Alle quattro dobbiamo essere in aereoporto.
-Tom, ti vuoi muovere? Sono le 3;47. O ti muovi o ti faccio muovere io, non voglio perdere l'aereo!- lo sgridai arrabbiata.
-Così girerai un film... ahahah no dai, scherzo. Ah, sai che in nervosismo fa male ai bambini, lo sapevi?- ridacchiò lui prendendomi in giro per sdrammatizzare.
Lo guardai male, lui si scusò prendendo la sua valigia ed uscì fuori dalla stanza, gli diedi una botta sulla spalla e chiusi la porta dell'albergo.
Andammo all'aereoporto.
Salutai Vale con un fortissimo abbraccio dato che lui tornasse direttamente in America da Denise.
-Mi mancherai- sussurrai.
Lui sorrise e guardò Bill.
-Prenditi cura dei miei nipotini, durante la mia assenza-
Bill sorride e gli diede un leggero abbraccio.
-Sai bene che lo farò!- esclamò.
Dopo aver fatto tutte le cose da fare prima di partire, salimmo sull'aereo.
Decollammo ed infilai le cuffiette nelle mie orecchie, misi riproduzione casuale e uscì 'No Te Digo Adiós' dei Teen Angels.
La canzone aveva un testo medio triste, parlava di dare l'addio senza dire "addio", come dare l'addio dicendo solo "ciao" sperando di rivedersi.
Atterrammo tranquillamente, le loro mamme andarono ad abbracciarli subito.
Simone e Gordon abbracciarono anche me e i piccini riempendomi di baci.
Andammo a casa di mia suocera.
Era così strano chiamarla così.
Un nomignolo così orribile per una donna dolce e gentile, un vero peccato.
Lì c'erano tanti loro parenti e tante fan che li aspettavano in strada.
Bill scese dalla macchina e, insieme a Jack, cercò di farmi da barriera mentre gli altri ci seguirono tranquilli salutandole.
Entrammo in casa e subito tutti ci raggiunsero, c'erano tanti piccoli scatoloni, pacchi da regalo e cose così.
-Mamma, ma perché tutto questo?- chiese Bill in inglese per far capire anche me.
Ormai parlavano tutti in inglese.
-Emh, ecco... sono dei regali per voi... voi quattro e voi tre- disse guardando i suoi bambini troppo cresciuti e i loro amici per poi indicare me e il pancione.
-Grazie ma non dovevate- dissi.
Gli altri ringraziarono in coro.
-Amore, siediti, lo sai. Non devi sforzare- mi sgridò il mio biondo, feci come mi ordinò sua maestà e mi sedetti su un gradino delle scale.
-Mary, questo è per te- disse Gordon con un sorriso da orecchio a orecchio, mostrava una serie di CD tutti ordinati dentro una scatola colorata.
-Per me? Come mai?- chiesi sorridendo.
-Ti aiuterà a ricordare. I ragazzi li conoscono a memoria, li guardavano tutti i giorni- spiegò ridendo facendo roteare gli occhi.
Abbassai il capo, Bill mi sorrise e mi venne in contro.
-Piccola, lo vedremo assieme, se vuoi- disse lui abbracciandomi, alzai lo sguardo e ringraziai Gordon che andò da Simone per lasciarci soli.
-Qual è il problema?- chiese lui sottovoce.
-Mi piacerebbe ricordare. Ma non so se voglio... dico, voglio ricordare tutto, ma non l'incidente. E se ricordando tutto, ricordo l'incidente...- spiegai confusa.
-Non preoccuparti, ma cosa sai del tuo incidente?- domandò inginocchiandosi davanti a me
-Mia mamma mi ha detto che ero dal mio papà, lui mi ha lasciato uno dei tanti ricordi che ho sulla schiena e poi mi ha lanciato dalla finestra facendomi cadere in mezzo alla strada. Sono atterrata su una macchina, da lì ho perso la memoria, ricordavo solo la mia famiglia e il mio nome, nient'altro- spiegai triste.
-Allora quella foto...- sussurrò collegando il racconto alla foto dell'incidente.
-Già, lui mi ha ridotta così quel giorno- risposi.
-Bill, vieni a guardare quel video! Dai, Billy!- lo chiamò il fratello.
-Ti va di andate?- chiese, mi alzai e lo presi per mano.
Ci mettemmo affianco agli altri.
La televisione illuminò la stanza mostrando una vecchio video.
{Spuntarono Bill e Tom davvero piccoli, avevano circa 5 anni, erano degli scriccioli che giocavano, ridevano e parlavano.
Poi cambiò del tutto il video, lo spazio, il tempo e la casa.
I gemelli erano più grandi.
-Bill, siamo d'estate, che vuoi fare?- chiese Georg non mostrandosi in volto.
-Andiamo al parco? Ho sentito che c'è una famiglia italiana che ci va sempre- disse sorridendo alla telecamera.
-Okay, io vi seguo con la fotocamera- disse Tom dando la telecamera a Bill in modo da tenerla lui sul petto, con una attrezzatura che costruirono loro.
-Okay- risposero.
Il video si bloccò e ripartì quando loro fossero già lì.
-Hey. Guarda quella bimba!-
-Quale?-
-Quella! guardala...-
-Bill, quella dai capelli neri intendi?-
-Sì, non l'ho mai vista prima. È carina, no?-
-Bill... hai 14 anni, lei ne avrà molti di meno...- gli ricordò il fratello.
-Ma chi se ne frega... tanto l'amore non ha età-
Risero entrambi.
Bill andò verso la bimba, lei correva con un bambino che la seguiva.
Era Dany.
Si misero a correre dietro di loro fino a quando il ragazzino si fermò, Georg restò con lui, mentre Bill seguì la bambina, lei correva verso la strada.
-No... fermati, hey! Vieni qui, ci sono le macchine là!-
Urlava Bill ma la bimba continuò a correre facendo ondeggiare i suoi lunghi capelli neri.
Così Bill iniziò a correre più veloce per poi prendere la bimba e buttarsi fuori dalla strada prima che le macchine la toccassero.
-Stai bene?-
-Sì..-
-Io sono Bill, e tu come ti chiami?-
-Mi chiamo Maria, chiamami Mary-}
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Tokio hotel~Nakama
FanfictionMaria e i suoi amici seguono il loro sogno girando per il mondo cantando e suonando. Per puro caso, in America trovano una bella città dove stabilirsi ed iniziare una nuova vita facendo i conti con la vecchia. Maria riuscirà ad affrontare e lasciare...
