tredici

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James

Provai il completo la sera prima della cena. Era importante che fosse perfetto e soprattutto che mi stesse ancora bene. Avevo fatto molta più palestra in quell'estate, eppure la giacca mi stava ancora bene. Mi fissai allo specchio per una buona mezz'ora e rimasi in silenzio. Perché c'è qualcosa che non va? Perché mi sento strano? Pensai.
Ultimamente avevo la testa altrove, non pensavo a ciò che facevo e spesso mi isolavo. Non era da me.
La tolsi infretta e mi misi nel letto, provando in vano a dormire.
Harry, il mio pensiero era sempre lui. Avevamo litigato di nuovo e lo avevo colpito. Era strano pensarlo, non mi pentivo mai di ciò che facevo, eppure dopo la visita del suo coinquilino ci avevo riflettuto. Lui credeva di appartenermi, che noi avessimo qualcosa di importante da tenere saldo, ma non era così. Io lo amavo quando eravamo a letto assieme, quando il suo corpo caldo si attaccava al mio bollente e creavano una soave danza ritmica che li faceva combaciare perfettamente. Le sue labbra erano perfette e piene, perfette per le mie sottili. Però, non eravamo una cosa sola per il resto, non per me.

La mattina dopo saltai tutte le lezioni, feci una passeggiata lungo il giardino del campus e mi vidi con un mio amico per parlare un po'. Lo stavo trascurando molto ultimamente.

- ciao scusami - sentii una voce femminile parlarmi da dietro. Ero seduto con la schiena poggiata su un albero, mi voltai.
Faceva il mio stesso corso di letteratura inglese.

- si? - dissi cortese.
- sono Amanda, piacere di conoscerti. Frequentiamo tre stessi corsi-
Le sorrisi e poco dopo si sedette vicino a me.
- si, infatti il tuo viso non mi è nuovo - risposi.
- ti va di conoscerci meglio? -

Titubai a quella domanda. Non ero in vena per niente di conoscere gente nuova, soprattutto se una ragazza.

- beh.. si dai - ero vago e lei lo notò.
- ti da fastidio? - mi chiese. Sospirai - no non mi dà fastidio, solo non ci sto con la testa ultimamente -
- beh, capitano a tutti giornate no, giusto? Se vuoi posso tranquillizzarti. Qui non c'è nessuno adesso-

Il suo tono era particolarmente basso e sensuale. Eravamo isolati da tutti e lei stava allungando le mani verso la patta dei miei pantaloni. Stava passando i polpastrelli nella mia cintura e poi sbottonò un bottone. Annaspai.

- no ferma, che fai? - provai a dire. Non avrebbe mai funzionato e se ne sarebbe accorta.
- andiamo James, non ti stressare. È una cosa veloce- sorrise.

Dopo la cinta e il bottone, fece scendere la zip dei pantaloni e iniziò a toccare il mio amichetto con lentezza come se fosse un cagnolino. Sentivo il viso caldo e avevo l'istinto di chiudere gli occhi e lasciarmi andare. Ma era una ragazza, e le ragazze non mi piacevano in quel senso. Infatti, non abbassò neanche i miei boxer vedendo che non ero eccitato abbastanza per lei. Io nel mentre mi guardavo attorno per vedere che non passasse nessuno.

- che ti prende? - chiese lei.
- semplice, non mi ecciti. Cosa c'è da capire?- il mio tono si fece pesante. - e perché? Cos'ho che non va?- era infastidita.
- che vuoi che ne sappia? Non comando il mio uccello- sorrisi sinistro.

Sei una ragazza, volevo dirle.
Mi infastidiva molto quando non si alzava e non collaborava con me. Ero sicuro che un lavoretto di bocca mi avrebbe aiutato molto a rilassarmi, ma a quanto pare era la persona meno indicata per farlo. Un ragazzo, mi serviva un maschio. Infastidita, lei andò via senza dire niente e io mi rivestii velocemente, mi alzai e mi diressi da una sola persona, l'unica che mi avrebbe soddisfatto come volevo io e come solo sui poteva e sapeva fare.







Allistair

Presi appuntamento con Dimitrij nella sua stanza per vedere il famoso completo per la cena. Sapevo com'erano fatti, avevo visto quel vestito l'estate prima nell'armadio di Matt ed era bellissimo. Ammisi che avrei sempre voluto indossarlo anche io, e si stava avverando. Bussai e lui subito mi aprì regalandomi un bel sorriso smagliante. Era interessante.

- sei anche in anticipo, mi piace - ammise.
- è il mio solito - mi atteggiai.
- bene, meglio! L'ho appena stirato, se hai lo stesso fisico di tuo fratello Matt ti sarà d'incanto-

Me lo passò, mi propose di andare in bagno per cambiarmi ma restai li, davanti a lui. Gli sguardi che mi lanciava ogni volta che eravamo assieme erano interessanti e profondi, erano quei sguardi che ti lasciavano il segno, che in qualche modo ti restavano dentro. Amavo provocare le persone e amavo essere provocato.
Lui passò lo sguardo lungo tutta la mia nuda figura e sorrise debolmente, aveva apprezzato e lo sapevo. Misi il completo sentendo un calore forte... Era calore del potere? O era eccitazione del momento? Forse, entrambi.

- lo dicevo io, ti sta benissimo, non devo neanche modificarlo- sorrise, sbucando da dietro la mia schiena.
- già ... - dissi.

Dimitrij mi toccò le spalle e fece scivolare le mani lungo tutte le braccia con una delicatezza disarmante. Io deglutii nervoso al contatto. Subito dopo mi toccò la vita stretta e per qualche istante tenne le mani li.

- dim? - dissi.
- si? - rispose con voce fievole.
- che ne diresti di divertirti un po'? -
- divertirci? E come? -

Mi voltai di scatto verso di lui, presi il suo viso tra le mani e lo baciai. Era un bacio violento e veloce, facendo notare che ne avevamo bisogno entrambi. Scesi dall'altarino e camminammo senza staccarci dal bacio fino a toccare il divano letto, ancora però chiuso. Caddi di schiena con il suo corpo che mi sovrastava, ci spogliammo a vicenda e io sentivo la mia biancheria stretta e gonfia, lui lo stesso. Lui prese velocemente un lubrificante dal comodino e lo mise un po' su due dita, per poi entrare in me, muovendo le dita in modo graduale. Gemetti forte e lui subito dopo con me.

- per favore non farmi attendere - dissi sospirando.

Vidi lui sorridere sinistro e mentre massaggiava il mio membro e io il suo, lui entrò in me con un colpo secco e deciso. Quasi urlai dal dolore che subito dopo che iniziò a muoversi si trasformò solo in piacere, si mosse con decisione ed esperienza. Posai le mani sulle sue spalle e a volte gli passavo le dita tra i capelli morbidi e neri.
La sua pelle scura combaciava perfettamente con la mia, e le mie supposizioni su di lui erano state di gran lunga superate.

- cazzo Allistair - disse lui gemendo.
- non ti fermare ...- dissi.

Lui ci mise tutto se stesso e lo notai, quasi ero certo di non riuscire a camminare per un po' di minuti.
Alla fine cedetti, venni sporcando entrambi i nostri ventri e lui subito dopo dentro di me, gemendo lentamente. La sua voce era eccitante.

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