Stay with me.

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Ed eccoci qua, tu in un lettino d'ospedale, in stato vegetativo, io qua a fissarti dalla finestra, il vetro che si appanna ogni secondo, le mie lacrime e il respiro caldo appannano la finestra che ci separava, il vetro a cui ero incollato.
Quante volte ancora dovevo ripeterti che ti volessi bene e che senza di te non avrei potuto vivere?
Tante, vero?
C'era una ragione per il quale te lo dicevo, era tutto per non sentirmi così, per non piangere da ore, piangere per ore.
Ti promettevo che avremo affrontato  tutto assieme, anche questo stato, se tu mi avresti promesso di risvegliati e sorridere.
Cazzo, quel sorriso lo volevo rivedere.
Quel ragazzo uguale al me.
Volevo il mio gemello, all'istante.
Lì, con me.

-Bill, hai una famiglia da mandare avanti. Hai due figli bellissimi. Dai, cazzo. Reagisci!-
E poi avevo ancora una cosa da dirti.

-Ricordi le fan del twincest? Sai, forse non hanno tutti i torti, forse si tra noi c'è qualcosa di più del volersi bene, forse noi ci amiamo di bene. Sì, io ti amo di bene e so che tu ricambi.
Ovviamente non ti amo così tanto da baciarti o da portarti a letto, ma almeno di abbracciarti e consolarti sempre. Io ti voglio un casino di bene. Sei la mia unica ragione di vita e senza te non vivo-

-E Ria? Ria, lei la amo, ma senza di lei potrei anche vivere, è brutto da dire ma è così. Potrei anche restare single a vita, ma senza un fratello? Senza il mio fratello, no. Mai e poi mai.  Come farei senza di te? Senza quel bimbo mezzo pazzo che rideva e faceva smorfie alla telecamera mentre si truccava. Non posso vivere senza quel bambino che ha sempre giocato con me e che quando mamma e papà si sono lasciati, si è stesso affianco a me a piangere e che mi consolava quando mi si disfavano i dread-

-E guardaci ora, di nuovo, mentre uno che sta morendo per una cazzata che l'altro ha approvato. Cazzo, quanto sono stato stupido-
Avevo approvato il tuo suicidio.
Che merda che mi sentivo.
Cazzo.
Mi ricordai quando scoprii la tua depressione, cazzo.
Il mio cuore si spezzò.
Tornai a scuola, i soliti ragazzotti che ti prendevano in giro.
Porca puttana.
Per fortuna arrivava Gordon con la mazza e il cane, ti ricordi le risate vedendoli correre via? Ecco.
Perché non possiamo tornare così.
Magari con Thiago e Jazmine.
Noi che li proteggiamo.
Io vorrei che tu fossi con me.

-Tom. Se vuoi tornare a casa, credo che tu ne abbia bisogno...- suggerì Gustav.
Scossi la testa.
Georg mi batté la mano sulla spalla.
guardai, anche loro erano tristissimi, nessuno si immaginava che accadesse tutto questo.
Decisi di entrare, non volevo restare a guardarti dalla finestra.
Alzai lo sguardo al soffitto.

-Tio Tom...- mi chiamò Thiago.
Mi girai verso di lui.
Lui aveva uno sguardo spento.
Alex lo mise giù ed io mi inginocchiai mentre lui correva da me ad abbracciarmi.
-Mamma e papà, via... tu vieni con noi?- iniziò a gesticolare.

Alzai lo sguardo sugli altri che rimasero a bocca aperta.
-Thiago, oh piccolo Thiago. Sei come tuo padre, a tutti gli effetti, intelligente, sensibile e perspicace. Sono convinto che Bill uscirà da quella porta sorridendo, mano a mano con la tua mamma. Assieme. Vivi. Te lo prometto- lo abbracciai e mi alzai.

Loro due si amavano e la loro storia non doveva finire così, né quella dei Tokio hotel, né dei Nakama. Né di niente.

Sarebbero usciti da quella porta presi per mano, era sicuro.
Bill e Mary si scambiano l'energia presi per mano.
Mi venne un'idea.
Mi alzai di scatto e sorrisi.
-Giusto, ora ho capito...- dissi.
-Tom... cosa? Aspetta, Tom- mi chiamò Ria.
Aprii la porta.
Mi avvicinai piano piano a loro, guardai nella finestra tutti mi stavano guardando confusi.
Sorrisi ancora.
Presi la mano di Mary e la misi in quella di Bill iniziai a raccontare dei ricordi nostri, di noi tre.
Ricordi speciali.
-"...poi il vostro matrimonio non avevo voglia di parlare e ho tagliato tutta la cerimonia... ecco poi, ah si, la nascita dei marmocchi, erano così piccoli e fragili... ed ora sono grandi e forti.
Ah, o vi svegliate o vi svegliate. I vostri amici vi stanno aspettando- dissi.
Vidi la macchina formare una piccola onda e poi tornare dritta.
Stava funzionando.

Tokio hotel~NakamaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora