Devi stare tranquilla.

160 6 0
                                        

Lui si spostò e vidi la mia ragazza, la mia dolce metà, seduta su una sedia che si teneva la pancia e la testa e piangeva.
Ria ed Alex le facevano aria e cercavano di calmarla.
Andai da lei senza pensarci due volte, mi inginocchiai e la guardai intensamente per capire cosa avesse.
-Piccola?-
-Bill, mi fa male...- disse lei piangendo.
Appoggiai la mano sulla sua pancia ed iniziai ad accarezzarla delicatamente.
Era dura, di nuovo.
Iniziai a odiare a morte quel bastardo.
La feci sedere su di me e continuai ad accarezzarla e coccolarla.
Tom arrivò con un bicchiere d'acqua.
-Non serve, bevitelo tu e calmati...- dissi.
Lui fece come gli avessi detto e si calmò.
-Ecco, ora ci sono io. Calma, devi stare tranquilla... rilassati- dissi, piano piano la pancia di ammorbidì ma il casino non finì di certo lì.
Ovviamente quel bastardo doveva far prendere uno spaventato a Mary provocandole un attacco di panico.
-Vale, la bomboletta. Tranquilla, respira profondo-

Arrivò Vale con la bomboletta la aprii e la diedi a lei, fece tutto, la spruzzò tre volte in gola, cercando di calmarsi.
-Okay?- chiesi, lei annuì lasciando cadere poi la testa sul mio petto.

-Perfetto. Tom, invece di urlare, potevi chiamarmi. La prossima volta o mi chiami o fai come ho fatto io...- dissi.
Lui annuì.
Ci preprarammo ed andammo a mangiare.
Squillò il telefono di Mary, lo presi io per sicurezza e risposi senza leggere.
-Mary?-
-Ah ciao, Lety, sono Bill. Come state?-
-Oh Bill, tutto bene, voi? Le sorprese ti sono piaciute?-
-Tutto bene, si erano tutte e tre fantastiche-
-Tre? Scusa, lo show, lo yacht e?- chiese.
-Lei non lo sa... devo farle una sorpresa...- sussurrò la mia piccola.
-Bill?-
-Sì? E il fatto che sono venuti- mentì.
-Già, è stato bello, vero?- domandò.
Risposi con un sì, poi ci salutammo e chiudemmo.
-Non le ho detto ancora del bambino... voglio prima assicurarmi di tornare a casa con voi sani e salvi... e tu sai cosa intendo- disse lei.

-Non ti troverà. Tranquilla-
-Bill, mi sta cercando da mesi ormai, sa già che vivo a Los Angeles e che sono qui in Messico per una vacanza... sa tutto, sa che sto con te, sa che viviamo assieme, sa tutto. Non sa del bambino, ma appena lo scoprirà, farà di tutto. Sarebbe in grado di ucciderlo prima di nascere e non voglio questo...- disse alzandosi.
Fece per andar via ma la bloccai e l'abbracciai forte.
-Farò di tutto per proteggere te e il bambino... promesso-
-Bill... ti amo...- sussurrò.

-Anche io ti amo, vi amo, e anch'io ho paura che vi trovi e vi faccia del male, fra tre giorni tu sarai su un aereo, per tornare a casa ed io tornerò dopo settimane. Secondo te, come faccio a stare tranquillo se tu sarai sola?- chiesi.
In un attimo la situazione si ribaltò.
Quello a star male, ora, ero io e lei era quella che doveva consolarmi.
-Hey... non sono sola, ho il bambino, ho Vale, Denise, Lety, Dany, Steve, Serena e Melody... ho tutta la mia famiglia, stai tranquillo- mi diede un piccolo bacio.
-Vai a riposare...- dissi.
-No- disse lei.
-Non fare i capricci. Devi riposare! Lo sai benissimo che sei stanca, te lo si vede dagli occhi poi dopo a andiamo in giro, okay?- chiesi e lei sorrise.
Andò in camera mia e si coricò.
-Bill?- mi chiamò, andai da lei e sorrisi.
-Dimmi-
-Ti amo- disse lei.
-Ti amo- dissi io.

