Bella giornata, eh?

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Guardai Tom e Ria fare qualche passo in dietro.
Così strinsi la bimba, mentre Tom balbettava il mio nome.
-Che c'è, non siete contenti di vedermi?- rise.
Riconobbi la voce e raggiunsi i due ragazzi che indietreggiavano e mi voltai.
Era davvero lui.
-Dammi la bambina, Bill- suggerì lui.
Scossi la testa.
-Mai e poi mai- marcai le parole.
Ria scappò dentro.
Tom fece per andarsene ma prese un bastone per difendersi.
Una guardia di quel coglione di Luis si avvicinò a me cercando di prendere la bambina.
Tenni stretto la bimba a me e gli diedi un calcio.
Mi sentii un genio ma un semplice calcio non bastava.

Tom iniziò a picchiarsi con una guardia, volavano pugni e colpi da tutte le parti.
Mio fratello era a calvaccioni sopra di quel robusto uomo.
-Bill, dammi la bambina. Ora!- ripeté molto nervoso.
-No. Mai e poi mai!- sbottai io.
Lui aprì la sua giacca e tirò fuori una pistola.

Merda.

Puntò verso di me, poi verso Tom, iniziò a giocherellare a chi mirare per metterci ansia.
Mi girai di spalle e chiusi gli occhi spontaneamente.
Sparò facendo sussultare la bimba che si spaventò iniziando a piangere, girai la faccia vedendo a chi avesse colpito.

Ma anche Tom era in gran forma.
Aveva sparato ad una sua guardia e senza motivo poi rise.
-Voglio quella fottuta bambina- gridò puntandomi la pistola.
Arrivò qualcuno da dietro di me che si buttò su Luis prendendolo a pugni.
Erano poche persone, non vedevo bene quanti e chi potessero essere poiché era tutto sfuocato ma sicuramente li avrei ringraziati.

Riconobbi Sarah che mi prese la bimba recandosi dentro l'edificio.
La bimba continuava a piangere.
Io e Tom ci aiutammo ad alzarci a vicenda per poi entrare dentro al sicuro.
Dentro c'erano le ragazze con il bimbo, ma mancavano Mary, Vale, Georg e Dany.
Poco dopo entrarono tutti e quattro coperti di sangue sulle mani.
-Ma siete pazzi? Aveva una pistola in mano... siete matti?- li sgridai urlando.
Lei abbassò lo sguardo.
-Mary, guardami, perché? Perché sei andata lì? Vuoi farti uccidere? E se ti avesse preso o ucciso? Mary...- la presi da sotto al mento con due dita ed alzai il suo viso.

Stava per piangere di rabbia, si morse il labbro che le tremava poi riabbassò lo sguardo tremando.
-Saresti potuta morire- commentò Tom.
Lei strinse i pugni ed alzò lo sguardo su di me.
Stava bollendo di rabbia.
-Scusa, ma voleva sparare a tre persone importanti per me... volevo proteggerle!- gridò.
Sospirai e la strinsi, lei mi strinse le sue mani sulla schiena e poco dopo si staccò avvicinandosi alla porta e fece per andar via.
-Io vado ad avvisare zio Steve... aspettatemi- avvisò.
-No. Da sola, no!- disse Dany.
-Infatti, è meglio se andassimo tutti assieme- aggiunsi.
La porta era chiusa, ma si aprì di scatto.
-Tranquilli, verrà con me!- disse il bastardo tenendosi lo stomaco dolorante.
Mary si girò e gli mollò un calcio ai coglioni e lui si stese per terra urlando.
Immaginai il dolore provato dopo quel colpo, strizzando gli occhi.
Marty aveva delle gambe davvero forti, dall'erba correre a lunghe distanze per via della sia resistenza atletica e sapeva calciare con tantissima potenza.
-Corriamo, via via!- dissi.

Presi il bimbo in braccio, stando attento a non fargli male mentre Tom fece lo stesso con la bimba, la tenne stretta senza farle del male e ci mettemmo a correre.
Tutti in insieme ci mettemmo a correre verso casa mia.
Passammo per diverse vie, ci dividemmo.
Alcune ragazze andarono in macchina.
Mary corse con me e Thiago, non voleva lasciarci da soli.
Arrivammo a casa e senza restare sospetti, decidemmo di entrare tranquillamente.

Appoggiai il bimbo sul divanetto, restandogli di fronte, solo per il tempo di togliermi la maglietta e le scarpe e lo ripresi.
Mary andò direttamente a cambiarsi.
Doveva togliere tutto quel sangue dai vestiti e dalle mani.
Non mancò molto all'arrivo degli altri.
-Hey, venite accomodatevi. Vi porto qualcosa da bere...- dissi io aprendo e chiudendo la porta una volta che tutti furono dentro.
Presi la bimba e la baciai stringendola a me.

Appena la misi con Thiago sul divanetto, entrambi iniziarono a darsi bacini e delicati colpetti.
-Grazie, Bill- ringraziarono in coro.
Andai in cucina a prendere varie bevande con vari bicchieri.
-Chi è lo zio più bello del mondo?-
Era la voce di mio fratello.
Sorrisi pensando che mio fratello stesse giocando con i suoi nipoti e continuai con ciò che stessi facendo.
Portai tutto in salotto ed appoggiai sul tavolo.
-Chi ha sete...-
-Io. Io- mi interruppero loro urlando quel maledetto pronome.
-Chi ha sete, si versi ciò che vuole- detto questo sorrisi falsamente.
Scese mia moglie vestita comoda e sorrise a tutti.
Mi baciò e prese la bimba in braccio.

Mary.
La bimba aveva gli occhi chiusi, ma appena l'appoggiai al mio petto li aprì, sorrise con quei occhioni lucidi e fece un versetto.
Si strinse a me e ne fece un altro.
-Piccola mia. Avevi paura di perdere la mamma? Ma io sono e sarò sempre con te...- mi interruppe la mia visione di merda, ormai era sempre la stessa.

Georg.
Mary era immobile, capimmo tutti perché e la bimba stava per piangere. Ma mi venne un'idea.
-Jaz, vieni dallo zio Georg?- chiesi allungando le mani verso di lei.
Lei fece lo stesso.
-Sì, dallo zio Geo!- mi aiutò Valentino.
La bambina mi guardò con uno sguardo spaventato.
La presi e mi sedetti sul divano a giocare con le sue dita.
Bill chiamava ripettutamente sua moglie ma lei guardava a vuoto.
-...non farlo, ti prego. Smettila, non puoi farlo. No!- farfugliò qualcosa di questo genere.
Poi coprì gli occhi.
-Mary, guardami. Hey, siamo qui, apri gli occhi... forza!- disse Tom scuottendola.
Non si sa il motivo ma Mary si divincolò dalla presa e lo abbracciò.

~Mary.

Tokio hotel~NakamaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora