Canzoni per il capitolo:
Craig David- 7 Days.
John Legend- Save Room.
Le speranze di Gus quella notte vennero infrante, nei miei sogni vi fu il vuoto più totale e alla mattina, l'idea di rivedere quel ragazzo in fuga procurava in me diverse sensazioni.
Temevo per ciò che avrebbe potuto dire, ma anche per i motivi per cui si era assentato.
Mi preparai, indossai l'uniforme e dopo aver fatto colazione e ignorati mia madre e Leopold, andai a scuola.
Dalla festa di famiglia avevo cercato di ignorare il più possibile i due innamorati, ma, era inevitabile trovarseli mattina e sera appiccicati come due cozze. Se la cosa mi andava bene? Certo che no. Se avessi potuto fare qualcosa? Nemmeno.
La sopportazione, in quel caso, era la mia unica arma di difesa e dopo tutto, essendo spesso coinvolti in viaggi di piacere, la loro presenza non risultava così fastidiosa... se solo mio padre non fosse stato a migliaia di chilometri da noi!
Quell'ultimo mese era stato piuttosto duro, poche feste, pochi divertimenti e tante preoccupazioni, ma alla fine, eravamo pur sempre oltre la metà di ottobre e presto ci sarebbe stata la mia festa preferita: Halloween.
Non vi era una ragione precisa per cui amassi quel giorno, il trentuno ottobre, semplicemente da sempre era l'unico giorno all'anno in cui ero libera di diventare con Jasmine e gli altri una persona diversa.
"Buongiorno Bella." mi salutò la mia migliore amica, non appena mi vide.
"Allora, pensi di dirmi che cosa è successo con Gus?" sussurrò al mio orecchio, saltando ogni convenevole.
Avrei mentito, decisamente si. Avrei custodito il nostro segreto per sempre e mai avrei rivelato ciò che era accaduto quel dodici ottobre.
"N-niente, perché?" deglutii a fatica. Purtroppo, non sempre ero un'ottima bugiarda.
"So che è successo qualcosa fra voi e il fatto che tutti ieri pensassero la stessa cosa, beh, significherà pur sempre qualcosa, non ti pare?"
Cosa potevo inventarmi? Avevo bisogno di una scusa credibile, dal momento che lei era l'unica a scoprire le mie menzogne.
"Anche se fosse successo qualcosa, in che modo ciò potrebbe aver influenzato la partenza di Gus?" chiesi con indifferenza, anche se quella domanda mi aveva tormentato per tutta la notte.
Veramente, non riuscivo a trovare una spiegazione plausibile al misterioso allontanamento di Gus, non che mi interessasse, ma se fosse avvenuto a causa mia, beh, mi sarei sentita in colpa.
"Questo me lo devi dire tu..."
"No, Mina. Dico davvero, non so perché Gus sia partito, probabilmente, sarà già tornato e comunque, se ti chiedi cosa sia successo alla festa dei Mullen, sappi che abbiamo solo parlato. Solo parlato."
"E così abbiamo solo parlato?"
Gus era dietro di me, le sue labbra poggiate al mio orecchio e senza farsi vedere da nessuno, la sua mano destra aveva sfiorato la mia.
Per fortuna, Jasmine non lo aveva sentito o per me sarebbe stata la fine.
"Gus, che piacere sapere che sei tornato!" esclamai abbracciandolo.
Stare al gioco era l'unica soluzione per evitare che la verità venisse fuori e quindi, avrei seguito questo suo gioco perverso ovunque avesse voluto portarmi.
"Ammettilo che ti sono mancato anche solo un pochino!" scherzò.
Mina ci guardava perplessa e io stessa ero stupita da tutta quella confidenza ma poco importava.
"E così voi siete diventati amiconi per la pelle!" constatò Aaron, che, insieme al gruppo, ci aveva raggiunti.
Eravamo nel cortile della scuola, vicini all'entrata e quasi tutti gli studenti ci fissavano.
"Non potrei mai disdegnare l'amicizia di Bella, giusto?" rise Gus.
Cameron già si era affrettato a baciarmi e ad abbracciarmi come faceva solitamente, non tanto per marcare il territorio, quanto perché per lui quella era la solita routine.
