Riattaccai senza pensarci su.
Mi vestii e salii in macchina, corsi un po' visto che fossi in ritardo, arrivai allo studio ma non c'era ancora nessuno.
Chiamami mio fratello, ero terribilmente agitata e lui non rispose.
Andai a casa di Zio, per poco non facevo un incidente con un tipo.
Ero in ansia, stavo perdendo il controllo.
Non potevo stare da sola a casa se quel tipo mi chiamava.
Parcheggiai e bussai, attesi qualche secondo e mi aprì Melody.
La abbracciai e le chiesi di mio fratello.
-Vale non c'è... è uscito... c'è solo Dany a casa- disse.
Mi indicò lo studio, ci entrai e lo vidi alle prese col basso, lo abbracciai.
-Hey? Ciao piccina, che hai?- chiese mentre piangevo.
-Luis mi ha chiamata- dissi iniziando a piangere.
Ero in salvo, finalmente.
Lui mi abbracciò e mi prese in braccio, ci sedemmo sul divano e parlammo fino a quando crollai.
Dany.
Mi faceva tenerezza, era così dolce quando dormiva eppure mi metteva curiosità.
Perché dormiva così tanto senza avere incubi?
Non era da lei.
Mi alzai e la lasciai riposare tranquilla, spiegai tutto a Serena e chiamai Bill per avvisarlo.
-Bill...-
-Hey Dany... come va?-
-Male. Luis ha chiamato Mary...-
-Cazzo... e lei?-
-Lei ora sta dormendo. È venuta da me e io l'ho consolata. Ora dorme tranquilla, è distrutta...-
-Lo so, non sta dormendo niente in questi giorni-
Lui poco dopo chiuse poi mi richiamò.
-Dany...-
-...dimmi-
-Allora... Alessio mi ha detto che quando è così strana, devi prendere un foglia di menta e la metti sul suo petto. Stai attento a non toccarla troppo perché ti ammazzo-
-Stai tranquillo. Prima di te, l'ho toccata io- risposi.
-Che?- chiese.
-Nulla, scherzavo- risi e feci come mi disse.
La svegliai e la feci rilassare con la musica.
Poi l'accompagnai a casa sua con la sua macchina e tornai a piedi.
Mary.
Che strano.
Non sono mai stata così.
Mai.
Sono così stanca, così priva di forze ma allo stesso tempo energica, che potrei anche fare la maratona di non so dove.
Mi misi a pulire il giardino e a piantare qualche fiore, lavai la macchina, poi mi rimisi a pulire dentro.
Di sera uscii con Lety in giro a fare compere.
Arrivata a casa, chiamai Bill e i ragazzi, mentre mettevo a posto la roba appena comprata.
-Cosa farai domani?- chiesi.
-Credo che domani andremmo in giro per la città e poi di sera partiremo... tu?- chiese lui.
-Ho le prove, poi credo che mi attaccherò al computer- risi.
-Brava, eh!- rise lui.
-hahahahaha-
Restammo in silenzio per un po'.
-Non ce la faccio: mi manchi- dissi.
-Amore... anche tu, tanto, mi manchi davvero tanto- disse anche lui tra i singhiozzi.
Mi si spezzava il cuore vederlo così.
Bill.
Mi mancava tanto, il suo sorriso, il suo sguardo, il suo modo di essere.
Ne avevo tanto bisogno.
-Bill, hai visto la mia camic... Bill, perché piangi?- chiese mio fratello abbracciandomi.
-Ci sentiamo dopo...- disse lei chiudendo.
-Mi manca... ecco perché- risposi.
-Ho una buona notizia e una cattiva... la cattiva è che non trovo la mia camicia nera. La buona è che possiamo tornare anche dopodomani per otto giorni circa-
-Davvero?- chiesi.
Lui annuì spiegandomi che furono rimandate alcune date ed io lo strittolai.
-Le facciamo una sorpresa?- chiese ed io annuì.
Mary.
Passò un giorno.
Che bello, un altro giorno tra prove e cazzate varie.
Almeno domani non ho un cazzo da fare.
Di sera mi coricai e mi addormentai tranquilla, col sorriso e non sapevo nemmeno il perché.
Volevo solo svegliarmi tranquillamente e mettermi a scrivere nello studio con tutta la pace del mondo, in più dovevo organizzare il compleanno di mio fratello.
Mi svegliai sentendo qualcosa toccarmi la pancia, pensando fosse un insetto spalancai gli occhi alzando il busto di scatto.
Mi stroffinai gli occhi con le mani per poi guardarmi le gambe che erano affiancate da altre due gambe coperte da jeans strappati.
Mi girai confusa e mi trovai l'amore della mia vita coricato che mi sorrideva, coricato al suo posto a guardarmi.
Mi misi le mani alla bocca, per tapparla ma l'urlo uscì lo stesso.
