotetica futura vita, quando all'improvviso mi resi conto che grazie a quel discorso avevamo evitato di parlare della sua paura.
"E tu? Pensi mai al futuro?" sussurrai.
Eravamo soli in quella camera da letto che ormai era il nostro nido d'amore, soli e avvolti nell'oscurità, eppure mai mi ero sentita così completa nella solitudine, neanche quando intorno a me c'erano centinaia e centinaia di persone.
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Amore Bugia Gioco.
Novela JuvenilNell'alta società molto spesso si confonde l'avere con l'essere, i Soldi con i Sentimenti e la Fiducia con il Fondo fiduciario. Bella Mullen è un angelo sperduto, dalle ali nere, che per tutta la vita non ha fatto altro che affondare gli artigli nel...