"E io non potrei mai odiare Gus, giusto? Dopo tutto, i nostri genitori sono soci in affari e alla festa in onore al contratto firmato, abbiamo avuto modo di appianare le nostre divergenze."
Sicuramente era andata così, sicuramente. Ricordò il mio subconscio.
"Proprio così!" annuì quello stupido di Gus.
Ben presto i miei amici cominciarono a chiedergli della sua misteriosa scomparsa, ma, furbamente, eluse tutte le domande e alla fine, nessuno seppe mai davvero il perché del suo viaggio in Europa. Nessuno tranne me.
"Almeno a me puoi dire perché sei andato dall'altra parte del mondo all'improvviso." mormorai, non appena restammo soli in classe.
"Bella, sono quasi tentato di dirtelo, sai? Ma cosa potrei mai guadagnarci e poi, per quale motivo tutta questa curiosità? Hai forse paura che i tuoi segreti vengano svelati?" ribatté, mordendosi il labbro inferiore.
Le sue labbra erano così invitati e morbide che a veder quel gesto, una strana voglia mi pervase.
"Sh! Non parlare così di quella cosa, qualcuno potrebbe sentirci." dissi contrariata.
Chiunque avrebbe potuto sentirci, semplicemente passando per il corridoio e non era nei miei programmi essere lasciata da Cameron, sebbene era pressoché impossibile che una cosa simile accadesse.
"Quale cosa, Bella?"
"Ti riferisci forse a questa cosa?" sussurrò, avvicinandosi a me e posando le sue grandi mani sui miei fianchi.
Mi mancò il respiro, il mio cuore sembrò accelerare e quella era solo una sua stupida provocazione.
Lui era un diavolo malvagio che tentava di far peccare l'angelo che era in me.
"Piantala, Gus! Ne abbiamo già parlato abbastanza."
Non poteva baciarmi di nuovo e soprattutto, perché mai avrebbe dovuto farlo?
Io non gli interessavo né c'era dell'attrazione fra noi, perché mai avrebbe dovuto fare di nuovo una cosa simile?
Senza perdere altro tempo, me lo scrollai di dosso e mi allontanai.
"Non vuoi dirmi perché sei partito? Perfetto. Noi non siamo amici e non lo saremo mai, tieniti i tuoi motivi, tieniti le tue ragioni, ma, dannazione, stammi lontano!" lo pregai, cercando di moderare il tono della voce.
Non potevamo andare avanti così, non poteva cercare di baciarmi ogni qual volta volesse. Non ero la sua bambola né mai lo sarei stata.
"Sono partito per evitare questo. Perché, Bella, hai completamente ragione a dire che non siamo e non saremo mai amici, hai completamente ragione e io, ogni volta che ti vedo, perdo la testa e si, mi prometto di non rifare sempre gli stessi errori, ma con te non ci riesco."
Quel discorso era così privo di senso, quelle parole sottintendevano dell'altro, ma avevo troppa paura di andare a fondo, per lo meno, era ancora troppo presto per farlo.
"Non so cosa significhi tutto ciò, ma stammi lontano."
Non aspettai una risposta, uscii dalla classe e raggiunsi alcune mie amiche che, però, non facevano parte del nostro gruppo di amici.
"Allora, ragazze, che ne pensate del nuovo arrivato? Mi pare si chiami Gus Butler!" esclamò entusiasta una di quelle ragazze.
"Girano davvero tante voci sul suo conto. E' così misterioso, ma dicci Bella, com'è realmente Gus Butler?" domandò un'altra.
Bella domanda, veramente bella domanda. Com'era realmente Gus Butler?
Oltre che un ragazzo stronzo, dalle mille personalità e dal sarcasmo pungente, in realtà, non avrei saputo dire altro.
"Che genere di voci girano sul suo conto?" chiesi, invece, presa dalla curiosità.
Il peso di quella risposta, però, non fu in grado di reggere la leggerezza di quella domanda.
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Amore Bugia Gioco.
Fiksi RemajaNell'alta società molto spesso si confonde l'avere con l'essere, i Soldi con i Sentimenti e la Fiducia con il Fondo fiduciario. Bella Mullen è un angelo sperduto, dalle ali nere, che per tutta la vita non ha fatto altro che affondare gli artigli nel...