-Bill. Dove sei?- mi chiamò lei.
La piccola dormigliona si è svegliata e mi sta cercando.
-Sono in camera di Tom- dissi, lei arrivò, si sedette sulle mie gambe, stava mangiando un panino.
Ridacchiai vedendola così.
-Stavo pensando, se dobbiamo uscire, perché non portiamo anche gli altri oppure altra domanda: dove mi porti? Sei qui da poco anche tu e non conosci bene il paese...- disse ingoiando gli ultimi morsi.
-Non ti si può nascondere niente. Conosco qualche via, non ci possiamo perdere in tal caso... c'è internet...- scherzai facendo toccare i nostri nasi.
-Okay, venite?- chiese a Tom e a Ria che rifiutarono ridendo.
-Ah Mary, stai attenta a non ingrassare...- scherzò mio fratello.
Lo sguardo di Mary si fece triste.
-Sono una già palla?- chiese lei.
-Tom, sta' zitto e smettila. Mary non sei grassa...- disse Ria dando un colpo a Tom che rideva.
-Già, sei magrissima- dissi io.
-Sicuro?- chiese lei.
-...sì, certo...- dissi.
-Bill, hai esitato...- disse lei triste ed arrabbiata.
Ma... io

La guardai confuso, mi faceva u po' di paura.

Qualsiasi cosa dicessi sarebbe potuta essere usata contro di me.
-Ma cosa!! Non ha esistato, ha risposto subito... sei perfetta cognata, perfetta- disse Tom salvandomi il culo.
-Beh dai, andiamo a cambiarci per uscire- dissi alzandomi.
-Perché così non ti piaccio?- chiese lei.

Dio santo!

Sorrisi.
-Sei perfetta. Sono solo io che mi debba cambiare, tu no. Stai bene così- le diedi un bacio.
Andai a cambiarmi ed uscimmo per un'oretta, quando tornammo in albergo non c'era nessuno, perciò restammo in camera a parlare e a scherzare.

Il 5 settembre mi svegliai molto presto, faceva caldo e freddo allo stesso tempo, non riuscivo a dormire e Mary si svegliò con la suoneria della sveglia.
Si alzò ed iniziò a prendere le cose e metterle nelle valigie, l'aiutai.
Poi andammo a svegliare gli altri otto che appena si svegliarono iniziarono a prepararsi.

In aereoporto, salutai prima i due piccioncini, poi le mie due ragioni di vita.
-Amore, ci vedremo presto, mi mancherai- dissi abbracciandola.
-Anche tu, mi mancherai- disse abbracciandomi.
Mi inginocchiai e baciai la pancia.
-Ciao, piccolo. Fai da bravo e proteggi la mamma, noi ci vedremo presto... appena torno a casa, vi riempo di coccole- mi alzai, la guardai, lei si mordeva il labbro sorridendo, sorrisi e la baciai.
La lasciai a malincuore salutandola con la mano.
La vidi partire, un'altra volta separati ma ancora per poco.

Mary.
L'aereo, amavo volare, era una cosa che mi affascinasse anche se spesso mi venisse il panico e l'amore si trasformava in odio.
Presi i miei calmanti e aspettai il decollo.

Era già decollato, diedi le mie auricolari a mio fratello, perché lui perse le sue, e posizionai le mie cuffie di scorta sulle orecchie.
Come sempre, non sapendo scegliere tra le canzoni che amassi, misi riproduzione casuale, e guarda caso uscì Mercurio di Emis Killa.

Quanti cantanti, quante canzoni
Tutte diverse, tutti diversi.
Finita quella canzone, uscì invaded, presi le cuffie e le misi una sul fianco destro e l'altra sul sinistro.

Amore ascolta il tuo papà che canta.
Tu e papà siete le mie ragioni di vita adesso e morirei se vi accedesse qualcosa. Vi amo e sarò sempre invasa da voi.

~Mary.

Tokio hotel~NakamaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora