Dopo aver cantato la bellissima cover di "In the end", ci mettemmo a cantare le nostre canzoni.
Verso le 7 di sera bussarono alla porta dello studio.
-Avanti- dissi aprendo una bottiglietta d'acqua e bevendo.
-Possiamo restare?- chiese Bill sorridendo.
-Oh Bill, entrate. Certo, che potete!- rispose Lety.
Loro si sedettero di fronte a noi e ci fissarono.
-Consigliateci una canzone...- disse Vale tenendo il plettro tra i denti.
-Mmh, fatene una spagnola. Ne avete parecchie sotto chiave, no?- disse Bill.
-Okay, Fuera de mi?- chiese Dany.
Cantammo anche quella, erano tutte canzoni meravigliose, stupende.
-Bravissimi- disse Bill applaudendo.
-Amo quella canzone- sorrise ancora.
Sorrisi a sentirglielo dire, l'amavo anche io.
Tornammo a casa, mi feci di nuovo la doccia e Bill si mise ai fornelli.
Mi asciugai e canticchiando mi vestii, scesi di sotto e mangiai insieme al mio bel ragazzo.
-Che facciamo?- chiese lui.
-Film?- chiesi lui sorrise.
Mise un film a caso e lo guardammo, parlava di alieni, mostri, zombie e altre robe horror che a me non facevano minimamente paura.
Mi addormentai sulle gambe di Bill e mi ritrovai, il giorno dopo, sullo stesso divano con una coperta e il braccio del mio ragazzo che mi stringeva alla vita.
Cercai di alzarmi ma il suo braccio mi fece girare, sorrideva con metà viso coperto dal cuscino.
-Resta, amore mio- disse dolcemente.
-'Giorno, piccolo- dissi spostandogli i capelli, cercò di rispondermi ma arrivò Pumba che lo svegliò del tutto leccandolo sul viso, facendo scattare una serie di risate da parte mia.
Il pomeriggio lo passammo in giro.
La notte la passammo a guardare film horror.
Alla fine non avevamo di meglio da fare.
Era il 5 di luglio, la giornata andò benissimo, tutti insieme festeggiamo i 5 mesi della pancina di Lety, che cresceva e cresceva.
La sera, io e Bill, come accadeva quasi ogni notte, lo facemmo, però stavolta con un particolare, lui non usò il preservativo.
Sapevamo i rischi a cui andassimo contro, ma non ci importava, lo volevo mio e lui mi voleva sua e così fu.
Eravamo grandi abbastanza per prenderci cura di noi stessi.
La mattina dopo fu tragica per me e forse vendicativa per Bill.
Mi svegliai, puntai lo sguardo sul suo lato di letto e lui non c'era.
Non avevo voglia di alzarmi da sola così sbuffai alzando il busto e la sola cosa che vidi, fu un grosso cuscino bianco che mi fece stendere di nuovo.
Poi si sentì Bill ridere di gusto, la sua risata rimbombava in tutta la stanza ed era una cosa magnifica.
Glielo rilanciai, e lo colpì sul petto, lui scivolò e cadde a terra.
-Scusa, amore!- dissi buttandomi su di lui.
Lui rise ancora di più.
Poi si alzò, mi prese a mo' di sposa e mi portò giù per fare colazione.
Mi misi a cucinare qualcosa, io volevo un bel panino con bacon.
Lui niente, solo caffè e lo feci.
-Pumba, andiamo a fare un giro. Io, te, la telecamera, Mary, Tom e il cucciolone... Okay?- chiese al cucciolo che abbaiò e gli leccò la mano.
-Ecco il tuo caffè, attento è bollente- dissi appoggiando la tazza sul tavolo.
Presi il bacon che stessi friggendo e lo misi in un panino con maionese, lo mangiai talmente veloce che non lo vidi nemmeno.
Bill, prese il guinzaio di Pumba, la pallina e la piscina.
Salimmo in macchina ed andammo da Tom, lui era a casa sua, tranquillo messaggiando.
-Tom, aprici, cazzo- urlava Bill.
Io suonavo mille volte il campanello ma quello scemo non apriva.
Entrai in macchina e suonai il clacson, niente.
Presi coraggio e scavalcai la ringhiera, andai verso la porta e bussai.
-TOM, APRI IMMEDIATAMENTE O LA MIA CHIAVE FARÀ AMICIZIA CON LA TUA MACCHINA- urlai molto forte.
Si sentirono dei bassi molto veloci fino ad arrivare alla porta ed aprirla.
Era Tom, che in boxer e ciabatte, venne ad aprirci mentre mi guardava assonnato.
-Finalmente! Apri a tuo fratello, io ho scavalcato...- dissi indicando Bill fuori dal cancello.
Tom con il telecomandino aprì il cancello e Bill parcheggiò la sua macchina affianco alla Range Rover di Tom.
-Entra...- disse Tom spostandosi dalla porta, Bill ci raggiunse.
Abbracciai Ria e salutai il cucciolone.
-Bill, fra poco arriverà Marc- disse il gemello bruno.
Il biondo annuì.
Arrivò il cameraman che li filmò tutta la mattina, mentre io e Ria andammo a farci un giro.
Tornammo dai ragazzi, dopo che loro ci chiamarono, e guardammo il video dopo che subì vari tagli e varie trasformazioni.
Un capolavoro.
-Com'è?- chiesero i gemelli.
-È figo vedere un video del 'Tokio Hotel Tv' prima che esca- risposi.
Ria sorrise e disse che le piacesse.
Tom e Ria tornarono a casa, mentre io e Bill andammo a farci una passeggiata pomeridiana.
Tornammo a casa, sentivo qualcosa di strano in me, un qualcosa davvero strano.
Era un presentimento, come se stesse per accadere qualcosa di brutto, sentivo qualcosa di inspiegabile.
Quattro giorni dopo, stavo pulendo la casa e Bill era a fare le prove, io mi sedetti un attimo bevendo un po' d'acqua e poi continuai, sentii di nuovo quella sensazione.
Pulii tutta la casa, ma quella strana sensazione non passava.
Tornò Bill, si tolse le scarpe, le appoggiò delicatamente sulle scale e si coricò sul divano senza neanche salutarmi.
-Ciao, Bill...- dissi nervosa.
-Ciao, bella- disse aprendo la bottiglia che aveva affianco.
Quel gesto mi diede molto fastidio.
Sì, sì, mi ha salutato proprio "Ciao, amore mio, come stai?".
Ma che cazzo mi succede?
Offendermi per così poco non è da me.
-Tutto okay, Mary?- chiese stringendomi.
-Mary?- chiesi.
Lui mi guardò strano.
-Come ti dovrei chiamare?- rise.
-No, sai...- sciolsi l'abbraccio ed andai a mettere apposto la roba.
Chiamai Lety.
-Lety puoi venire a casa?- chiesi appena rispose.
-Hey, certo, che hai? Sembri triste...- disse Lety.
-Lo sono...- lacrimai non capendo nemmeno io il mio modo di fare.
-Aspettami, arrivo...- chiuse.
Dopo 5 minuti fu a casa mia, le raccontai tutto, lei mi consigliò di scusarmi con Bill, ma il problema era il motivo per cui avessi reagito così, che ovviamente non sapevo, non lo sapevo proprio.
Avevo reagito di impulso, cosa che non facessi mai.
Ero una che ragionasse, una che pensasse prima di agire e, invece, feci tutto d'impulso.
Scesi giù vidi Bill triste che si dondolava sull'amaca, mi avvicinai a lui.
-Scusa, amore. Non so perché abbia reagito così. Sono stata una stupida...- dissi abbracciandolo.
-Tranquilla, scusa tu. Ero stanco, ho sbagliato a non occuparmi di te come si deve...- disse lui.
Lo baciai.
-Ti amo-
Iniziai a pensare che i miei quotidiani sbalzi d'umore di facessero più forti, cosa strana.
Era normale che avessi sbalzi d'umore, ma così grandi!?
Che cazzo mi succedeva?
~Mary.
STAI LEGGENDO
Tokio hotel~Nakama
FanfictionMaria e i suoi amici seguono il loro sogno girando per il mondo cantando e suonando. Per puro caso, in America trovano una bella città dove stabilirsi ed iniziare una nuova vita facendo i conti con la vecchia. Maria riuscirà ad affrontare e lasciare...