-OH MIO DIO, BILL! AMORE! CHE CAZZO CI FAI QUI?- chiesi caltapultandomi su di lui facendolo ridere.
Lui mi strinse dalla schiena mentre io fossi praticamente coricata su di lui con il viso sulla sua spalla.
-Perché? Non posso tornare a casa dalla mia piccola?- chiese ridendo.
-Cazzo sì, certo che puoi. Mi sei mancato...- dissi impazzendo riempendolo di baci.
Mi alzai e girandomi verso la porta notai altre tre figure.
Tom, Georg e Gustav stavano tranquilli sulla porta, appoggiati al muro mentre mi guardavano ridendo sotto i baffi.
Probabilmente avevano assistito a tutta la scena.
-Beh... salutaci- disse Tom ridendo aprendo le braccia.
Sorrisi ed iniziai a correre per poi saltargli addosso, mi strinse forte e mi salutò con un dolce "Ciao, cognata".
Mi abbracciarono tutti e tre poi anche Bill ci raggiunse, erano diventati i miei fratelli maggiori, specialmente Tom.
Mi trattava proprio come una sorella minore ed io amavo stare là tra le loro braccia.
Restammo abbracciati per un bel po' poi ci staccammo per andare a mangiare.
Ci mettemmo sul divano a parlare e nel frattempo arrivarono anche gli altri.
Io ero tutto il giorno in braccio a Bill, tra piccoli baci e tenere carezze.
Era un fottuto mese che non ci vedevamo ma i ragazzi non lo volevano capire e ci prendevano in giro con battute e risatine.
-Volete restare da soli?- chiese Tom ridendo.
-Tom... fottiti- lo fulminò il fratello.
-No- risorse il bruno facendo la linguaccia.
-A te non serve nemmeno dirlo, lo fai tutti i giorni con Ria- risi io facendoli ridere.
Scherzammo tutto il giorno e tutta la notte.
Li amo, li adoro.
Ora che siamo tutti uniti di nuovo, anche se per poche giornate, sono felicissima.
Aprii gli occhi e mi trovai coricata sopra di Bill, sul divano mentre i ragazzi stavano per terra.
Sempre i soliti.
Andai in cucina a preparare la colazione a tutti, guardai l'orario "7;29" del "15 agosto"
Il compleanno di Vale.
Mi vestii ed andai a ritirare la torta che avessi ordinato due giorni prima.
Era di cioccolato a forma di chitarra.
La presi, la pagai e la portai a casa, ovviamente nascosta.
Entrai, i ragazzi dormivano ancora così senza farmi sentire, misi la torta in frigo e la lasciai lì, misi la colazione sul tavolo e chiamai i ragazzi.
-Ragazzi, è tardi. Sono già le otto, alzatevi-
Ma loro non si svegliarono.
Presi le padelle e una trombetta,
Suonai la trombetta e i ragazzi si svegliarono di soprassalto tranne Bill e Valentino che continuarono a dormire.
-Dai, Billy!- dissi lasciando tutto per terra.
-Amore, dai, è ora di alzarsi- dissi dandole dei baci sulla schiena.
Provai a tirargli il braccio ma mi venne una fitta nel basso ventre così mollai bruscamente la sua mano facendola cadere a terra.
-Mmh?- chiese svegliandosi.
-Bill... che è il compleanno di Vale- strinsi la mano verso il dolore e sospirai dandomi forza per negarlo.
-Davvero?- chiesero gli altri.
Si alzò titubante e si strofino gli occhi come un bambino.
-Sì, al mio tre gli urliamo buon compleanno, okay?- dovevo fingere che andasse tutto bene e che io fossi perfetta.
Gli altri annuirono.
Presi il telefono, lo misi sulla mensola, avviai il video.
-Ciao, Minna! Oggi è il compleanno di Vale, quindi i Nakama e i Tokio Hotel sveglieranno il festeggiato. Pronti? 1... 2... 3...-
-BUON COMPLEANNO, VALE!- urlammo tutti assieme, feci rumore colpendo le padelle per farlo svegliare meglio.
Lui si svegliò cadendo dal divano, Georg gli svuotò un pacchetto di coriandoli in testa che gli diedi io e Lety gli lanciò un cuscino in testa.
Finimmo per abbracciarlo tutti quanti.
-Buon compleanno, fratellino- dissi abbracciandolo forte.
Caricai il video sul web ed attesi i commenti che non mancarono ad arrivare.
~Mary.
STAI LEGGENDO
Tokio hotel~Nakama
FanfictionMaria e i suoi amici seguono il loro sogno girando per il mondo cantando e suonando. Per puro caso, in America trovano una bella città dove stabilirsi ed iniziare una nuova vita facendo i conti con la vecchia. Maria riuscirà ad affrontare e lasciare...
