Harry
Avevamo fatto sesso per due volte nello stesso pomeriggio. Odiavo James e il suo modo di abbindolare la mia mente. Era a conoscenza dei miei sentimenti per lui eppure se ne fotteva il cazzo. Se voleva fare sesso mi chiamava e anche con frequenza. Avevo così tante domande che non sapevo da dove iniziare. Per lui niente era mai stato amore, c'era solo amicizia e divertimento. Quanto vorrei che fosse così anche per me, mi dissi.
Dopo quel secondo round ci mise poco tempo ad addormentarsi, così ne approfittai per sgusciare lentamente fuori di lì. Ogni minuto lì dentro mi uccideva. Tornai nel mio dormitorio notando che il mio coinquilino non c'era. Era più dalla sua ragazza che li, ma per me non era affatto un problema, anzi. Avrebbe voluto che gli parlassi di ciò che era successo e sinceramente non mi andava.
Avevo rabbia, paura e agitazione. Era così che James mi riduceva. Ogni santa volta. Mi bagnai il viso con acqua fredda e mi fissai allo specchio. Quanto potevo essere patetico?
Da quanto ero il suo giocattolino? Sarebbe stato così facile se non avessimo un legame così importante come il Club ...
- Harry? Ci sei? -
Era tornato. Sospirai, pronto a subirmi il suo quarto grado.
Uscii dal bagno, sembravo un cazzo di bambino offeso per non aver avuto il suo giocattolino preferito dalla madre.
- minchia amico, che faccia -
- senti, non c'è la faccio più - mi sedetti a peso morto sul mio letto. Lui mi seguì sedendosi accanto a me.
- avanti, racconta. Ha fatto di nuovo lo stronzo?- chiese, anche se sapeva già la risposta.
Annuii.
- se lo incontro per strada lo pesto! -
- non dire cazzate Jace. Lui è fatto così dopotutto- abbassai gli occhi.
- smettila di difenderlo! Harry, ti sta facendo del male, lo capisci? Da quando siete tornati a divertirvi, se così posso dirlo, sei peggio di prima, cazzo!-
- un sentimento non va via in due giorni -
- lo so, però tu non ci hai neanche provato. Hai atteso due mesi affinché lui tornasse da te-
Sospirai. Era vero, lui diceva sempre il vero.
Non ci avevo neanche provato e non avevo intenzione di farlo. James era troppo importante per me.
- sai bene che penso, posso odiarlo quanto vuoi ma se poi me lo trovo davanti, io...-
- cederesti -
Annuii. Era la dura realtà. Era ovvio che ogni giorno mi maledivo da solo per ciò che provavo, ma quando lo vedevo o sentivo la sua voce mi si calcellava tutto.
- maledetta merda! Non hai idea di quanto lo odio! Vorrei proprio vederlo in faccia, sai!?-
Sorrisi.
- ti innamoreresti - scherzai.
- non penso proprio! Sono anche bi, ma un ragazzo del genere è tutto tranne che attraente per me! Tu lascia stare, sei un caso a parte da studiare-
Gli diedi una spinta amichevole e poi lui si fece un po' più serio, mi accarezzò la schiena per confortarmi.
- comunque posso tollerare che tu stia ancora in piedi, ma un'altra cazzata che fa nessuno mi fermerà nell'andargli a parlare, okay?-
- posso farcela, tranquillo -
- io ti sto avvertendo - disse. Io lo guardai.
- adesso mi minacci anche?-
- ovvio! E fidati che minaccerò anche lui-
Quando ci si metteva sapeva essere davvero un rompipalle impiccione, ma senza di lui non sapevo cosa avrei fatto. Era una mano santa che mi stava aiutando a non cadere nell'oblio totale. Gli dovevo molto.
- stasera andrò a dormire dalla mia ragazza, mi prometti che non tenterai il suicidio? Oppure che non andrai da lui?- si alzò.
- per chi mi hai preso!? -
- tu rispondimi! - incrociò le braccia davanti al petto. Sospirai.
- non andrò da lui e non tenterò di ammazzarmi, contento?-
- bravo ragazzo! Ci vediamo domani mattina a lezione!-
Mi lasciò un bacio sulla fronte, prese il borsone per il cambio e lasciò la stanza. Quel silenzio era malevolo per me, non faceva che mettere più alla luce i miei pensieri. Mi domandavo per quanto altro tempo avrei resistito.
James
Al mio risveglio ero da solo. Harry se ne era andato di nuovo da solo come un animaletto in fuga. Agli inizi sembrava tutto più facile, lui era più attivo ed energico e a volte aspettava il mio risveglio prima di andarsene. Invece quella era stata la terza volta ... La terza volta che scappava. Aveva paura di qualcosa ma non capivo cosa, forse però ero io a rifiutarmi di capire. A letto avevamo una sintonia particolare ed eccitante, un legame che non avresti con le tue scappatelle serali. Con lui era diverso, c'era più passione.
Eppure era soltanto sesso per me. Ma per lui? Per quanto tempo avrei ignorato tutto? Non volevo che lui stesse male, ma io non volevo legarmi a lui, era più forte di me.
Quando tornai nel mio solitario dormitorio ero abbastanza contento di aver conosciuto il famoso fratellino di Matt Ryle. Mostrò un bello spirito competitivo e un eccellente coraggio, anche se non si sarebbe aspettato che la prova finale per entrare valeva anche per lui. Lo avremmo colto in un momento inusuale per portarlo con noi. Lì avrebbe dovuto sfoderare la sua intelligenza bendato, isolato dal mondo. Scrissi un veloce messaggio a Hugo per capire se avesse convinto l'altro ragazzo, e mi diede una conferma lieve. Perfetto, avevamo un ennesimo ragazzo difficile.
Se ci fosse stato il mio di fratello, probabilmente non sarebbe voluto entrare nessuno. Era stato un cazzo di poliziotto. I miei pensieri passarono ad Harry, che era scomparso da un bel po' di ore. Non si era presentato neanche a casa di Toby. Lo chiamai.
- si? - disse.
- che fine hai fatto? Non sei venuto da Toby, abbiamo conosciuto il fratello di Matt-
- non me la sentivo, avrò modo di farlo più in la-
La voce era senza espressione.
- che hai? Ancora incazzato per quella cosa?-
- tu che credi!? - si irritò
- te la stai prendendo troppo. Io non ti ho mai impedito di distrarti con altri-
- sono io che non voglio farlo, cazzo!-
- e io che posso farci? Sono il primo a dirti che dovresti farti altri fuori di me... Lo dico per te-
Rise amaro, lo avevo sentito.
- sei patetico, James. Tu non vuoi davvero capire niente. Il primo che ha sbagliato sei stato tu-
- sei tu che ti sei legato a me, non io -
- sei tu che mi hai ricercato ... -
Aprii la bocca per parlare ma lui mi riattaccò in faccia. Sbuffai. Il nostro rapporto si era complicato molto ultimamente, non sapevo dove mettergli posto nella mia mente, tante erano le cose a cui pensavo. Avevamo la prova delle matricole, non poteva mancare. Beh avrei fatto in modo che fosse contattato da altri, era l'unico modo. Sapevo che i suoi sentimenti avrebbero squilibrato tutto.
*Autrice*
In foto, Hugo Fraser <3
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Posh
AdventureUn gruppo di ragazzi londinesi che fanno parte dell'università di Oxford, mettono in atto tutta la loro follia per passare alla storia inglese. Sono affascinanti, ricchi, edonisti e terribilmente rumorosi. Il loro pezzo importante oltre ai loro imm...
