-Bill, ora dobbiamo andare, si staranno preoccupando...- dissi al mio bel ragazzo guardando le chiamate dei ragazzi arrivare.
-Okay... fammi salutare le ragazze ed arrivo. Aspettami- disse dandomi un bacio.
-Okay, sono qua fuori- sorrisi ed uscì salutandole in modo allegro.
Bill.
Guardai la bella ragazza uscire e mi morsi il labbro, poi mi girai verso le ragazze che ridevano.
-Allora ragazze, ora voi due vi riposate, dormite tranquille e domani io, Tom, Georg, Gustav e i Nakama vi porteremo dei regali, okay?- dissi e loro annuirono.
-Bill, posso chiederti un abbraccio?- chiese timidamente la ragazza castana.
Pensai che fossero così tenere che non le potessi lasciare là da sole.
-Sì, certo- mi avvicinai e l'abbracciai stando attento a non farle male.
-Grazie- sussurrò lei arrossendo.
-Anche a me!?- supplicò l'altra.
E così feci, le abbracciai entrambe ed uscii dalla stanza.
Mary aveva una faccia strana, sorrideva ma non sembrava felice, le presi per mano facendola sussultare per poi dirigerci verso la macchina.
-Hey, piccola. Che hai?- chiesi allacciandomi la cintura.
-Niente, pensavo... Ria ha fatto una cazzata, ma tuo fratello forse ha esagerato- disse lei preoccupata.
-Conosco Tom. Passeranno la notte assieme, fanno ciò che devono fare e poi fanno pace- dissi scherzando, anche se non del tutto, mio fratello per farsi perdonare da Ria faceva sempre così e viceversa.
-Oh, va bene. Sono felice che le ragazze stiano bene... anche se...- si interruppe e rimase a guardare la strada davanti a sé.
-Anche se?- chiesi alternando lo sguardo tra lei e la strada.
-Anche se loro siano due bambine che ti amano... e ora ho capito che io fossi come loro. Poi ti sei innamorato di me, ma io ero così, volevo abbracciarti, baciarti, vederti, sentirti cantare dal vivo, farti i complimenti e saltarti addosso di nuovo. Non so come io sia riuscita a farmi amare da te...-
-Ma?- domandai sapendo che quello fosse solo l'aspetto positivo del discorso.
-Ma restando con te faccio soffrire mille altre fan che di sicuro ti conoscono meglio di me... e questo non lo sopporto, ti ho rubato a loro. Io gioco, rido, parlo con te infrangendo i sogni di altre ragazze. Quando le due ragazze hanno chiesto di abbracciarti, io mi sono sentita molto triste. Non per gelosia, ma per il fatto che loro non ti abbiano mai visto e ora che ti hanno visto desideranno non solo abbracciarti, ma baciarti, fare foto e altre mille cose che tu non potrai dargli perché stai con me- iniziò a lacrimare già da metà discorso e poi alla verso fine si calmò.
Si stava facendo troppi problemi, potevo immaginare la sua tristezza, ma non era così.
Abbassò lo sguardo appena il semaforo divenne rosso ed io le rialzai lo sguardo con le mie dita tatuate sorridendo.
Ora toccava a me.
-Io sto con te perché ti amo. Ho scelto te, tra milioni e miliardi di altre ragazze. Ho scelto te perché quando ho sentito per la prima volta una tua canzone ed ho visto il video, ho visto una ragazza bellissima, talentuosa e dannatamente brava... quando ci siamo incontrati, ho sentito come se ti conoscessi già, ho capito poi che fossi una fan e mi sono stupito, ho pensato "Hey, cazzo, ha riconosciuto Pumba e non mi è nemmeno saltata addosso: fantastico! Deve essere una ragazza speciale ed intelligente!". La notte non ho fatto altro che sognarti, ho pensato e ripensato a te, ho parlato con Tom, ti ho descritta e lui ha pensato che magari, se ti avessimo incontrata di nuovo, io ti avrei dovuto conoscere sì o sì... e sai perché? Perché sei ciò che ho sempre desiderato. Fisicamente, caratterialmente, in tutto e per tutto- la baciai dolcemente e, come sempre, trasformai quel bacio delicato in uno appassionato.
Appena ci staccammo, lei mi fece la linguaccia e io risi ricambiando.
Appena divenne verde, tornammo a casa.
Lei mi accarezzava i capelli con la sua mano e sorrideva, mentre io tenevo la mia mano destra sulla sua coscia.
-Oggi, resti con me... tutta la notte- dissi mentre parcheggiavo, la vidi arrossire.
-Ma non ho vestiti...- disse lei imbarazzata.
-Tranquilla, ti presto una mia maglietta, ti stanno a vestito- scherzai facendo riferimento alla sua bassa statura.
-Non ti permettere!- ridacchiò dandomi una pacca sulla spalla.
-Non ti ho detto nana, l'ho solo fatto capire- mi giustificai ridendo.
Le luci di casa erano spende e ciò mi sembrò strano ma poi ricordai che Tom fosse da Ria per "chiarire".
-Vieni!- dissi prendendole la mano e portandola all'interno della casa.
Entrai in camera di Tom e presi una mia maglietta a caso dall'armadio.
Non sapevo perché, però Tom nell'armadio aveva magliette mie.
Mary.
La casa dei gemelli era enorme, non ci facevo mai caso.
Bill entrò nella stanza dove avesse litigato con il fratello un po' di tempo prima ed io gli andai dietro entrando in una fantastica stanza blu.
C'erano disegni di chitarre e chitarre appoggiate per terra, era tutto disordinato ma creavano un'atmosfera da chitarrista rock.
-Tieni, indossa questa- disse Bill chiudendo l'armadio.
-È mia, di qualche anno fa...- disse lui, era una maglietta nera con un disegno al centro.
Mi era familiare ma non importava molto, avrei indossato tutta la notte una sua maglietta, al suo fianco.
Bill mi accompagnò al bagno ed andò in camera sua per cambiarsi.
Mi cambiai sentendomi subito in imbarazzo, la sua maglietta copriva a malapena il mio intimo ed era molto imbarazzante.
-Pensavo fosse più lunga, mi si vede tutto...- sussurrai guardandomi completamente rossa.
Subito dopo realizzai che avessi una maglietta del mio idolo, a casa del mio idolo per dormire col mio idolo perché stessi assieme al mio idolo.
Infondo cosa potevo desiderare di più?
Uscii dal bagno.
-Bill?- lo chiamai.
-Piccola, sono qui- disse lui, seguii la voce che mi portò in una stanza chiara, il letto era disfatto e lui c'era coricato sopra.
Una sedia, sotto davanzale coperto dai bracciali e dalle collane, era piena di vestiti messi alla rinfusa.
La scrivania ospitava fogli scarabocchiati e penne messe in disordine.
-Beh sì, sono molto disordinato, okay? Qualche problema?- ironizó lui.
Scossi la testa e mi buttai sopra di lui stando attenta a non farci male.
Ci addormentammo tranquilli, abbracciati e felici, non era la prima volta che dormissimo assieme, ma la prima a casa sua ed ero felice di ciò.
Non avevamo mai avuto rapporti e quello sarebbe stata un'opportunità straordinaria ma preferimmo aspettare il momento giusto.
Mi svegliai e guardai il telefono "8;17".
Nove messaggi, cinque chiamate, più di trecento messaggi su Whatsapp in otto conversazioni e quaranta notifiche su vari social.
Mi misi seduta sul letto, mi guardai intorno sbuffando e sbadigliando.
Non era la mia stanza così provai a ricordare.
Ero a casa di Bill e Tom.
Spostai le coperte cercando di mandare via il mal di testa, cosa impossibile, così alzai il busto e respirai profondamente.
Staccai il telefono e lo strinsi a me, il mal di testa si fece poco più debole ed io ne approfittai per alzarmi.
Mi alzai e chiamai Bill assonnata.
-Bill, amore, dove sei?- non facevo altro che sbadigliare, era davvero presto.
-Buongiorno, piccola. Sono qui in cucina, vieni...- disse lui.
-Arrivo- dissi uscendo dalla porta con i piedi scalzi.
Amavo sentire il pavimento freddo sotto di me.
Si sentivano delle voci e delle risate, entrai in cucina e...
~Mary.
STAI LEGGENDO
Tokio hotel~Nakama
FanfictionMaria e i suoi amici seguono il loro sogno girando per il mondo cantando e suonando. Per puro caso, in America trovano una bella città dove stabilirsi ed iniziare una nuova vita facendo i conti con la vecchia. Maria riuscirà ad affrontare e lasciare...
