undici

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Miles

Le lezioni di quel giorno erano state strazianti, per la prima volta da quando ero arrivato le avevo seguite tutte con solamente tre pause di mezz'ora. Fortunatamente c'era Kate che mi faceva rilassare e stare bene, le dovevo già molto. Stanco, tornai nel dormitorio e lei mi stava accompagnando, aprii la porta stranamente aperta e mi congelai. La stanza era un caos, c'erano i miei libri strappati e sparsi nel pavimento, scritte sui muri e striscioni ovunque. Entrai lentamente ed in silenzio, non sapevo cosa dire, il fiato mi era morto in gola.

- cazzo Miles ... - disse Kate sconcertata quanto me.

Non capii nulla finché non vidi la scritta sullo specchio "welcome to Riot Club" .
Ero decisamente più tranquillo. Erano stati loro e mi avevano preso.

- sono stati loro, mi hanno preso- dissi.
- e quando prendono qualcuno fanno così? - chiese lei
- beh ... Un po' me lo aspettavo da loro - risi.
- guarda il computer Miles - Lei lo prese, era distrutto totalmente. Rabbrividii
- ci sono andati dentro pesanti - ammisi.

Lei restò con me ma poi le concessi di andare via tranquillamente. Avrei messo tutto in ordine da solo. Sul cuscino trovai inciso il numero di telefono di Hugo e me lo segnai. Sorrisi ... Evidentemente ancora non avevo realizzato.
La cosa che mi fece ridere era che mi avevano anche strappato due maglioncini, fortunatamente non dei miei migliori. Sei entrato nel mondo dei pazzi fuori di testa Miles, pensai tra me e me.









Harry

Sapevo che sarebbe successo un casino, anzi avevo timore che James potesse colpire anche Jace. Restai in camera steso sul letto come una salma, fissando il soffitto attendendo che il mio amico tornasse. Mi aveva insistito tutto il tempo e alla fine cedetti, dicendogli il numero della stanza. Conoscevo James, sapevo che se la sarebbe presa anche con me, ma lui faceva una cosa alla volta con calma. Una calma spaventosa.
Quando sentii la toppa della porta aprirsi balzai in piedi e vidi Jace tornare in stanza. Fui sollevato di vederlo tutto intero.

- allora? - chiesi subito.
- mi ha minacciato di darmi un pugno anche a me se non mi faccio i cazzi miei- rise amaro.
- è tipico di James minacciare -
- beh comunque gli ho detto che deve farti vivere più serenamente, deve lasciarti stare-

Ebbi una fitta al petto. Io non volevo che lui mi lasciasse andare, ma sembrava l'unica soluzione per essere felice a quanto pare.

- facciamo parte dello stesso club, è impossibile che accada- dissi con certezza.
- deve smettere di colpirti o farti del male, se non ti vuole non deve chiamarti più -
Annuii, era un pensiero spaventoso quello.

Poco dopo si andò a cambiare e io sbuffai sonoramente. Non ne potevo più.
Mi affacciai in bagno e mi poggiai allo stipite della porta bianca scorrevole.

- comunque grazie per avermi difeso. Molti reputano James un ragazzo dannatamente attraente e spaventoso- sorrisi.
- è vero, ha una bellezza non indifferente ma non lo giustificano dalle sue azioni-
- te lo dicevo che lo avresti trovato bello - lui mi guardò male mentre infilava i pantaloni.
- si è bello, capisco anche perché tu ti sia innamorato, ma ricordati di non giustificarlo mai per il male che fa-

Già, io ero innamorato perso di James Leighton e non potevo farci niente. Lo lasciai cambiarsi e io mi misi sotto le coperte mentre pensavo alla mia sorte. Si sarebbe incazzato con me, lo sapevo e non mi importava.
Senza rendermene conto mi addormentai e mi svegliai tre orette dopo, avevo il telefono invaso di chiamate di James e altre da compagni di corso. Eccolo, pensai.
Con il fiato corto lo richiamai.

- c'è l'hai fatta Harry - disse serio.
- che vuoi? - chiesi velocemente
- da quando non sai più difenderti da solo? Adesso mandi le guardie del corpo?-
- è stato lui ad insistere, sai si chiama temerci ai propri amici! Credo che tu non conosca questo modo- lo provocai.
- smettila di fare il bambino Harry, se vuoi chiarire sai dove sono-
- con te non devo chiarire niente, devo starti solo alla larga-

Lui rise amaro, lo avevo sentito, ma chiusi la chiamata prima che potesse rispondere. L'aveva presa meglio del previsto, forse che perché reputava Jace una vera "minaccia" per lui. Grandissimo coglione edonista.
Tra i vari messaggi trovai delle raccomandazioni da parte di Toby... L'indomani sera ci sarebbe stata la cena.
Eravamo stati banditi nella maggior parte dei ristoranti della città, era sempre più difficile trovare un posto ma quella volta Toby lo trovò. Era un ristopub un po' lontano ma per noi non era mai un problema. Ci avrebbero riservato il loro tavolo migliore e con l'argenteria più valorosa che avevano, erano già stati avvertiti per telefono. Era un vero rito fare questa cena ogni inizio anno scolastico, così che potessimo caricarci per bene per il susseguire delle cose.
Come di rito, dovevamo indossare il vestito comune a tutti, sembravamo bambini gemelli. Era come se dovessimo andare ad un importante cena di gala, ma in realtà dovevamo solo farci vedere, apparire ... Farci riconoscere.

Lo tirai fuori dal mio armadio, tolsi la pellicola protettiva che lo avvolgeva e lo appesi fuori da una delle ante del mobile. La fissai.
Era la seconda cena che facevo con il club e sembrava di farla da una vita. Sospirai, forse avrei dovuto stirarla.

- hai la cena domani?- chiese Jace.
- si, esatto. Ho ansia - ammisi, lui mi raggiunse per guardare meglio il vestito - andiamo Harry, è una cena dopotutto-

No, non lo era. Sarebbe successo l'inverosimile lì dentro, come sempre. Ed era spaventoso. Io amavo fare parte del club, fare casino e risolvere tutto con i soldi, ma in quel periodo non ero in me. Non lo ero per colpa di James.














*Autrice*

Mannaggia a James e alle sue manie di
Controllo ...
Comunque, come procede la lettura? <3

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